Economia: arriva una nuova Grande Depressione, peggio degli anni ’30

Editoriale di Luca Ciarrocca. Per il Coronavirus, nulla di paragonabile alla crisi finanziaria del 2008-2009 o all'11 settembre 2001. Fed: disoccupazione al 30% e Pil -50%. Milioni di persone senza lavoro.

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di Luca Ciarrocca

Va detto con la brutale onestà che il momento richiede: il mondo si avvia verso una Grande Depressione, per via del Coronavirus. Nulla di paragonabile alla crisi finanziaria del 2008-2009, nè tantomeno al temporananeo blocco, un blip, seguito agli attentati di AlQaeda dell’11 settembre 2001. Per trovare precedenti simili all’attuale schianto dell’attività produttiva e del commercio globale, della distribuzione di merci, di tutte le filiere produttive e dell’offerta di servizi, bisogna risalire a novanta anni fa, appunto, anche se il tessuto dell’economia reale oggi è intaccato mortalmente molto più di quanto non accadde nel 1929, quando si scatenò la prima storica Grande Depressione.

Ora le cose vanno peggio. Nazione dopo nazione, lo shutdown prende il sopravvento ovunque. Oltre 1 miliardo di persone sono private della libertà personale, costrette a casa. La California, quinta economia del mondo per Pil, è chiusa. L’India, 1,4 miliardi di abitanti, è in coprifuoco. In Italia, l’impatto dell’epidemia di Covid19 sarà pesantissimo. Le stime di Ref Ricerche indicano un calo del Pil nel primo semestre a -8,0%, contrazione da scenario di guerra, rivedibile al ribasso. Valerio De Molli, managing partner e CEO di Ambrosetti, rispondendo al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ha twittato: “A Bergamo molte aziende sono già chiuse o perché i lavoratori si rifiutano o perché le filiere globali sono totalmente bloccate. Tutte le fabbriche auto in Europa sono in shutdown. Tutte le aziende di componentistica auto non hanno clienti. Non è una riduzione di x %, è blocco totale primo trimestre”.

Ecco, nei primi giorni dello “stare a casa”, molti non avevano capito quanto devastante fosse questa crisi, in mezzo mondo, per il congelamento delle attività produttive fondamentali. Parliamo di collasso ineluttabile dell’economia mondiale, come la conosciamo. La violenta caduta dei mercati azionari – a dispetto della stupida richiesta di chi le borse le vuole chiudere – ha dato almeno un segnale inequivocabile: qualcosa è cambiato. Se prendono forma di capitolazione (borsa Usa -30%, Borsa di Milano -35%) i crash dei mercati azionari hanno un profondo impatto sull’economia. Il tema non è capire se l’indice S&P500 scenderà sotto quota 1700 oppure no. Il punto è essere consapevoli che i pacchetti di stimolo e le iniezioni di denaro decise da governi e banche centrali non serviranno assolutamente a nulla. Perfino il voltafaccia della Bce, guidata dalla marionetta dei tedeschi Christine Lagarde, con quei tardivi 750 miliardi messi sul tavolo, apparirà come un niente, nel ‘buco nero’ dell’economia europea che si prepara ad ingoiare tutto.

Per cominciare, c’è lo sconquasso dei bond, di cui parlano i tecnici: il valore delle obbligazioni globali è precipitato di oltre $5 trilioni nelle ultime 2 settimane, 5000 miliardi di dollari in meno, pari al Pil del Giappone. In sostanza gli investitori istituzionali (fondi e banche) temono uno tsunami di nuovo debito mentre i governi di tutto il mondo si preparano a rilasciare massicci piani di stimolo fiscale. Quindi il prezzo dei bond, compresi i governativi come i Btp italiani, va giù a picco. Il mercato obbligazionario in pratica già non esiste più, la liquidità è finita, arido come le sabbie del deserto. Non ci sono scambi, tutti vendono, chi compra fa il prezzo che vuole e l’impennata degli spread farà ancora più paura.

