Fisco, via Imu e Tasi. Ma arrivano bollette più care e rincari alle tasse locali

La pressione fiscale scende a livello nazionale, ma autostrade, luce, acqua e gas costeranno di più e sulle buste paga degli italiani peseranno gli aumenti di Irap, Irpef …

La pressione fiscale scende a livello nazionale, ma autostrade, luce, acqua e gas costeranno di più e sulle buste paga degli italiani peseranno gli aumenti di Irap, Irpef e delle addizionali decisi da Comuni e Regioni.

Quanto hai pagato di Imu o Tasi sulla prima casa nel 2015? Hai affittato a canone concordato un immobile di tua proprietà? L’hai dato in comodato d’uso a un figlio? Hai la tv? C’è un diciottenne che vive in casa con te o sta per nascere un bambino? Hai effettuato ristrutturazioni edilizie o di risparmio energetico? Queste alcune delle domande poste dal “Risparmiometro”, la nuova trovata del premier Matteo Renzi che consente agli italiani di calcolare quanto potranno risparmiare grazie alle misure introdotte dalla legge di Stabilità. Si tratta di una app ideata dal Pd con cui si possono calcolare i benefici per le famiglie e rispondere facilmente – almeno secondo il governo – alla domanda che tutti i consumatori si pongono a inizio anno: “Quanto toccherà sborsare questa volta?”. Peccato che tra il dire e fare ci sia di mezzo il fisco. E, alla prova dei fatti, non sarà così facile riuscire a risparmiare nonostante le novità introdotte dalla manovra.

Se è vero, infatti, che non si pagheranno più Imu e Tasi sulla prima casa, arriveranno alcuni bonus e il canone Rai sarà ridotto, va considerato che le riforme del governo non tengono conto delle tasse locali e dell’aumento che numerose tariffe hanno registrato dal primo gennaio. Ecco cosa cambia nel 2016.

ADDIZIONALI – Per tutto l’anno le buste paga e le pensioni non dovrebbero risentire degli aumenti di Irap, Irpef e delle addizionali decisi dagli enti locali. Condizionale d’obbligo visto che questa sospensione non è valida nelle Regioni che hanno i conti della sanità in rosso. Come accaduto nel Lazio che ha deliberato un aumento dell’aliquota massima del 3,33% che interesserà oltre mezzo milione di contribuenti. Le Regioni, in alternativa, possono decidere di tenere ferma la barra delle addizionali e rincarare i ticket sanitari.

BOLLETTE – Luce e gas. Nel primo trimestre del 2016 è possibile risparmiare fino a 60 euro. Ci sarà un doppio taglio per le tariffe della famiglia ‘tipo’: -1,2% per l’elettricità e -3,3% per il gas. Sconti che, tuttavia, valgono solo per chi è nel mercato tutelato. Inoltre, proprio il nuovo anno sarà cruciale per i consumatori con diverse novità. Prima fra tutte la ‘bolletta 2.0‘ caratterizzata da una maggiore trasparenza. A cui però fa da contraltare la concreta possibilità di pagare di più a causa dell’entrata in vigore della tanto discussa riforma delle tariffe elettriche che andrà a regime a inizio 2018, quando tutte le famiglie dovranno servizio di maggior tutela nell’elettricità e nel gas ora garantito dall’Autorità per l’energia e il gas.

Acqua. Con l’arrivo del Metodo tariffario idrico 2016/2019 si potrà pagare a rate la bolletta superiore al 100% del consumo medio annuale. Ma, secondo Moody’s, le nuove regole porteranno aumenti tra il 4 e il 5%. In Italia, infatti, non esiste un prezzo unico nazionale per chilowattora. E, d’ora in avanti, le tariffe – prima decise a livello locale – comporteranno incrementi automatici e garantiti per le società che investiranno nell’efficientamento dei costi e nel miglioramento del servizio.

Dopo la Carta del docente arrivano anche l’estensione del bonus da 80 euro alle forze dell’ordine impegnate in prima linea sul territori e 500 euro a chi nel 2016 compirà 18 anni da spendere per libri, tablet, concerti, eventi e computer. Incideranno, tuttavia, poco visto che non sono misure strutturali ma una tantum.

