La Cina ricorre al WTO contro i sussidi USA alle auto elettriche

Ma Xi Jinping accoglie a Pechino i manager di grandi aziende degli Stati Uniti. "Discriminatorie" le agevolazioni fino a $7.500 per chi compra vetture elettriche. Possibili contromisure cinesi taglierebbero fuori le case europee dal più grande mercato del mondo. 

La Cina ricorre all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) contro quelli che considera sussidi “discriminatori” da parte degli Stati Uniti sui veicoli elettrici.

Pechino ha presentato una denuncia formale in relazione al maxi piano l’Inflation Reduction Act del presidente Usa Joe Biden che prevede agevolazioni fino a 7.500 dollari per chi compra vetture elettriche che siano state però costruite sul suolo americano.

La postura combattiva della Cina lascia intendere che anche le tariffe doganali contro le vetture elettriche prodotte in Cina su cui ragiona Bruxelles potrebbero innescare decise contromisure, tagliando fuori le case europee dal più grande mercato del mondo.

La Cina è diventato il primo esportatore di auto al mondo superando il Giappone ed è focalizzata in particolare sullo sviluppo di vetture elettriche i cui produttori godono di imponenti sussidi.

L’anno scorso il “campione nazionale” Byd ha eguagliato Tesla quanto a numeri di vendite e la casa cinese si appresta ad aprire uno stabilimento in Ungheria anche al fine di aggirare eventuali barriere poste dall’Ue.

La notizia del ricorso al WTO arriva nel giorno in cui presidente Xi Jinping ha incontrato a Pechino nella Grande sala del Popolo i rappresentanti delle grandi aziende e università americane, tra cui Stephen Schwarzman di Blackstone e Cristiano Amon di Qualcomm, la Cina cerca quindi su un altro fronte di ripristinare la fiducia nell’economia e mantenere le relazioni con gli Stati Uniti su una base stabile.

L’emittente statale CCTV ha nominato i dirigenti presenti e ha mandato in onda la foto di gruppo prima dell’evento:

Xi Meets US CEOs

L’incontro è durato più di un’ora e mezza, durante i quali i delegati hanno posto domande e Xi ha risposto, secondo una persona che ha partecipato che ha chiesto però di non essere identificata. Xi ha affermato di non vedere la necessità che Washington e Pechino marcino per strade parallele (no al decoupling) vuole che le imprese americane investano in Cina.

Altri partecipanti all’incontro – tutto maschile – includono Raj Subramaniam, amministratore delegato di FedEx; Evan Greenberg, amministratore delegato della compagnia assicurativa Chubb; Stephen Orlins, presidente del Comitato nazionale per le relazioni USA-Cina; Craig Allen, presidente del Business Council USA-Cina; e Mark Carney, presidente di Bloomberg.

Xi ha anche parlato di come evitare la “trappola di Tucidide”, descrivendo l’inevitabile conflitto tra una potenza emergente e una consolidata, secondo lo studioso di Harvard Graham Allison, che ha partecipato all’incontro. Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti e la Cina devono bilanciare la loro competizione riconoscendo che la sopravvivenza di ciascuna nazione richiede la loro cooperazione simultanea, ha aggiunto Allison.

Lo stato delle relazioni Cina-Usa, “sia che si tratti di confronto o di cooperazione, incide sul benessere dei due popoli e sul futuro dell’umanità”, ha detto il presidente Xi Jinping.

“Il nostro rispettivo successo è l’opportunità reciproca. Finché le due parti si considereranno partner, si rispetteranno a vicenda, coesisteranno in pace e coopereranno per ottenere risultati vantaggiosi per tutti, le relazioni Cina-Usa miglioreranno”, ha aggiunto Xi.

Nel pomeriggio il presidente cinese incontrerà il premier olandese Mark Rutte, in Cina nell’ambito di una visita di lavoro che si conclude oggi.

Il meeting, in programma nella Grande sala del popolo, prevede che Xi e Rutte debbano discutere se Asml, il colosso olandese delle macchine per fabbricare i microprocessori, possa continuare a fornire assistenza per miliardi di euro di chip per computer venduti ai clienti cinesi

Nei giorni scorsi Pechino ha vietato l’uso di chip prodotti dalle statunitensi Intel ed Amd nelle dotazioni informatiche di uffici governative e grandi industrie a controllo statale.

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