The Italian job: ‘The Economist’ prevede che la prossima crisi in Europa verrà dalle nostre banche

The Italian job: ‘The Economist’ prevede che la prossima crisi in Europa verrà dalle nostre banche. Il settimanale economico inglese dedica all’Italia una drammatica ma realistica storia di …

The Italian job: ‘The Economist’ prevede che la prossima crisi in Europa verrà dalle nostre banche. Il settimanale economico inglese dedica all’Italia una drammatica ma realistica storia di copertina nel numero uscito oggi in edicola.

The Economist scrive che l’Italia è la quarta più grande economia europea e una delle più deboli della Ue. Il debito pubblico italiano è al 135% del PIL; il tasso di occupazione degli adulti è il più basso di qualsiasi paese dell’UE,  se si esclude la Grecia. L’economia è stata “moribonda” per anni, soffocata da un eccesso di regolamentazione e da produttività debole. Tra stagnazione e deflazione, le banche italiane sono in guai grossi – scrive il settimanale – gravate da oltre 360 miliardi € di prestiti deteriorati e inesigibili, l’equivalente di un quinto del PIL del paese. Collettivamente le banche hanno accantonato solo il 45% di tale importo. Nella migliore delle ipotesi, le banche deboli in Italia finiranno per strozzare la crescita del Paese; nel peggiore dei casi, alcuni andranno gambe all’aria.

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Un torpedone tricolore pericolosamente in bilico, con la scritta “banca” sulla fiancata, pronto a precipitare nel burrone. E il titolo: The Italian Job. Europe’s next crisis. È la nuova copertina dell’Economist, che dedica la sua apertura alla crisi delle banche italiane.

La front page dell’Economist fa una chiara allusione alla Brexit e mostra un’auto con la bandiera britannica già piombata inesorabilmente nel vuoto. Poco sopra il torpedone Italia, in precario equilibrio, ad un passo dal seguire la stessa sorte. Il settimanale britannico accende i riflettori sulle sofferenze bancarie che riempiono i bilanci delle banche e che hanno causato destabilizzanti turbolenze che hanno colpito numerosi istituti. “Le pressioni del mercato sulle banche italiane non diminuiranno finché la fiducia non verrà ristabilita e ciò non succederà senza fondi pubblici – scrive l’Economist – se le regole sul bail in verranno applicate con rigidità in Italia, le proteste dei risparmiatori mineranno la fiducia e apriranno le porte del potere ai movimento Cinque Stelle”.

Secondo il settimanale ignlese, le ferree regole di bilancio e le nuove norme sui salvataggi bancari arrivate, “dopo che altri Paesi avevano salvato con soldi pubblici le banche”, potrebbe anche alimentare l’idea che “l’Italia ottenga scarsi benefici dalla supposta condivisione dei rischi all’interno dell’Eurozona” e venga piuttosto danneggiata “dai molti vincoli che deve rispettare”. “Se gli italiani dovessero perdere fiducia nell’euro – è il ragionamento – la moneta unica non sopravvivrebbe”. Per questo, il premier Matteo Renzi non avrebbe alcun motivo di “rispettare alla lettera le regole, se questo dovesse mettere a rischio la moneta unica”. Quindi, continua l’analisi dell’Economist, “la risposta giusta è autorizzare il governo italiano a finanziare i meccanismi di difesa delle sue banche vulnerabili con capitali pubblici che siano sufficienti per placare i timori di una crisi sistemica”.

Pur considerando “buone” le nuove norme sul bail in, l’Economist fa notare che in Italia oltre 200 miliardi di titoli bancari sono in mano a piccoli investitori. Negli altri Paesi dell’Eurozona succede, invece, che la maggior parte dei titoli spazzatura sia in mano a investitori istituzionali. “Obbligare gli italiani comuni ad accollarsi di nuovo le perdite danneggerebbe pesantemente Renzi, facendo svanire la sua speranza di vincere il referendum sulle riforme costituzionali in autunno”, conclude il settimanale suggerendo all’Unione europea di cambiare la normativa sul bail in “escludendo gli investitori privati che detengono i titoli” dai soggetti coinvolti nel salvataggio.

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5 commenti

  1.   

    Caro Mulder hai ragione anche tu, i bilanci delle banche sono pieni di crediti inesigibili a fronte di affidamenti fatti per motivi politici o comunque di malaffare. I vertici delle banche sono sempre stati ambitissimi dai politici e dai loro sodali in quanto forieri di potere e di denaro. Da noi, in Italia, forse più che in altri Paesi, è mancato un controllo sulle gestioni di parecchi Istituti di credito, e questo ha generato non pochi problemi. 

  2.   

