A lezione dai maestri del risparmio gestito: dove investire oggi

I top gun dell'asset management rispondono alle domande urgenti, tra cui come agire in tempi di Brexit, recessione e guerra commerciale.

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La crème de la crème dell’asset management ha cercato di rispondere alle domande più impellenti quando si tratta di investire, tra cui come agire in tempi di Brexit, con il rischio di recessione all’orizzonte e con il fuoco di una guerra commerciale a tutto campo che non dà segno di spegnersi.

I negoziati tra Cina e Stati Uniti creano più tensione che dare sollievo. La discesa verso una recessione dell’economia è così lenta che per alcuni potrebbe anche non verificarsi. La Brexit dà come l’impressione di non di non finire mai. Quando una risoluzione sembra vicina, all’ultimo minuto salta tutto.

I principali gestori di tutto sono di conseguenza naturalmente preoccupati. Rispetto ai piccoli investitori, hanno però il lusso di poter aspettare. In particolare viste le elezioni presidenziali Usa alle porte (tra un anno) e probabilmente anche il voto anticipato nel Regno Unito.

Senza contare che ci sono sempre dietro l’angolo dei vulcani macroeconomici in procinto di eruttare, specialmente in Cina e in Europa. Di questi tempi, basta un dato negativo per poter fare crollare certezze e innescare una corsa alle vendite sui mercati azionari.

Financial News ha chiesto a cinque dei più rispettati gestori dei fondi di investimento di dare qualche suggerimento su come superare le sfide di oggi.

Nessuna recessione, ma state alla larga da tech e Brexit

L’analisi di Rob Arnott di Research Affiliates si concentra sui FAANG, anzi i FAANMG e sul rischio di bolla tecnologica. Secondo lui Microsoft appartiene al gruppo. Non solo. Vista la crescita esplosiva registrata di recente, che ha permesso all’AD Satya Nadella di incassare un aumento di stipendio enorme, “raccomandiamo di non scommettere su un prosieguo del momentum”.

Il direttore degli investimenti di Amundi Pascal Blanqué sostiene che il settore del patrimonio gestito è sull’orlo di “incombenti disallineamenti di liquidità in tutto il settore”. I guai rispecchiano le crescenti preoccupazioni che alcuni fondi aperti potrebbero subire lo stesso destino infelice del fondo di Neil Woodford.

Daniel Ivascyn di Pimco ritiene che la guerra commerciale non finirà presto. E che difficilmente verrà firmato un’eventuale accordo realmente “significativo”.

La chief investment officer per l’azionario globale di Allianz Global Investors, Lucy Macdonald, da parte sua, dice che le aziende hi-tech sono dovunque nel mercato. Un investitore che volesse aumentare l’esposizione al comparto, dovrebbe piuttosto rivolgersi a gruppi finanziari e industriali attivi nelle nuove tecnologie.

Mark Mobius, grande esperto dei mercati emergenti, non prevede che gli Stati Uniti finiranno in una fase recessiva. Questo perché Donald Trump farà il possibile per evitare che questo accada nell’anno delle elezioni presidenziali. “Escludo un rischio di recessione”, ha detto Mobius in un’intervista concessa a Financial News.

I colossi del risparmio gestito suggeriscono in coro agli investitori internazionali di non ignorare i rischi provenienti dal Regno Unito. Finché una duplice minaccia di una Brexit senza accordo e di un governo guidato dal partito Labourista Jeremy Corbyn (per ora stando ai sondaggi il leader del centro sinistra non avrebbe i numeri per vincere) non sono sparite, è meglio non correre rischi.

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