BCE, zombificazione dell’economia Ue: arrembaggio di aziende per ottenere i soldi

Sussidi e prestiti a pioggia fanno saltare la neutralità della Banca centrale europea, la cui azione sta portando a ingrossare la fila dei postulanti. Un attacco indiretto all'Italia.

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(WSC) ZURIGO – Qualche giorno fa abbiamo parlato di economia zombie e zombificazione, sia delle aziende che del mercato azionario. Oggi dalla Svizzera – paese neutro rispetto alle defatiganti diatribe europee – arriva esattamente lo stesso tipo di sollecitazione, in un articolo dell’autorevole quotidiano Neue Zürcher Zeitung.

Nell’intervista  di  Luca Ciarrocca, direttore di WallStreetCina.com, a Pietro Ventani, investment strategist basato a Singapore, si parlava di:

Borsa in  rialzo +40% dai minimi di marzo e milioni di persone che perdono il posto di lavoro. Aziende zombie, zombificazione dell’economia: Fed e Bce, a suon di trilioni, drogano e manipolano i mercati.

Oggi il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung  scrive le stesse cose.

Le banche dell’area dell’euro hanno recentemente accettato quasi 550 miliardi di euro di aiuti di liquidità dalla BCE (senza contare gli 1,3 trilioni di prestiti a tassi negativi fino a -1,0% elargiti a 742 banche europee la scorsa settimana: quindi il totale è 1,850 trilioni di euro).

Tuttavia, questo sostegno sta portando a ingrossare la fila dei postulanti, i privati che chiedono finanziamenti aumentano, salta la neutralità del mercato che dovrebbe essere l’obiettivo della BCE, accelera il processo di ulteriore zombificazione dell’economia e delle aziende.

Le banche Ue accettano sempre più sovvenzioni dalla BCE

Giovedì, la banca centrale ha trasferito i prestiti ponte per le banche (LTRO aggiuntivo) resi disponibili allo scoppio della crisi di coronavirus nell’ambito del programma di sovvenzioni mirate regolari per gli istituti finanziari (TLTRO III) e allo stesso tempo ha concesso una nuova serie di questi prestiti.

BCE, scandalosa valanga di soldi alle banche (€1,3 trilioni). E ai cittadini zero

L’obiettivo della BCE è sostenere le aziende e l’economia nella zona euro.

Su base netta, le banche nell’unione monetaria hanno probabilmente raccolto liquidità aggiuntive per quasi € 550 miliardi ad un tasso di interesse dell’1%. Con i soldi devono concedere prestiti economici alle aziende e allo stesso tempo possono guadagnare loro.

Anche la BCE lo vuole, ma le buone intenzioni non sono sempre corrette.

Per gli economisti Gunther Schnabl e Nils Sonnenberg dell’Università di Lipsia, la dimensione del prestito è immensa, scive la NZZ.

I fondi rappresentano una fortissima espansione di liquidità a favore dei paesi membri “meridionali” dell’Unione monetaria (l’Italia non è nominata ma chiaramente l’elefante nella stanza). I prestiti sono, da un lato, un tasso di interesse super basso (attraverso la porta di servizio) e, dall’altro, “un sussidio, poiché le banche potrebbero rifinanziare molto più a buon mercato che a condizioni di mercato”, scrive il quotidiano svizzero.

Allo stesso tempo, le fonti di finanziamento private vengono sempre più sostituite da prestiti pubblici della BCE.

La banca centrale, spiega Schnabl, sta ora perseguendo sempre più una politica regionale, allontanandosi dall’obiettivo un tempo desiderato della neutralità di mercato.

Secondo i calcoli di Schnabl e Sonnenberg, le banche italiane (29%), della Francia (24%) e quelle spagnole (18%) avevano utilizzato i prestiti agevolati fino a fine di aprile (dati nazionali più recenti non sono ancora disponibili).

Gli istituti tedeschi avevano solo una quota del 12%.

La politica della BCE sta quindi promuovendo un’ulteriore zombificazione delle aziende.

Poiché la BCE concede prestiti dell’1%, teoricamente anche i progetti di investimento con un rendimento dello 0,0% potrebbero avere senso per le imprese.

Se la banca centrale offrisse prestiti a tassi ancora più bassi in futuro, ad esempio al -2% o -3%, in casi estremi anche progetti con un rendimento negativo potrebbero risultare redditizi. Il che è un’aberrazione economica senza precedenti.

Ciò rende ancora più assurdo il folle aspetto dei tassi di interesse negativi perseguito dalla Banca Centrale Europea, chiude la Neue Zürcher Zeitung.

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