D’Alema minaccia scissione PD se Renzi chiede dimissioni governo. Nuovo partito al 14%

L’ex premier Massimo D’Alema, esponente della sinistra Pd, ha minacciato oggi una scissione se l’attuale leader Matteo Renzi chiedesse le dimissioni del governo senza avere una nuova legge …

L’ex premier Massimo D’Alema, esponente della sinistra Pd, ha minacciato oggi una scissione se l’attuale leader Matteo Renzi chiedesse le dimissioni del governo senza avere una nuova legge elettorale.

Se Renzi volesse sbaraccare tutto e chiedesse le dimissioni di (il premier Paolo) Gentiloni senza cambiare la legge elettorale, la reazione sarebbe una nuova lista”, ha detto D’Alema durante un’intervista alla trasmissione di Rai Tre ‘Carta Bianca’.

Secondo D’Alema, una nuova lista di sinistra avrebbe il 10% circa. Due sondaggi anticipati oggi dalla trasmissione di Rai Uno ‘Porta a Porta’ indicano rispettivamente l’11% e il 14%.

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L’ex segretario del Pds (poi Ds, che insieme alla Margherita diede vita al Pd) ha anche chiesto di anticipare il congresso del Pd, previsto per fine anno, nel caso in cui ci dovessero essere le elezioni anticipate. Ma la maggioranza che sostiene Renzi ha già detto che per statuto non sarebbe possibile tenere il congresso prima di giugno. (Reuters)

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Ora ci si mettono anche i sondaggi ad agitare i sonni dell’ex premier Matteo Renzi. Secondo quanto rivelato ieri nel corso della puntata di Porta a Porta, nessun partito raggiungerebbe, al momento, la fatidica soglia del 40%.

Quanto registrato dall’istituto Ipr mostra, infatti, il Pd e il Movimento 5 Stelle appaiati al 30% (portando in parlamento 191 deputati ciascuno), la Lega si fermerebbe al 13%, Forza Italia al 12% (con 76 parlamentari), Fratelli d’Italia al 5% e Ncd al 3% (riuscendo così a superare la soglia minima per l’accesso in Parlamento). I risultati ottenuti dall’istituto Tecné non sono molto distanti da questi. Il movimento grillino risulterebbe il primo partito con il 30,5% dei consensi (e 194 seggu) mentre il Pd si fermerebbe al 29% (184 seggi). Lega e Forza Italia appaiate al 13% e Fratelli d’Italia sempre al 5%.

Insomma nessuna alleanza politica avrebbe i numeri per diventare effettivamente maggioranza parlamentare. Facendo soltanto ipotesi di scuola, ecco i tre governi possibili. Il primo formato da Pd più gli altri partiti del governo attuale, cui aggiungere autonomisti e seggi esteri. Il secondo vedrebbe la coalizione dell’attuale governo affiancata da Forza Italia. Mentre il terzo porterebbe a Palazzo Chigi una compagine formata da grillini, leghisti e Forza Italia.

I sondaggi però non si sono limitati a chiedere un’indicazione di voto e maliziosamente hanno proposto anche uno scenario con un Pd diviso. Insomma la domanda che tutti si fanno (a iniziare ovviamente dallo stesso Renzi) è: quanto vale l’asse Bersani-D’Alema in termini elettorali? Possono davvero far paura all’attuale nomenclatura del Nazareno? Secondo i risultati registrati dall’istituto Ipr di Antonio Noto, il Pd orfano di D’Alema e Bersani si fermerebbe al 22% dei consensi. Gli «scissionisti» (come già li ha battezzati maliziosamente Matteo Orfini) si fermerebbero all’11%, superando la soglia psicologica del 10 per cento. Il Pd porterebbe in Parlamento 141 deputati mentre la nuova forza di sinistra potrebbe contare su 71 parlamentari. Per il resto, i consenti rimangono sostanzialmente immutati (se si eccettua una leggera flessione dei grillini che passerebbero da 191 a 190 parlamentari). Stesso scenario ma risultati ancora più rosei per la nuova «Cosa» dalemiana secondo i risultati registrati da Tecné. La divisione del Pd porterebbe intanto a un ridimensionamento anche dei grillini che scenderebbero al 28% (179 seggi), mentre il Pd con 120 seggi si fermerebbe al 20%. Il partito scissionista arriva addirittura al 14% con 90 parlamentari. In questo caso le forze di centro-destra continuerebbero ad avere gli stessi consensi indicati sopra.

Insomma gli incubi si fanno sempre più angoscianti nelle notti renziane. E non è un caso che invece di preoccuparsi della politica interna l’ex premier inizi a pubblicare i primi slogan elettorali. Ieri sul suo blog ha annunciato: «Se dopo le elezioni torneremo al Governo dovremo riprendere il ragionamento sull’Irpef», sorvolando sul macroscopico dettaglio che al governo ci sono già.

Intanto Michele Emiliano e Francesco Boccia pensano a un referendum interno. Lo Statuto del Pd consente, infatti, a un esiguo 5% di iscritti d’indirlo e questa minaccia, con il già citato risultato dei sondaggi, potrebbe riportare a più miti consigli la Segreteria del Pd, costringendola a scendere a patti con la minoranza. Le due componenti potrebbero ritrovarsi attorno a un tavolo (con o senza congresso) per ripartirsi in maniera più equa le candidature per le eventuali elezioni anticipate.

Fonte: Il Giornale

 

 

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4 commenti

  1.   

    Basta che prendano anche un 10%, l’importante è non ritrovarsi ancora con Renzi a Palazzo Chigi, aveva promesso che si sarebbe ritirato dalla politica in caso di sconfitta al referendum, purtroppo non è stato di parola. Al governo c’è già stato e di danni ne ha fatti, con le sue “mancette”  a destra e a manca, che hanno avuto il solo risultato di peggiorare la situazione debitoria. Del non intervento nelle banche nei tempi dovuti, alla gravità delle crisi, stiamo vedendo i risultati. Tolga il disturbo, politicamente, mi sa che se si va ancora alle primarie dovrò investire due euro per pre-pensionarlo.
    http://www.rischiocalcolato.it/2016/12/verso-la-bancarotta-debito-renzi-ci-lascia-eredita.html

  2.   

    Cesare, concordo al 100% Morto un Papa se ne fa un altro e D’Alema è già morto… Dopo di me il diluvio…. oh! poveretto come soffre, ormai accantonato…

    Originariamente inviato da Cesare58: D’Alema, Cuperlo e amici avrebbero il 14% ? Cos’è il prossimo film di fantascienza? Se arrivano al 5% devono fare i salti mortali dalla gioia…..

     

  3.   

    cesare   guarda che la quota del 14 non è così fuori dalla realtà… specialmente nella mia regione   i piddini di area ..comunista.. non ne possono più di RENZI  considera non solo gli intrecci economia partito  ma anche che il vecchio pci ha un capitale notevole in immobili . poterlo gestire   poterlo manovrare non è cosa da poco. 

    Originariamente inviato da Cesare58: D’Alema, Cuperlo e amici avrebbero il 14% ? Cos’è il prossimo film di fantascienza? Se arrivano al 5% devono fare i salti mortali dalla gioia…..

     

  4.   

    D’Alema, Cuperlo e amici avrebbero il 14% ? Cos’è il prossimo film di fantascienza? Se arrivano al 5% devono fare i salti mortali dalla gioia…..