I quaquaraquà che vogliono l’uscita dall’euro

C’è stato a Roma un convegno per spiegare come uscire dall’Euro di Scenari Economici con Claudio Rinaldi, Paolo Savona il gruppo di Scenari, Galloni e la partecipazione di politici di …

C’è stato a Roma un convegno per spiegare come uscire dall’Euro di Scenari Economici con Claudio Rinaldi, Paolo Savona il gruppo di Scenari, Galloni e la partecipazione di politici di tutti i partiti anti-austerità (minoranza PD cioè Fassina e D’Attorre, Lega/Borghi, Meloni, due del M5S che non conoscevo…). E’ un bello sforzo quello che hanno messo in piedi e lo fanno per il bene dell’Italia. Se leggi i resoconti o ascolti i video vengono in mente alcune considerazioni, che non sono però molto ottimistiche. La cosa di cui ad esempio non hanno minimamente parlato è che da quando è partito il “Quantitave Easing” in marzo E’ DIVENTATO MOLTO OSTICO USCIRE DALL’EURO.

Il “Quantitave Easing” significa che la UE/BCE stampano tutta la moneta che vogliono per comprare il debito pubblico dei singoli paesi (non tutti, alla Grecia niente QE). Il “QE” andrà avanti (come hanno detto questa settimana) anche oltre settembre 2016 e oltre i 1,100 mld previsti, per cui le cifre totali possono essere anche di 1,300 o 1,500 e la BCE ha discrezione di deciderlo.

Ora guarda la sequenza dei fatti. In gennaio è andato al potere Tsipras, che si temeva potesse essere tentato dal minacciare l’uscita dall’Euro. Un mese dopo, in febbraio, BAM!… hanno approvato il “Quantitave Easing” in Eurozona. Dopodichè il potere contrattuale di Tsipras è andato a zero. Ma il QE funziona in parte anche verso l’Italia, nel caso abbia velleità di ritorno alla Lira

Ad esempio: il MIGLIOR INVESTIMENTO AL MONDO NEL 2015 E’ STATO IL BTP, CON UN +4% mentre gli altri bonds, azioni o commodities hanno tutti perso in giro per il mondo. Solo i titoli di stato italiani stanno rendendo ora al mondo! Perchè questo è importante ? Per uscire dall’Euro, cioè convincerne la maggioranza degli italiani, ci vuole invece una qualche crisi FINANZIARIA. Quando le banche, le spread, i titoli di stato italiani, IL LATO FINANZIARIO insomma va benone (perchè sostenuti dalla stampa di moneta della BCE), la gente non capisce perchè vuoi smantellare tutto questo. Guarda come ieri in Portogallo ha vinto il partito pro-austerità e nessun partito anche piccolo ha proposto di uscire dall’Euro. Guarda in Grecia e anche in Spagna come succeda lo stesso.

Per convincere la maggioranza degli italiani a lasciarsi convertire i soldi che sono ora in una moneta relativamente forte in una più debole, deve esserci una qualche crisi acuta a spingerli

(qualcuno dirà, giustamente: ma tutti i fallimenti, i suicidi, i tre milioni di disoccupati, lo smantellamento dell’industria italiana, la svendita graduale di tutto a arabi o francesi o tedeschi non spno una crisi ? Sicuro, siamo in una depressione e stanno lentamente disintegrando l’Italia, ma la crisi non è più acuta e ci si sta assuefando. Soprattutto però il lato finanziario (titoli, borsa, spread, banche…) sembra l’unico (relativamente) che regge.

Con il QE nell’eurozona è diventato molto molto più difficile convincere la gente che il problema è la moneta, è riavere la Lira. Perchè l’Euro si è ora svalutato verso dollaro, perchè le “spread” si sono quasi azzerate, perchè il rischio di default è sparito, perchè le banche sono piene di liquidità e appunto vedi anche i titoli pubblici italiani che sono un buon investimento (il migliore al mondo!). Uno che dica: facciamo saltare tutto questo assetto monetario per riavere la Lira, ora è in una posizione molto più debole di prima, quando tutto l’assetto finanziario dell’eurozona scricchiolava.

Ok, questo è il quadro generale, che non sembra sia stato notato al convegno dove il QE è stato appena menzionato, ma andiamo ora nello specifico

1) L’uscita dall’Euro non è “il piano B”, ma il “piano A” cioè l’obiettivo finale a cui si punta. Altrimenti quale sarebbe il “Piano A” ? Forse l’accordo di i tutti i paesi dell’eurozona, Germania in testa, per sciogliere l’Euro tutti di comune accordo ? Questo ovviamente non sarebbe un piano, ma una bella fantasia,come quella della pace in medio oriente. Oppure “il piano A” che si immagina è un capovolgimento di tutta la politica dell’Eurozona e della BCE che consenta ai singoli paesi di fare deficit pubblici come preferiscono coadiuvati dalla BCE che compra loro i bonds ? Anche questa è una fantasia.

