Investimenti: sull’inflazione, due visioni diverse per i trader di bond e di azioni

Un indicatore suggerisce che chi opera sul mercato azionario crede ancora che il rally delle materie prime sarà di breve durata, per cui ci sarà ancora spazio per rialzi. Sul mercato obbligazionario, è un'altra storia.

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(WSC) LONDRA – Quanto durerà questo periodo di inflazione è il dibattito chiave nei mercati globali oggi, dai corridoi della Federal Reserve alle limousine Lincoln Town Car di Wall Street. Mentre i trader di bond potrebbero iniziare a balbettare impauriti dalla tesi “transitoria” della Fed, le loro controparti che operano sul mercato azionario sembrano un po’ più rilassate.

Un indicatore del mercato obbligazionario attentamente monitorato dal mercato sulle aspettative di inflazione a lungo termine – il tasso di pareggio a 5 anni (il 5-year, 5-year forward breakeven rate) – sta tornando lentamente verso il suo massimo dal 2014.

Una rottura sopra quota 2,5% (attualmente è il 2,36%) suggerirebbe agli investitori obbligazionari di propendere per prezzi più alti più a lungo.

I trader dell’azionario sembrano essere ancora nel campo dell’inflazione temporanea, anche quelli nell’occhio del ciclone dell’inflazione oggi più visibile – quella delle materie prime. Anche se l’indice Bloomberg Industrials Metals è salito al massimo dal 2012, l’indice MSCI World Materials Sector sta languendo vicino al minimo relativo di 18 mesi.

Questo suggerisce che i trader di azioni credono ancora che il rally delle materie prime sarà di breve durata, dato che non vedono prezzi più alti che aumentano le fortune del settore globale dei materiali al di sopra e al di là del mercato più ampio.

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