Commissione Banche, lunghi coltelli per guidarla e “pilotarla”

Tempi stretti per avviare i lavori e rissa per la presidenza: così si rallenta l'iter. E il Pd si gioca l'osso del collo.

Ci sono voluti più di tre anni perché il Parlamento approvasse l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche e i loro controllori. Ma ora rischia di finire insabbiata fino alla prossima legislatura, che in previsione di un impasse dovuto al sistema proporzionale, non si prevede che rientri nelle prossime priorità.

La possibilità che tutto si trascini stancamente nei cassetti dei palazzi della politica esiste, è concreta e ne ha dato conto, con dovizia di particolari, un retroscena de La Notizia. Tutto si limita a una spartizione di poltrone, con annessa “guerra” per chi presiederà la Commissione, dunque pilotandone di fatto l’attività. “I tempi sono serrati, perciò servirà correre. E non è nemmeno detto che basti. Così a una settimana esatta dal 28 luglio, quando il disegno di legge istitutivo della commissione d’inchiesta sulle banche entrerà in vigore, i partiti sono al lavoro per scegliere chi entrerà a farne parte. Si tratta di una bicamerale, quindi ci saranno 40 membri in tutto: 20 deputati e altrettanti senatori il cui operato rischia di non arrivare ad alcun risultato concreto, visti i pochi mesi a disposizione da qui alla fine della legislatura”.

Il Movimento 5 Stelle chiede la presidenza dell’organismo, pretendendo di essere i più titolati e “puliti” per ricoprire quel ruolo. Ma l’atteggiamento grillino non fa altro che alimentare lo scontro e rallentare i tempi di esecuzione. “Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle ha scritto ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, chiedendo loro di contingentare i tempi permettendo all’organismo di insediarsi prima della pausa estiva. Difficile che ciò accada, visto che prima di venerdì prossimo si è in una situazione di vacatio legis. Intanto, da quanto è filtrato ieri in ambienti parlamentari, sembra che i grillini siano decisi a chiedere la presidenza della commissione”.

I pentastellati non aspettano altro. “Facile immaginare che una presidenza grillina vedrebbe fra i primi auditi l’ex amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, tirato in ballo da Ferruccio de Bortoli nel libro Poteri forti (o quasi) a proposito della vicenda Banca Etruria che tira in ballo anche l’ex ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi. Vedremo”, scrive ancora La Notizia. Anche se in questa versione appare più come una resa dei conti tra due opposte fazioni in campagna elettorale che un servizio reso ai cittadini.

La curiosità è poi nella composizione delle liste di senatori e deputati che faranno parte della Commissione. Se tra i 5 Stelle e Forza Italia i nomi sembrano già decisi, è nel Pd che si gioca la partita più calda. Riporta il quotidiano che in lizza ci sono “David Ermini, Paolo Petrini, Nazzareno Pilozzi, Simone Valiante, Lorenzo Becattini, Giampaolo Galli, Luigi Famiglietti, Simonetta Rubinato ed Enrico Borghi”, dunque “ad eccezione di Valiante, che ha sostenuto il governatore della Puglia Michele Emiliano, tutti gli altri hanno appoggiato la candidatura di Matteo Renzi al congresso del Pd”.

E non solo, perché “uno dei criteri di scelta del Pd sarebbe quello di escludere dalla lista i suoi presidenti di commissione, almeno per ciò che riguarda Montecitorio. Il nome che salta all’occhio è quello del presidente della commissione Finanze, Francesco Boccia, anche lui sostenitore di Emiliano e da tempo critico con l’Esecutivo sulla gestione della politica bancaria”.

Tag

Partecipa alla discussione

1 commento

  1.   

    l’ennesima pagliacciata.  ma scusate la magistratura  a cosa serve? Una indagine politica per dei ladri di polli anche se polli molto grassi? Si dice che se vuoi far fallire iniziative apri una commissione. Mai cosa così vera come in questo  caso. Peraltro  i tempi sono stretti.e il prossimo parlamento non avrà questi personaggi. Ma scusate perchè non si trova un magistrato che lo chiede a ghizzoni? ti ha telefonato oppure no la maria etruria’ Si può fare per telefono, ma anche per email. Ma quando vi stuferete?