In base a quello che ad es Rinaldi ha sempre detto questo è in realtà il “piano A”, cioè la liberazione dell’Italia da tutti i vincoli dell’Eurozona, il riacquisto pieno della famosa sovranità. “ Il piano B” dovrebbe essere invece una soluzione parziale o intermedia che porta verso l’obiettivo finale, ma che viene adottata quando non sia possibile seguire il “piano A”.

2) In ogni caso, che lo chiami “A” o “B” questo piano richiede totale segretezza, altrimenti scatta la fuga di capitali o anche solo la liquidazione di tutte le attivitià finanziarie che possono essere ridenominate in Lire (BTP, bonds bancari e societari, azioni, conti risparmio…). Per quanto la presentazione giri e rigiti intorno a questo problema alla fine ammette che NON APPENA SI DIFFONDANO VOCI PER CUI IL GOVERNO MEDITA DI CONVERTIRE TUTTO IN LIRE bisogna mettere una bella mattina i controlli ai capitali.

Ora, se viene eletto un governo in cui sieda gente (come quelli che erano appunto alla tavola rotonda a Roma) sospettata di pensare alla conversione in lire, la liquidazione dei conti e titoli italiani inizia subito. Anzi anche prima. In Spagna nel 2011-2012 la fuga di capitali era partita anche se tutti i partiti erano al 100% per l’Euro, solo perchè si sospettava che potessero essere costretti dalla circostanze. Il motivo per cui il saldo Target2 era schizzato da circa zero a circa 1,000 mld era per metà la fuga di capitali. In Grecia idem e come si è visto anche peggio. Probabilmente la fuga di capitali inizierà quando i sondaggi diano come probabile la vittoria di un governo “pro-Lira”..

3) Una volta che 200, 300, 400 mld… escano dalle banche italiane occorre chiedere l’attivazione dell’ELA altrimenti ci saranno dei giorni in cui dei pagamenti tra banche dovranno venire sospesi (il clearing può essere ritardato causa mancanza di fondi per una singola banca). A differenza che nel caso della Grecia dove Syriza era 100% pro-euro qui l’ELA non verrà concesso perchè in questo modo la Troika può mettere in crisi subito un governo anti-Euro. E lo può fare senza problemi perchè l’elezione di un governo anti-euro scatena i downgrade e il crollo in borsa sui titoli azionari e pubblici. E’ importante rendersi conto la fuga di capitali e il crollo dei titoli avviene PRIMA CHE IL GOVERNO SI INSEDI. Come si sa, i mercati giocano d’anticipo e una cosa alimenta l’altra, un cedimento dei titoli alimenta la fuga di capitali e viceversa. In sostanza ti troverai con le banche in crisi, con difficoltà ad onorare pagamenti PRIMA CHE IL GOVERNO SI INSEDI

4) Ma ammettiamo per ipotesi che, miracolosamente, la fuga di capitali e il crollo dei titoli non sia tale da impedire il funzionamento regolare delle banche quando il nuovo governo si insedia. Come dicono a ScenariEconomici Appena ha giurato il governo anti-euro la mattina dopo mette un blocco ai capitali . Non si può più spostare soldi all’estero che non siano giustificati da pagamento per merci o comunque sopra una certa somma. Da quel giorno l’Italia E’ GIA’ FUORI DALL’EURO. Non hai il tempo materiale di organizzare l’uscita e il ritorno alla Lira che descrivete. Mettere i controlli ai capitali unilateralmente da parte di un paese membro è una misura che autorizza la BCE a sospendere non solo ELA e LTRO (che per l’Italia non sono decisivi), ma anche il QE operato tramite Banca d’Italia sui ttioli italiani. Questo signfica che i BTP vanno in caduta libera, come nel luglio 2011, del -40% o -50%. A sua volta questo spazza via il capitale di quasi tutte le banche italiane che ne hanno in pancia per 420 mld, scatena downgrade e crea altro panico per cui devi mettere dei limiti ai prelievi di contante altrimenti la gente porta via i soldi andando agli sportelli per metterli in cassetta di sicurezza. A quel punto cominci ad assomigliare alla Grecia, con pagamenti e trasferimenti verso l’estero e bancomat limitati. TUTTO QUESTO AVVIENE NEL GIRO DI 48 ORE dall’insediamento del nuovo governo anti-euro , e questo se va bene. Se va male tutto questo avviene prima quando l’elezione è ancora in corso e ci sono gli exit poll o anche solo i sondaggi.