     

     Aldo Berlinguer, quando era Consigliere della MPS Gestione Crediti, ottenne una Sovvenzione Pubblica per la sua societa’ Slc Service di cui era Amministratore, tramite MPS.  Si proponeva di sostenere lo sviluppo di aree depresse in Sardegna.. Infatti il finanziamento fu usato per l’acquisto di Villa Atzeri, con un teatrino di fatture, assunzioni, uffici, tutto falso.
    Sono basito che l’abbiano condannato a risarcire circa 900.000€ .. e  che non sia sbattuto in Galera come merita.. ma …giocava in casa..!!
    Ora mi aspetto che Bianca mandi in onda sul TG la Notiziola del cugino…!!! E poi dicono che l’Ideologia non paga..!!!   a Sinistra SEMPRE..!!
    Quanti intrecci Politici e Finanziari , hanno creato buchi nei Bilanci delle Banche e dello stato ???

  3.   

    Buongiorno Cesare…Ritengo corretta la tua analisi, e con la crisi in atto i crediti deteriorati sono aumentati…Si, ma quali ?? Saprai bene che una Banca per concederti un fido si copre quattro volte, con garanzie reali, titoli e contanti, anche se negli ultimi anni hanno ridotto a tutti i clienti il plafond a disposizione, per mancanza di liquidita’.
    Mentre per i fidi concessi ai “clienti” particolari, amici delgi amici, della politica e del malaffare, sono spesso firmati dalle direzioni rischi ad occhi chiusi… Io credo che questa sia la parte maggiore del buco nei bilanci delle Banche, senza contare la quota di derivati che la Banca rischia sul mercato, speculando invece di far crescere le aziende. Fanno la Loro Politica, poi se sbagliano i Clienti sono chiamati a “coprire”… Banca Etruria insegna…
    Una volta , quando aprivi una azienda, le banche venivano a cercarti..oggi, se vai a chiedere un affidamento ti guardano stupefatti…!

  4.   

    Che le nostre banche siano messe molto male è ovvio, sono il filtro finale della crisi economica, sono quelle che devono andare a riscuotere i crediti erogati ad aziende fallite o in forte dissesto, e dopo dieci anni di recessione si capisce che l’importo dei crediti deteriorati è diventato enorme. Se si vuole capire lo stato reale dell’economia basta osservare la variazione annuale dei crediti deteriorati delle banche, se aumenta significa che la recessione prosegue il suo corso, al di là delle minchiate diffuse dal nostro giullare fiorentino. Incuriosisce il monito tedesco contrario ad aiuti di Stato quando la Germania per prima ha sanato le sue banche con iniezioni di liquidità statale. Pare quasi che vi sia più di uno che da fuori spinga per una crisi sistemica delle nostre banche, quasi avesse intenzione di rilevarne successivamente la proprietà per quattro spiccioli. Sorvoliamo sullo stato di salute di Deutsche Bank, peggior banca planetaria, praticamente una bomba all’idrogeno in attesa di esplodere, ma di questo i media parlano poco, ovviamente.  

  5.   

    INNANZITUTTO  il giudizio di extracomunitari non deve essere preso manco in considerazione. poi le nostre banche nonostante renzi ed il pci sono ancora più solide delle tedesche e pure delle inglesi. Tutta la crisi è solo politica. la nostra classe dirigente fa ridere . basta guardare la foto con renzi, vegaas e visco per rendersene conto. le nostre banche stanno andando male anche per fattori esogeni. crediti    non restituiti.  basterebbe sapere chì ha deliberato e chì ha avuto quei soldi per capire molte più cose. il nostro in italiaa è un intreccio  esplosivo. le fondazioni son piene di politicanti. incapaci, incompetenti e talvolta corrotti. c’è qualcuno che li persegue? però sappiam quanti peli aveva ruby.Ci furono crisi anche in passato ma qualcuno dalla sera alla mattina   NAZIONALIZZO’.. .  i risparmiatori non persero una lira , gli azionisti sì. ci fù qualche suicidio ..ma non fregò nulla a nessuno.  non aspettatevi dai nostri banchieri oltre alle laute liquidazioni qualche colpo di pistola. ad onor del vero un..suicida.. c’è stato . a monte paschi ma voci dicon che sia stato spinto.vedremo come finiranno i vari papaboschi, zonin, mussari . in base  alle risultanze mi farò unaq idea se  siamo in un paese del diritto o alla comica finale. Per conciliarvi il sonno vi dico laq storia di AMATO  creatore delle fondazioni un moltiplicatore di poltrone , e che lui stesso chiamò Mostri….Bene il tizio in ricompensa degli alti meriti portati alle finanze dello stato siede come giudice nellq suprema corte. Ma cosa volete di più dalla vita?