Crack banche, il governo scarica le colpe su Consob. Consumatori: “Vegas a casa”

“Non commento decisioni di organi indipendenti ma molti errori sono stati fatti”. Così il neo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, risponde a Giovanni Minoli nel corso della …

“Non commento decisioni di organi indipendenti ma molti errori sono stati fatti”. Così il neo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, risponde a Giovanni Minoli nel corso della trasmissione Mix24 su Radio24 in merito alla condotta della Consob nella gestione del caso che ha coinvolto quattro istituti di credito (Banca Etruria, la Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e la Cassa di Risparmio di Chieti).

Interrogato sulla trasmissione Report nella quale la conduttrice Milena Gabanelli criticando la condotta dell’autorità chiedeva le dimissioni del Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, Calenda rispondendo alla domanda: “La trasmissione Report ha ragione?”, ha risposto: “Ha ragione”.

Peccato, però, che mentre si attuava il gravissimo danno a sfavore dei contribuenti, lo stesso Calenda fosse vice ministro dello Sviluppo economico, quindi player di quella partita, con poteri se non altro politici, di influenzare il lavoro di sorveglianza della Consob. Il tentativo del sostituto della Guidi di gettare tutte le colpe su Vegas e il suo ente, dunque, appare molto come un tentativo di lavarsi la coscienza da eventuali responsabilità politiche. Soprattutto in considerazione del fatto che il padre del ministro delle Riforme, nonché braccio destro del premier, Matteo Renzi, ovvero Maria Elena Boschi, fosse il vice presidente della Banca Etruria, uno dei 4 istituti coinvolti.

Intanto, dopo le parole di Calenda, si è già scatenata una fortissima polemica, con l’Unione Nazionale Consumatori che tuona:”A Vegas non resta che dare le dimissioni, anche solo per un fatto di opportunità, per evitare di danneggiare l’immagine della Consob e preservare l’istituzione”. Il segretario dell’Unc, Massimiliano Dona, ne ha anche per l’Esecutivo: “Ora, però, anche il governo deve fare la sua parte, intervenendo laddove le Authority hanno mancato, vietando la vendita agli sportelli delle obbligazioni subordinate e ripristinando gli scenari probabilistici. Non possiamo sempre attendere che sia l’Europa a tutelare i risparmiatori – sostiene – tanto più che gli altri Paesi non truffano i loro clienti come succede in Italia, vendendo loro prodotti inadeguati al profilo di rischio”.

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