C’era la Cia, ovviamente, dietro le rivolte pro democrazia a Hong Kong

Un gruppo segreto di attivisti senior a HK ha lavorato con spie occidentali ed europee della CIA per coordinare e amplificare le proteste in strada lo scorso anno, rivela un nuovo libro. I nomi, i soldi da ong e associazioni "umanitarie". Cosa dicono ora in Italia i pro democrazia doc?

0 340 0
0 340 0

(WSC) LONDRA – Un comitato segreto di alto livello di attivisti senior di Hong Kong ha lavorato con agenti occidentali ed europei della CIA per coordinare e amplificare le proteste senza leader  in strada lo scorso anno, afferma Nury Vittachi nel suo libro The Other Side of the Story: A Secret War in Hong Kong, in uscita questa settimana.

Vittachi, giornalista veterano ed editorialista di The Standard, parla di “consulenti della rivoluzione”, venuti dagli Stati Uniti e dall’Europa, che hanno mostrato ai manifestanti di Hong Kong come massimizzare i disordini e le proteste di piazza mantenendo i media dalla loro parte. Il giornalista ha accusato la CIA di finanziare attività antigovernative nella SAR, la Special Administrative Region di Hong Kong, o all’italiana regione amministrativa speciale (SAR) che esiste come parte della Repubblica popolare cinese secondo la dottrina “Un paese, due sistemi”, negoziata nella Dichiarazione congiunta sino-britannica,  firmata nel 1984 ma entrata in vigore nel 1997.

Formazione pratica sulle proteste in strada

Secondo Vittachi, i manifestanti di Hong Kong hanno ricevuto una formazione pratica nella strategia delle proteste di strada e nel controllo dei media da membri dell’industria della rivoluzione professionale già a partire dal gennaio 2013.

Il libro nominava tre gruppi e ong attive nella difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti – la Oslo Freedom Foundation, l’Albert Einstein Institution e il Center for Applied Nonviolent Action and Strategies – che erano direttamente coinvolti nei disordini sociali dello scorso anno.

La Cina ha cacciato 4 deputati pro-democrazia dal parlamento di Hong Kong

Secondo il giornalista i registri pubblici avevano dimostrato che il National Endowment for Democracy, il braccio per i cambi di regime interno alla CIA, aveva inviato 170 milioni di HK$ alla Cina (mainland) o ad Hong Kong dal 2014 per “promuovere la causa della democrazia”. Ma Vittachi pensa che fosse solo una piccola parte del denaro inviato ai gruppi antigovernativi. Somme molto più grandi sono state indirizzate agli attivisti attraverso agenzie potenti ma segrete come la US Agency for Global Media e l’Open Technology Fund.

Il giro di soldi ai manifestanti

Vittachi scrive che le varie organizzazioni hanno fornito almeno $640.000 dollari (4,99 milioni di HK$) ai manifestanti l’anno scorso. Tracciando i registri bancari e bonifici, ha identificato un giovane di 18 anni che ha ricevuto $480.000 per partecipare alle proteste per un mese.

Il lancio del libro è previsto questa settimana. Tutti i proventi andranno a un fondo senza scopo di lucro per i giovani.

Nury Vittachi è una bravo giornalista. Un suo libro acuto e divertente, Feng Shui Detective, descrive le avventure di un investigatore che risolve casi criminali usando la geomanzia.

Fonte: The Standard

Tag

Scrivi un commento