Multinazionale terrorista colpisce, stragi ad Ankara e Costa d’Avorio

Il video dell’esplosione dei 2 kamikaze (un uomo e una donna) in Turchia: la fermata del bus si trasforma in un campo di guerra. Le intelligence cercano di capire se …

Il video dell’esplosione dei 2 kamikaze (un uomo e una donna) in Turchia: la fermata del bus si trasforma in un campo di guerra. Le intelligence cercano di capire se c’è collegamento con il blitz nei resort di Grand Bassam.

 

Si attesta a 37 morti, fra cui anche i due attentatori suicidi, e 125 feriti il bilancio dell’attacco compiuto domenica 13 marzo con un’autobomba ad Ankara, capitale della Turchia. I dati sono stati forniti dal ministro della Sanità, Mehmet Muezzinoglu, durante una dichiarazione congiunta rilasciata alla stampa col titolare del dicastero dell’Interno, Efkan Ala.

Quest’ultimo, dopo avere confermato la matrice terroristica dell’attacco e l’utilizzo di un’autobomba, ha detto che le indagini sono in corso e che sarebbero emerse alcune prove sui presunti responsabili dell’attentato che potrebbero essere divulgate già nella giornata odierna. Alle dichiarazioni dei due ministri fa eco il comunicato della presidenza turca in cui il capo dello Stato, Recep Tayyip Erdogan, esprime una ferma condanna nei confronti dell’attacco. “A causa dell’instabilità nella regione negli ultimi anni la Turchia è stata oggetto di attacchi terroristici”, riferisce il comunicato di Erdogan, che garantisce il pugno di ferro contro tutti coloro che “minacciano l’integrità del paese”.

“Proseguiremo la lotta al terrorismo con una determinazione ancora maggiore”, conclude il comunicato della presidenza. Intanto, in base ai primi risultati delle indagini divulgati dalla stampa locale sembra che le autorità turche sospettino che dietro l’attacco ci sia una matrice curda. Fonti di sicurezza, citate dalla stampa, sostengono che uno dei due attentatori fosse una donna. In seguito all’attacco terroristico, il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha deciso di rinviare la visita in Giordania inizialmente prevista per martedì 15 marzo.

Un filo rosso unisce l’attacco in Costa d’Avorio?

Mentre ancora si contano le vittime di Ankara, non c’è tempo per le intelligence occidentali di fermarsi ad analizzare la situazione, perché all’orizzonte si profila un nuovo, inquietante scenario. Non è escluso, infatti, che l’attacco armato condotto sempre nel pomeriggio di domenica 14 marzo in tre hotel nella zona turistica di Grand Bassam, in Costa d’Avorio, e rivendicato dalla formazione jihadista attiva nell’Africa occidentale, al Morabitoun, sia strettamente collegato a quello turco.

attentati costa d'avorio

Per il momento si tratta di ipotesi, ma il raid che al momento ha fatto 16 morti (14 civili e due militari) in Africa è avvenuto con modalità e tempistiche assolutamente sospette. Un motivo in più per far scattare l’allerta massima in tutte le capitali più importanti.

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