[Non sto esagerando, sto solo cercando di descrivere la sequenza di eventi probabile.]

5) Hai un panico a catena, che parte dal crollo dei titoli sul mercato, si estende alla fuga di capitali e poi scatena misure “cautelative” (ricattatorie) da parte della BCE dove le tre cose si alimentano a vicenda. E’ possibile però che non sia tale da paralizzare l’economia e che il nuovo governo possa lo stesso nel giro di qualche giorno raddrizzare la situazione nazionalizzando le banche e Bankitalia istantaneamente e poi dando ordini di creare liquidità senza limiti ecc.. ? Niente è impossibile al mondo, dipende anche dalle persone che metti in carico dell’operazione, se assumi Warren Mosler come Ministro delle Finanze magari limita molto i danni. Finora però il quadro è che quando c’è un convegno su “Come Uscire dall’Euro” arrivano esponenti dei partiti che non sono nemmeno esperti economici (salvo Borghi). Cioè ad esempio il M5S invia persone ottime, ma senza specifiche competenze e che parlano di politica e non economia. Il quadro degli esperti pubblici anti-Euro in Italia finora è dato da Rinaldi, Bagnai e Borghi sostanzialmente e di questi solo Borghi ha esperienza pratica. Soprattutto il partito più importante di opposizione, il M5S, non ha mai indicato o fatto parlare in alcuna occasione qualche esperto. Spiace dirlo, ma se per caso entro un anno una qualche coalizione dei partiti che c’erano a Roma al convegno sabato andasse al governo, la previsione è che venga spazzata via dal caos e dal panico prima ancora che possa cominciare. (Vorrei che non fosse così, ma allo stato attuale di quello che leggi e senti è difficile non pensarlo…)

6) Nella realtà non si arriverà neanche a questo, perchè ci sarà il bombardamento in coro dei grandi media che dipingerà un quadro dieci volte più catastrofico di quello appena scritto eimpedirà la formazione di una maggioranza anti-Euro nell’opinione pubblica italiana. Basta vedere come Grillo da luglio, dopo aver visto la fine di Tsipras in Grecia, parli ora di “transizione soft” e “moneta parallela” invece di uscita tout court. In pratica rispetto a sei mesi fa hai oggi solo la Lega e AN che sono veramente per il ritorno secco alla Lira propugnato da Rinaldi, Bagnai e Borghi. Ma quello che ho cercato di mostrare velocemente, è che la propaganda terroristica pro-Euro ha un punto di appoggio reale su cui poi gonfia ad arte anche le sue menzogne. E questo punto di appoggio è la complessità e difficoltà di convertire 3 mila mld e rotti di euro che oggi siedono nelle banche italiane in una valuta che varrà di meno anche del 30% senza che prima si scateni il panico

MORALE

Quello scritto da Scenari Economic è in realtà un “piano A”, se si vuole e non è molto pratico, non tiene ben conto della realtà finanziaria e dei mercati.

Occorre un “Piano B” rispetto a quello della conversione secca in Lire di tutti i soldi in Euro che si è proposta qui a Roma sabato (e che anche l’unico altro esperto noto anti-euro Bagnai insiste a proporre).

E’ preferibile e più convincente rispetto all’opinione pubblica partire con una soluzione graduale, a tappe, che sfrutti i punti deboli dell’eurozona per creare moneta da subito (chiamandola in un altro modo). Emetti titoli senza interesse che lo stato accetta per pagare le tasse per 100mld. E se allla BCE non va bene e ti boicotta, nazionalizzi le banche e vai avanti lo stesso. L’Italia non è mica la Grecia, non posso metterci fuori dall’Euro, devono ingugniarlo.

Bisogna lavorare intorno alla semplice nozione CHE NON OCCORRE PRIMA CONVERTIRE TUTTI GLI EURO CHE CI SONO NELLE BANCHE ITALIANE PER POTER CREARE DENARO (da parte dello Stato italiano). Sul serio, basta rifletterci sopra. L’Italia deve agire per proprio conto all’interno della UE e può farlo, non ha bisogno di avere convertito 3mila mld di euro in 3mila mld di lire per poter creare nuove lire/euro, cioè potere d’acquisto insomma.

Non è così difficile, è più che altro contabilità bancaria, è anche previsto nei libri di teoria monetaria e devi solo stare attento ai riflessi sui dannati mercati finanziari.

di Giovanni Zibordi

Questo articolo e’ stato originariamente pubblicato da Monetazione.it

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