Trump: repubblicani in fuga, crollo sondaggi e taglio fondi. E lui ‘apre’ alla sconfitta

Donald Trump va avanti per la sua strada. E non intende cambiare lo stile della sua campagna elettorale, anche se questo – ammette per la prima volta – …

Donald Trump va avanti per la sua strada. E non intende cambiare lo stile della sua campagna elettorale, anche se questo – ammette per la prima volta – potrebbe costargli le elezioni: se perdera’ si concedera’ una lunga vacanza. In difficolta’ nei sondaggi e alle prese con la fuga sempre piu’ numerosa degli esponenti del suo stesso partito, che chiedono di tagliargli i fondi, Trump pero’ non molla.

E anzi alza il tiro puntando il dito contro la stampa, soprattutto la Cnn, per non aver capito il suo ”sarcasmo” quando parlava di Barack Obama fondatore dell’Isis. ”Hanno problemi di audience” afferma su Twitter in una retromarcia evidente che lo espone a nuove critiche, alimentate anche dalla pubblicazione della dichiarazione dei redditi di Hillary Clinton.

Hillary e Bill Clinton hanno guadagnato 10,6 milioni di dollari nel 2015, pagandone 3,6 in tasse federali, con un’aliquota del 34,2%. Con la dichiarazione dei redditi dello scorso anno ”i Clinton le hanno pubblicate tutte dal 1977” afferma con sicurezza la campagna dell’ex segretario di Stato, mettendo cosi’ indirettamente in evidenza la trasparenza di Hillary contro l’opacita’ di Trump, che finora non ha reso note le sue dichiarazioni dei redditi.

Ma il tycoon va avanti, e si lascia andare anche a una nuova provocazione. ”I cittadini americani accusati di terrorismo dovrebbero essere processati davanti al tribunale militare di Guantanamo” afferma Trump, ignorando che la legge lo vieta e che l’ipotesi ha gia’ incontrato in passato la contrarieta’ di buona parte dei repubblicani. Il ritorno sul terrorismo in un’intervista al Miami Herald gli consente di attaccare di nuovo Obama per essere troppo morbido con i terroristi, facilitando anche il rilascio dal super carcere di Guantanamo di ”persone cattive”.

L’atteggiamento di Trump gli sta creando un vuoto intorno: nei sondaggi e’ in forte calo, con Hillary che si rafforza in tre stati chiave, Colorado, Virginia e North Carolina. E il partito e’ sotto pressione per scaricarlo.

Dopo la lettera dei 50 esperti repubblicani alla sicurezza che lo definiscono il ”presidente piu’ incosciente della storia”, arriva ora la missiva di altri 70 esponenti del partito che chiedono al Republican National Committee di tagliare i fondi alla sua campagna e di destinarli ai candidati in Congresso.

”Le probabilita’ di vittoria di Trump stanno evaporando di giorno in giorno. La sua incompetenza e incoscienza rischiano di provocare una vittoria a valanga dei democratici”.

Il timore dei repubblicani e’ quello di perdere anche la maggioranza in Congresso. Un’ipotesi possibile, come ammesso da Mitch McConnell, l’attuale leader della maggioranza repubblicana in Senato. La campagna di Trump ammette indirettamente le sue difficolta’, soprattutto alla luce dei dieci giorni neri del tycoon, e chiede, secondo indiscrezioni, un incontro con gli esponenti del Comitato Nazionale repubblicano. ”Hanno finalmente realizzato di aver bisogno del Republican National Committee” affermano alcune fonti. (Ansa)

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Donald Trump torna ad agitare il fantasma dei brogli elettorali, che potrebbero, a suo dire, sbarrargli il passo verso la casa Bianca. In difficoltà nei sondaggi, ma deciso a tener fermi i toni usati fino a oggi, il candidato repubblicano ha affermato di essere “serio” quando ipotizza che “in alcuni ambienti dello Stato potrebbero tendere trappole”. E’ il caso della Pennsylvania, dove Trump ha parlato, colpita dalla deindustrializzazione e abitata soprattutto da bianchi che, fa intendere il candidato miliardario, non voterebbero altri che lui, il candidato contro i trattati per il libero scambio.

“L’unico modo che ha la Clinton di vincere qui, a mio parere, e lo penso al 100% seriamente, è se ci fossero brogli in alcune parti dello Stato”, ha detto ancora il magnate durante il suo comizio a Erie, entroterra della Pennsylvania. Nonostante questi dati, i sondaggi danno Hillary Clinton davanti di oltre dieci punti percentuali. Quella di venerdì 12 agosto non è la prima volta in cui il candidato repubblicano ha insinuato eventuali brogli alle elezioni presidenziali del prossimo novembre. Una settimana fa, in Ohio, altro Stato chiave, aveva infatti dichiarato: “Temo che elezioni saranno truccate, devo essere onesto”, esortando i repubblicani a “stare attenti”.

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3 commenti

  1.   


    di Paul Craig Roberts, 11 agosto 2016
    http://vocidallestero.it/2016/08/13/craig-roberts-ripensare-la-guerra-fredda/
     


    Donald Trump ha detto ha detto l’unica cosa su cui sperare in tutta la campagna presidenziale. Ha messo in discussione la NATO e il conflitto orchestrato con la Russia. Non sappiamo se possiamo credergli e se un suo eventuale governo seguirebbe questa direzione. Ma sappiamo che “Hitlery” [neologismo che unisce il nome di Hillary Clinton a Hitler, NdT] è una guerrafondaia, un agente dei neoconservatori, del complesso militare, della lobby israeliana, delle banche “troppo grandi per fallire”, di Wall Street, e di qualsiasi interesse estero che dà mega-milioni di dollari di donazioni alla fondazione Clinton o un quarto di milione di dollari per un suo discorso.
     
    Hitlery ha dichiarato che il presidente russo è la più grande minaccia — il “nuovo Hitler”.
     
    Si potrebbe essere più chiari di così? Un voto a Hitlery è un voto per la guerra. Nonostante questo sia più che ovvio, i media statunitensi, a reti unificate, stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per abbattere Trump e far eleggere Hitlery.
     
    Tutto ciò cosa ci dice sull’intelligenza del “Unipower”, “l’unica superpotenza del mondo”, il “popolo indispensabile”, la “nazione eccezionale”? Ci dice che sono scemi come la m**da. Gli americani, creature della “Matrix” creata dai loro propagandisti, vedono minacce immaginarie e non vedono quelle reali.
     
    Ciò che i russi e i cinesi vedono è un popolo troppo indottrinato e ignorante per essere di alcun aiuto nella pace. Vedono la guerra che arriva e si stanno preparando.
     

  2.   

    me li voglio andare a rileggere questi commenti dopo che Trump diventera’ presidente

  3.   

    Cospirazionisti all’opera
    Trump è un candidato ‘false flag’?
    http://www.tampabay.com/opinion/letters/wednesdays-letters-is-trump-a-false-flag-candidate/2288803