Frode fiscale, in Italia l’impunità è garantita

Mentre negli Stati Uniti si rischia di finire in cella. E anche per molti anni. Nel nostro paese la legge è studiata apposta per non far andare in …

Mentre negli Stati Uniti si rischia di finire in cella. E anche per molti anni. Nel nostro paese la legge è studiata apposta per non far andare in prigione nessuno.

In Florida, Stati Uniti, certo James Lee Cobb III è stato condannato a 27 anni di prigione per frode fiscale. Si è fatto rimborsare 3 milioni di dollari cui non aveva diritto utilizzando documenti falsi. La frode fiscale italiana analoga a quella commessa da James Lee consiste nella emissione e utilizzazione di fatture false mediante società finte, appositamente create – in genere all’estero – per frodare l’Iva.

Il sistema è semplice. Delinquente, titolare di una Srl, Frodatrice, crea una società estera priva di risorse e di personale, un semplice recapito presso un commercialista che gli mette a disposizione un’impiegata; chiamiamola Fantasma. Compra merce a nome di Fantasma cui saranno intestate le fatture. Fantasma paga con il denaro di Delinquente. Però non paga l’Iva. Subito dopo rivende (con Iva) la merce a Frodatrice per un prezzo inferiore: la differenza è pari all’Iva non pagata. Frodatrice vende la merce in Italia a prezzo concorrenziale (può contare sul risparmio Iva di Fantasma) e si porta in detrazione l’Iva che finge di pagare a Fantasma; finge perché Fantasma e Frodatrice fanno capo sempre a Delinquente. Alla fine dell’anno di imposta Fantasma sparisce. Invano il Fisco straniero chiederà il pagamento dell’Iva: non c’è nessuno, soci e amministratori erano vecchietti ricoverati all’Ospizio. Frodatrice chiede al Fisco italiano il rimborso dell’Iva a credito o comunque si porta in detrazione quella che ha fatto finta di pagare a Fantasma. Tutto questo viene ripetuto N volte con società diverse aventi sede – questo è molto importante – in differenti città. E così si evadono milioni di euro (altro che 3 milioni di dollari di James Lee).

 

Cosa succede sul piano tributario? Il processo dura da 12 a 15 anni e, quando finisce, farsi dare soldi dalle varie Fantasma è impossibile: gusci vuoti. Farseli dare dalle Frodatrice anche; quando il Fisco arriva (a 3/4 anni di distanza dai fatti) sono fallite o in liquidazione. Delinquente è nullatenente. I soldi se li è spesi; barche, macchine e case sono intestate a società terze.

Resta la prigione, che non sarebbe poco. Ma la frode fiscale è punita con un massimo di 6 anni; se ripetuta, applicando l’art. 81 cp, si può arrivare a 18. Pura teoria, in tutta la mia vita di pm mai è stata inflitta una pena superiore a 4/5 anni; nel 90% dei casi, con un anno e 8 mesi e sospensione condizionale tutto andava a posto. Ma, si potrebbe giustamente dire, è colpa dei giudici: svegliatevi. Vero. Però sarebbe comunque tutto inutile perché la legge è studiata apposta per non far andare in prigione nessuno.

Prima di tutto c’è la prescrizione; 7 anni e mezzo dal momento in cui i reati sono stati commessi. Siccome li si scopre con accertamenti e verifiche di Fisco e GdF, la procura si attiva quando le arriva la notizia di reato: sono passati minimo 3 anni. Un sistema come quello descritto richiede rogatorie estere e indagini contabili (pensate alle migliaia di fatture e documenti bancari da esaminare) molto complesse. Meno di 2 anni per mandare a giudizio Delinquente non è possibile. Restano 2 anni e mezzo per primo grado, appello e Cassazione. Ma in genere in Tribunale è già prescritto tutto.

Poi c’è il giochino della competenza territoriale. Supponiamo che la frode venga scoperta a Torino, nel corso di una verifica a Frodatrice 1. Da qui, con indagini bancarie, perquisizioni e sequestri e un po’ di fortuna, si scoprono Fantasma 2, 3 e 4 e le corrispondenti Frodatrice; nonché i vari Delinquenti che compongono la banda, ognuno in una differente città. Bisogna spezzettare il fascicolo e mandare gli atti alle procure competenti per ogni domicilio fiscale di ogni Frodatrice: così dice la legge. Così il sistema complessivo non lo conosce più nessuno; ogni pm si deve fare le sue rogatorie (magari già fatte da un altro) e ripetere indagini. Oppure aspettare che il primo pm abbia finito e gli mandi copia di tutto quello che è stato fatto; poi l’indagine sarà integrata con quello che manca nel caso specifico. In questi casi la prescrizione matura nel corso delle indagini.

Ah, manca un pezzetto. Se si arriva a sentenza definitiva, 3 anni non si sconteranno: gli anziani di Cesano Boscone hanno molto bisogno di aiuto. Al massimo si andrà in prigione per i mesi eccedenti i 3 anni. Ma di sentenze così severe non ce n’è.

Tutto questo favorirà un tipo particolare di “crescita”. Gli imprenditori onesti in Florida o in altri posti del genere. E i Delinquenti in Italia. A pensarci bene è avvenuto da un pezzo.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul il Fatto Quotidiano

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