CANONE RAI – A partire da giugno 2016 arriverà il canone Rai nella bolletta elettrica dei proprietari o dei locatari di prima casa con il claim “pagare meno, pagare tutti”. Il costo, infatti, scende da 113,5 euro a 100 euro l’anno. Solo nel 2016, la prima rata si pagherà a luglio e ammonterà a 70 euro. Sale la platea degli over 75 esenti: non paga chi ha meno di 8mila euro di reddito.

CASA – La Tasi, la tassa più odiata, viene abolita per i proprietari e per gli inquilini. Si tratta di una misura che coinvolge 19 milioni di italiani e lo sconto vale 3,7 miliardi di euro. Graziati anche i terreni agricoli. Ma sulla seconda casa data in comodato d’uso a figli o genitori si continuerà a pagare il 50% del tributo. Sconto valido se il comodato si registra e si possiede solo un’altra prima casa. Sforbiciata del 25% sull’Imu per chi affitta a canone concordato. Arriva anche una stretta per gli affitti in nero e viene introdotto il leasing immobiliare per l’acquisto della prima casa. Prorogati anche nel 2016 i due bonus del 50% sulle ristrutturazioni edilizie e del 65% sugli interventi per il risparmio energetico. Un’altra proroga riguarda il bonus mobili, esteso alle coppie (anche di fatto) sotto i 35 anni. Novità anche per l’acquisto dell’immobile residenziale da un’impresa costruttrice: l’Iva pagata potrà essere scontata per il 50% dall’Irpef dell’acquirente, in 10 rate.

CONTANTI – Sale a 3mila euro il tetto per l’uso dei contanti, ma il limite per i pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione rimane a mille. Resta, quindi, l‘obbligo del pagamento con bonifico bancario delle pensioni oltre mille euro. Inoltre, a eccezione di “impossibilità tecniche”, è possibile pagare con il bancomat anche il caffè, il giornale o il parcheggio nelle strisce blu (da luglio).

DICHIARAZIONE DEI REDDITI – Si conclude l’operazione di semplificazione avviata, non senza problemi, nel 2015: il 730 sarà realmente precompilato e 19 milioni di contribuenti troveranno già caricati nella dichiarazione anche le spese sanitarie, le detrazioni per l’iscrizione dei figli all’università, quelle per le spese funebri e per lavori in casa. E l’Agenzia delle Entrate è pronta a precompilare anche 10 milioni di Unico persone fisiche. Inoltre, per evitare le dichiarazioni gonfiate da false detrazioni, i rimborsi che superano 4mila euro vengono erogati direttamente dalle Entrate entro il mese di dicembre e non più accreditati sul rateo della busta paga o della pensioni.

EQUITALIA – L’aggio (cioè il compenso) spettante a Equitalia per l’attività di riscossione scende dall’8% al 6%, con una piccola modulazione: se si tratta di riscossione spontanea effettuata a mezzo ruolo l’onere di riscossione è ridotto all’1%, se il pagamento delle somme iscritte a ruolo avviene entro il 60esimo giorno dalla notifica della cartella, l’aggio è del 3% e sale invece al 6% in tutti gli altri casi.

IVA – Le clausole di salvaguardia su Iva e accise (pari a 16,8 miliardi euro), introdotte nelle precedenti manovre, sono state cancellate per il 2016. Una buona notizia che è solo parziale: nel 2017 scatteranno per 15 miliardi e per 20 miliardi nel 2018, se il governo non interverrà di nuovo con le prossime leggi di Stabilità.

PARTITA IVA – Cambiano le regole per professionisti e lavoratori autonomi: l’unico regime fiscale agevolato in vigore è quello forfettario, con un’aliquota al 15% per sempre e non solo per i primi cinque anni e la soglia che sale da 15mila a 30mila euro. Ma chi ha avviato una nuova attività entro il 2015 può usufruire di un’aliquota al 5% per i primi cinque anni. A patto che abbia meno di 35 anni d’età.

SANZIONI FISCALI – Tempi più lunghi per gli accertamenti fiscali di Iva e imposte sui redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate: passano da 4 a 5 anni se è stata presentata la dichiarazione contestata. Per le dichiarazioni Iva nulle i tempi si allungano a otto anni. Abolita, invece, la norma che raddoppiava i termini per l’accertamento di Iva e imposte dirette nel caso in cui la violazione comporti l’obbligo di denuncia per reato tributario.

