Vecchia generazione troppo affezionata all’azionario, rischia grosso

Fidelity: caccia ai rendimenti in vista della pensione sta esponendo gran parte di questa fascia di età a pericoli inutili.

La generazione dei Baby Boomer è troppo affezionata all’azionario e dovrebbe cambiare atteggiamento. Altrimenti rischia di rimanere seriamente scottata. È l’avvertimento dei gestori di Fidelity, secondo cui le Borse sono diventate troppo care e potrebbe essere arrivato il momento di mollare.

Nel suo rapporto trimestrale, Fidelity Investments sostiene che la generazione dei nati tra il 1944 e il 1964 stanno puntando sulla corsa decennale dell’azionario per integrare la pensione. Le scommesse al rialzo sull’azionario per aumentare i rendimenti in vista della pensione stanno esponendo questa fascia di età della popolazione americana a dei rischi grossi e per certi versi inutili.

Più di un terzo della generazione dei baby boomer ha superato la soglia di raccomandazione degli analisti di Fidelity per l’azionario. La percentuale massima da raggiungere nel proprio portafoglio investimenti dovrebbe essere del 70% secondo i calcoli dell’asset manager.

Nel periodo preso in esame, quasi un decimo dei cosiddetti “boomer” americani era addirittura esposto al 100% ai titoli di Borsa. Questa fascia di età, definita così perché ha vissuto in prima persona il boom economico degli Anni 60 e oltre, corre il pericolo di subire gravi perdite in caso di calo improvviso del mercato azionario.

Esposti a rischi grossi in caso di cali dell’azionario

Un evento che potrebbe facilmente riprodursi anche a breve termine, peraltro, visti i record realizzati dai principali listini della Borsa Usa. Il ritmo al quale salgono gli indici dell’azionario, specialmente alla luce delle avversità geopolitiche e macro economiche, non è sostenibile ancora a lungo, secondo grandi guru ed analisti di mercato.

Anche i rapporti tra prezzi di Borsa e stime sugli utili societari dovrebbero invitare alla cautela. Specie per una generazione che ha vissuto sulla propria pelle il disastro post crisi subprime. E invece i lavoratori prossimi alla pensione rimangono stoicamente affezionati all’azionario.

Tra i punti salienti del rapporto si possono citare questi dati:

  • Quasi un quarto di tutti i risparmiatori statunitensi ha investito troppi soldi nell’azionario.
  • Il bilancio dei conti di risparmio previdenziale è lievemente calato rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 105.200 dollari di media.
  • Gli investitori a lungo termine che hanno messo i propri risparmi in un conto di risparmio previdenziale -401(k) (che comporta agevolazioni fiscali da parte del governo federale) per 10 anni di fila hanno invece somme più elevate da parte, pari a 306.500 dollari.
  • Più di un milione di lavoratori Usa ha investito in un piano previdenziale Roth, per un incremento di quasi 10 volte rispetto al decennio precedente.
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