Federal Reserve taglia i tassi di interesse -0,25%. E Trump sbraita

Ennesima invasione di campo del presidente populista: "Zero visione". Powell: "Economia bene ma aumentano incertezze globali".

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Lotta al vertice senza precedenti negli Stati Uniti. La Banca Centrale, la Federal Reserve, ha deciso di tagliare i tassi di interesse per la seconda volta dalla grande crisi del 2008, dopo il taglio effettuato nel mese di luglio. Il costo del denaro scende di un altro 0,25%, in una forchetta tra l’1,75 e il 2%.

L’uomo della Casa Bianca protesta

Immediata la reazione della Casa Bianca. “Jay Powell e la Federal Reserve hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!”: questo l’attacco di Donald Trump su Twitter dopo la decisione della Fed. 

Trump quindi definisce Powell “un terribile comunicatore“. Nelle scorse settimane il presidente aveva chiesto un taglio ben più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero. Non era mai successo nella storia politica ed economica americana che un presidente Usa discutesse di politica monetaria, invadesse l’area di competenza dell’istituto di emissione, e trattasse come un  demente l’uomo che ljui stesso del resto aveva nominato due anni fa.

Un altro taglio dei tassi atteso entro fine 2019 

Stando ai rapporti delle maggiori banche, e al consensus degli economisti, per la banca centrale un ulteriore taglio dei tassi di interesse è atteso entro la fine dell’anno per contrastare un aumento dei rischi per l’economia.

La decisione della Fed di tagliare il tassi di interesse e’ stata presa con 7 voti favorevoli e 3 contrari, una testimonianza delle divisioni ai vertici della banca centrale statunitense. Il taglio viene motivato da una serie di incertezze tra cui un indebolimento degli investimenti privati e delle esportazioni.

Banche centrali: bazooka hanno fallito, serve helicopter money

“L’economia Usa continua ad andare bene, ma assistiamo a un rallentamento globale anche del commercio, con incertezze legate anche all’aumento dei dazi”: cosi’ il presidente della Fed, Jerome Powell, ha motivato la decisione di tagliare i tassi di un quarto di punto. Powell ha sottolineato come l’economia americana si espanderà a ritmo moderato con un mercato del lavoro che resterà forte.

Ocse: “Economia mondiale mai così male da grande crisi”

L’economia americana va bene, sostiene il presidente della Fed Jerome Powell, spiegando che la Banca Centrale americana ha deciso di tagliare i tassi di 25 punti base, tra l’1,75% e il 2%, a causa del rallentamento globale e alle incertezze legate ai dazi.

I voti dei dissenti nel board della Fed

Ieri, 19 settembre 2019, il FOMC della Fed ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto, con una decisione presa a maggioranza, segnale di divisione all’interno del Board. 7 membri hanno votato a favore e 3 contro. In particolare Eric Rosengren, Presidente della Fed di Boston, ed Esther George, Presidente della Fed di Kansas City, avrebbero voluto lasciare invariato il livello dei tassi mentre James Bullard, Presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, avrebbe preferito un taglio più incisivo, di 50 punti base.

Nella conferenza stampa successiva all’annuncio, Powell ha sottolineato come l’economia americana si espanderà a ritmo moderato con un mercato del lavoro che resterà forte mentre il presidente americano Donald Trump è tornato a inveirgli contro. “Jay Powell e la Federal Reserve hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!”, ha scritto su twitter il tycoon che aveva ripetutamente chiesto un taglio più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero.

Powell: nell’Istituto il morale è alto nonostante le critiche di Trump

Powell ha replicato ricordando l’indipendenza della Federal Reserve, sostenendo che nell’Istituto il morale è alto nonostante le critiche di Trump. La decisione della Fed, ampiamente attesa dagli investitori, ha lasciato tra gli investitori un po’ di incertezza su quelle che potrebbero essere le future mosse della Banca Centrale. Molti credono che potrebbe esserci spazio per un nuovo taglio entro fine anno, altri che ormai sia tutto per il 2019. Dal documento diffuso ieri dalla Federal Reserve emerge che solo sette funzionari su diciassette si aspettano un altro intervento sui tassi d’interesse entro la fine dell’anno. (TELEBORSA)

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