Il vero scandalo su cui nessuno protesta: ad Alitalia altri 3 miliardi, più che alla Sanità

Per la nazionalizzazione della peggior compagnia di bandiera del mondo sborsati finora 12 miliardi di euro. Non ci sarà mai un limite alla follia dei governi?

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di Claudio Di Donato

(WSC) Roma – Nel DL Rilancio il Governo ha stanziato 3 miliardi per la nazionalizzazione di Alitalia. Sei mesi fa avrebbe provocato una sommossa politica, oggi, nell’ambito di un provvedimento che muove risorse pari alle due ultime leggi di bilancio, non c’è alcun dibattito.

Si polemizza sugli incentivi per biciclette e monopattini, ma sul futuro dell’Alitalia il nulla, come se fosse diventata una specie di tassa alla quale non ci si può sottrarre. Per ridare la giusta dimensione alle cifre in gioco e alla visione del futuro, la nazionalizzazione dell’Alitalia costerà il doppio dello stanziamento, trovato a fatica, per evitare la paralisi della didattica nelle scuole.

In meno di due anni tre diversi governi e altrettante maggioranze hanno messo nella ex compagnia di bandiera circa 4,5 miliardi, ai quali vanno sommati gli oneri per la cassa integrazione. Inversione di rotta nemmeno a parlarne.

Volendo ridurre la questione in termini populistici, si potrebbe sostenere che sarebbe stato più economico liquidare ogni dipendente Alitalia con un assegno da 300mila euro.

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Non è uno scandalo l’intervento pubblico per la salvaguardia delle imprese considerate strategiche. Avviene puntualmente dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Francia all’Olanda, tanto per restringere il cerchio a operazioni recenti nel trasporto aereo. Ciò che fa la differenza sono strategie e progetti per realizzarle.

Il paradosso italiano è che da decenni la politica (dalla sinistra alla destra) giustifica gli esborsi per l’Alitalia con una motivazione smentita dalla realtà quotidiana: in 11 anni il traffico aereo da e per l’Italia è più che raddoppiato rendendo marginale la compagnia tricolore.

La domanda che da un decennio non trova risposta è quali siano i ritorni per il Paese dall’Alitalia in termini economici e tecnologici. La pandemia sta mettendo in ginocchio l’intero trasporto aereo. Pensare di farne uscire indenne la grande malata Alitalia non è un atto di coraggio, ma un’iniziativa semplicemente velleitaria.

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Finora, secondo stime di Mediobanca aggiornate dal Sole 24 ore, lo Stato ha speso 8,7 miliardi di euro per tenere in vita l’ex compagnia di bandiera. Altre stime danno poi un totale ancora più elevato. Quindi con gli stanziamenti di 3 miliardi previsti dal DL Rilancio per la nazionalizzazione di Alitalia, il governo ha superato l’assurda cifra totale di 12 miliardi. Complimenti a questo esempio di follia e di malgoverno. Un buon articolo che riassume la situazione dei soldi buttati per Alitalia in un buco nero è questo qui dell’AGI.

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