Sì, sembra assurdo parlare di bond mentre ci fanno vedere colonne di autocarri dell’esercito italiano portare decine di cadaveri dalla Lombardia verso i crematori di regioni vicine ma le due cose vanno in parallelo: immagini, appunto, da Grande Depressione. Facciamo parlare i numeri, evitando le teorie della cospirazione e i complotti, senza dimenticare la contabilità dei morti (ben prima di Pasqua l’Italia avrà superato le 10.000 vittime). Bisogna quantificare il collasso dell’attività economica usando le stime delle grandi banche globali, che sono azioniste – sapevatelo – di Fed e Bce.

JP Morgan prevede per gli Stati Uniti che il Pil del secondo trimestre crollerà -14,0%. Goldman Sachs è ancora più negativa: primo trimestre a -6%, secondo trimestre -24%. Bloomberg riporta una dichiarazione apocalittica di James Bullard, governatore della Federal Reserve di St. Louis: il tasso di disoccupazione Usa arriverà al 30% e il Pil subirà una contrazione di -50%. Altro che anni Trenta. Per chi avesse dimenticato, l’economia statunitense si contrasse dell’8,4% su base annua negli ultimi tre mesi del 2008. La differenza rispetto a 12 anni fa è che il drammatico scenario che ci prepariamo (ne siamo sicuri?) a fronteggiare, chiusi in casa, stavolta non è colpa di banchieri corrotti. Molti milioni di persone perderanno il lavoro, ovunque, non per le trame dei padroni del mondo ma per il Covid19. Il non-leader Donald Trump (quando il narcisismo al potere acceca e provoca disfatte epiche) negazionista del virus fino a pochi giorni fa, ha accelerato la crisi: la superpotenza da 340 milioni di cittadini, un Pil da $15 trilioni e 8500 bombe atomiche, avrà più morti di quelli contabilizzati esportando guerre e terrorismo negli ultimi 20 anni.

Nelle prossime settimane, con le fabbriche ferme, a parte le farmaceutiche, le alimentari e le strategiche, le borse e i bond potrebbero continuare a crollare, anche il più fesso dei broker è in grado di prevedere utili societari a precipizio nel secondo e terzo trimestre 2020. Migliaia di piccole e medie aziende in crisi di liquidità non riapriranno più, prevede The Economist.

Per cui, se non è questo il momento del famoso “helicopter money” di Milton Friedman, quando lo sarà mai?

In pratica per noi in Europa, la Bce oggi può (lo fa) creare moneta senza limiti e senza costi, per migliaia di miliardi di euro, con un click sul computer, però solo per comprare titoli sul mercato. Invece far girare il denaro facendolo arrivare alle tasche della gente (1500 euro ai cittadini, e molto di più per le imprese) avrebbe un effetto positivo immediato, nel “clear and present danger” economico attuale, rispetto al vecchio approccio di Mario Draghi, perpetuato da Lagarde, ovvero quel QE che ha portato agli insani e infausti tassi sottozero.

Oggi i soldi della Bce finiscono alle banche commerciali azioniste di Eurotower. E a fondi e investitori speculativi sotto forma di riacquisto di titoli tossici o inesigibili (il crollo dei bond di cui sopra). Una valanga di soldi gratis che gonfia la ricchezza finanziaria ma che non risolve nessuno, zero, dei drammatici problemi che la Grande Depressione del 2020 porterà con sè. Quei soldi non serviranno a rilanciare l’economia nè a creare posti lavoro. Nessuno li utilizzerà per costruire ospedali, assumere medici, ridare fiato al sistema sanitario italiano messo in ginocchio da un decennio di tagli imposti a Bruxelles dalla Troika, appunto Bce, Commissione Europea e Fmi. Almeno con il Coronavirus hanno dovuto buttare la maschera. Quindi da oggi vale la regola TINA (There Is No Alternative): o Coronavirus Bond oppure QE per la gente, e non per i soliti noti.

Nota: questo articolo è stato pubblicato, in una versione leggermente diversa, anche da Il Fatto Quotidiano

Illustration of a hand reaching out for help from under a giant virus cell.

 

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