Alert: in arrivo prezzi più alti e crescita più bassa, mix perfetto per una recessione. E nuova crisi economica e bancaria

La deflazione globale sta svanendo. Ritornerà l’inflazione? La risposta è si! L’impatto principale sarà però rappresentato da una minore spesa per consumi, giacché i bassi prezzi delle esportazioni …

La deflazione globale sta svanendo. Ritornerà l’inflazione? La risposta è si! L’impatto principale sarà però rappresentato da una minore spesa per consumi, giacché i bassi prezzi delle esportazioni cinesi hanno tenuto sotto controllo i consumatori americani attraverso prezzi sempre più bassi, e questo si sta adesso ripetendo.

Il che significa anche un CNY più debole, da cui aspettative di inflazione più alta (globalmente) che è ovviamente una classica reazione di fine ciclo, a conferma della mia principale macro tesi:  Ci troviamo di fronte a un massiccio cambiamento di macro paradigma, da “denaro facile” con la recessione a “helicopter money”.

Chiaramente la Cina ha giocato un ruolo centrale nella disinflazione (o deflazione)… ed ecco perché l’inflazione è stata mitigata nonostante un massiccio QE.

Inoltre, è importante comprendere che i prezzi cinesi in caduta hanno mantenuto vivo più a lungo “pretend-and-extend”, visto che i prezzi dell’import in paesi con deficit netto quali USA, UK, Sud Africa eccetera sono crollati lasciando spazio a un potere d’acquisto stabile o in aumento in un ambiente con meno crescita e guadagni.

Se confermato, questo trend nei prossimi mesi potrebbe rivelarsi il principale prodromo di timori inflattivi che potrebbero ripresentarsi di nuovo.  Per me questo è un altro segnale della fine di un ciclo – come Albert Edwards ed altri hanno puntualizzato, è abbastanza classico che l’inflazione si risolva in una… recessione – in ritardo in una spirale di prezzo che raggiunge il suo picco prima di non incontrare alcuna nuova domanda.

Il nostro macro Outlook generale 

Nel Q4 e nel primo trimestre del 2017 vedremo condizioni più stringenti del mercato monetario combinarsi con l’aumento dei tassi in dicembre da parte della Fed – quello rappresenterà  il picco della forza del dollaro USA e un debole miglioramento della crescita che si manifesterà nel Q4.  (Stare lunghi su USD vs. paniere di valute in deficit: ZAR; TRY, AUD e CAD – UW: Azionari & Tasso Fisso e OW: Cash – acquisto opzionalità al ribasso SPX, DAX e al rialzo su GBP(1Y call) & CHF).

In Q2-Q3/2017 gli USA si muoveranno verso la recessione – e questo ovviamente in coincidenza con un ciclo di elezioni che interesserà Stati Uniti, Italia, Olanda, Francia e Germania – (cioè: poco spazio per il sostegno fiscale in questo periodo…) e che sarà caratterizzato dall’incertezza.

Pochissime persone nel mercato sono disponibili ad accettare la mossa di Bank of Japan che un paio di settimane fa ha cambiato gioco, da “meno ma più a lungo” a “preparazione per helicopter money” – e questo potrebbe essere il singolo e più importante cambio di politica dall’inizio della grande crisi finanziaria.

Il nuovo annunciato target rate dello 0% in 10Y del JGB (da negativo…) è una scorciatoia del governo giapponese per creare ulteriore deficit fiscale e attraverso questo impostare un approccio globale helicopter money.

Un rendimento a 0%  del JGB, non rappresenterà più un ostacolo per il Primo Ministro Abe nel  proseguimento della creazione di ulteriore deficit.  Il Giappone rimane il leader della politica sperimentale economica e monetaria, si osservi come FED, BOE e BCE arranchino con ritardi di anni.

Questa nuova direzione (pianificare rendimenti per i titoli di Stato) sarà in ultima analisi la risposta politica dell’Europa e degli USA quando nel 2017 correremo incontro alla prossima crisi economica e bancaria, giacché la loro tradizionale risposta monetaria dai tempi di Greenspan, tagliare per controllare i tassi di interesse, non funziona più.

Conclusioni 

Un PPI (Producer  Price Index) cinese potrebbe sembrare un indicatore economico relativamente triviale, ma attraverso i prezzi delle esportazioni alimenta l’inflazione globale e la Cina è stata un potente sostenitore dei consumi globali attraverso l’abbassamento dei prezzi delle importazioni.

Ora questo trend si sta trasformando in inflazione più alta, creando al CNY la necessità di ulteriore svalutazione e la riaccensione delle aspettative di inflazione, mentre le banche centrali stanno per ridurre l’infinito supporto QE.

Ciò significa prezzi più alti, crescita più bassa e dollaro USA più forte, che si avvicina al mix perfetto per la recessione.  La recessione è l’equivalente economico di una “compensazione degli eccessi” – ma io controbatterò affermando che il mondo necessita di qualche aggiustamento reale e la recessione farà questo, ma ciò avverrà con movimenti politici di massa, ulteriori problemi sociali e un incremento della volatilità.

Lascerò a Lao Tzu le parole conclusive: “La vita è una serie di cambiamenti naturali e spontanei. Non resistetegli – creereste solo dolore. Lasciate che la realtà sia realtà. Lasciate che le cose facciano naturalmente il loro corso, nella direzione che preferiscono”.

di Steen Jakobsen, Chief Investment di Saxo Bank

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1 commento

  1.   

    Letto solo oggi… analisi impeccabile, conferma che i signori di Saxo sono i piu’ indipendenti sul mercato e danno la polvere agli economisti delle grandi banche usa e asia, totalmente compromesse con i poteri politici/governativi/industriali e dilaniati dai confllitti d’interesse. Noi ci stiamo preparando a gestire i portafogli in uno scenario (denso di rischi) molto simile a quello descritto qui che vede il rialzo dei tassi usa e il rafforzamento del dollaro, il rallentamento della crescita e lo scoppio (al rallentatore o improvviso) della bolla dei bond (ovviamente col bastardissimo Trump sconfitto sonoramente, altrimenti Apocalypse Now, Later and Forever…)