TARIFFE

Cellulari. In attesa che da giugno 2017 scatti il divieto di applicare tariffe roaming nell’utilizzo dei telefoni cellulari nell’Unione europea, da aprile 2016 il costo delle telefonate dall’estero sarà ridotto, perché gli operatori potranno solo addebitare un piccolo aumento rispetto a quello del Paese di origine, fino a 0,05 euro per minuto di chiamata, 0,02 euro per sms inviato, 0,05 euro per MB di dati (esclusa Iva).

Automobili. Stangata, invece, per il rinnovo del Telepass: raddoppiano da 0,78 a 1,50 euro al mese le tariffe del servizio Premium per chi ha un contratto Family, Twin o Telepass con Viacard. Gli autovelox possono, invece, rilevare la validità dell’Rc auto e della revisione (ma non del bollo che è di competenza regionale) con lo scopo di scovare quasi 4 milioni di veicoli che girano in Italia senza assicurazione. Grazie, infatti, al passaggio al sistema telematico della banca dati ministeriale delle assicurazioni, tutti i dati delle polizze potranno essere direttamente consultati online, senza dover ricorrere al controllo dell’esposizione del tagliando sul parabrezza, non più obbligatoria.

Autostrade. Entrano in vigore gli adeguamenti con un rialzo medio dello 0,86%, dopo il+1,32% del 2015 e il +3,2% del 2014. L’autostrada che subirà l’aumento più significativo è l’A4 Torino-Milano con il +6,5%

Aerei. Sempre più cari i biglietti, che aumentano di 9 euro. Il balzello sale a 10 euro nel caso in cui si parta da un aeroporto romano (Ciampino o Fiumicino). Ad incidere sono le tasse: ogni dieci euro sborsati per il biglietto, 7 euro se ne vanno tra imposta per gli imbarchi, addizionale comunale, la quota per i cassintegrati delle compagnie, l’Iva e il corrispettivo per la sicurezza.

Treni. Ancora penalizzati i pendolari. In Sicilia si avrà un incremento medio delle tariffe del 7,7%, in Toscana del 3,4%. Aumenti compresi tra l’1,89% e il 1,96 per gli abbonamenti mensili.

di Patriza De Rubertis

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul Fatto Quotidiano

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Adoc: “Da oggi scattano gli aggravi per le targhe di auto e moto”

“Da oggi scatta un nuovo, seppur minimo, aggravio dei costi da sostenere per la propria auto, a carico dei consumatori. Sono infatti entrati in vigore i rincari dei prezzi per le nuove targhe di auto (+3,7%, da 40,27 a 41,78 euro), moto (+3,7%, 21,45 a 22,26 euro) e ciclomotori (+3,8%, da 13,08 a 13,58 euro) che vanno ad aggiungersi ai costi quotidianamente sostenuti per carburanti, rca e manutenzione ordinaria”. Lo dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc, l’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori.

“Il trasporto privato – continua Tascini – è uno dei pesi economici maggiori per i bilanci delle famiglie. La spesa annuale per la benzina è di circa 1600 euro, superiore dell’8,9% alla media europea, solo in Gran Bretagna si registra un costo maggiore, seppure in minima percentuale. Mentre costi notevolmente inferiori si registrano in Germania (142 euro mensili contro i 159 euro italiani), Francia (136 euro) e Spagna (130 euro)”. Secondo il presidente dell’Adoc, ad incidere maggiormente sui bilanci delle famiglie è, soprattutto, la spesa per l’rca. “È un vero fardello – sottolinea – la spesa media è di 600 euro l’anno: il costo di una polizza assicurativa in Italia è maggiore del 42,9% alla media europea. Da noi la spesa media si attesta sui 50 euro al mese, contro i circa 35 euro europei”.

“Il conto complessivo è di oltre 2700 euro annui, il 10% del reddito di una famiglia. Una spesa sempre più insostenibile, con l’aggravante di non essere controbilanciata da un adeguato trasporto pubblico. Ancora oggi – conclude il presidente dell’associazione – è praticamente impossibile rinunciare completamente ad usare il mezzo privato, l’offerta pubblica non riesce a soddisfare la domanda, tanto che il 70% dei lavoratori e studenti è ‘costretto’ ad usare l’auto per spostarsi in città. Con conseguenze non solo economiche ma anche ambientali, come abbiamo purtroppo subito negli ultimi giorni dello scorso anno”.

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