Alert deflazione in Eurozona: le politiche della Bce di Draghi stanno fallendo

I dati sull’inflazione nella zona euro in agosto hanno deluso gli economisti, con l’incremento dei prezzi di un misero 0,2%, invariato rispetto al tasso di luglio. Eppure gli …

I dati sull’inflazione nella zona euro in agosto hanno deluso gli economisti, con l’incremento dei prezzi di un misero 0,2%, invariato rispetto al tasso di luglio. Eppure gli analisti erano certi che i prezzi al consumo avrebbero mostrato qualche segno di vita, tanto che alcune stime si aggiravano addirittura verso lo 0,6%.

Il campanello d’allarme è forte, perché per la prima volta in tre mesi beni come energia e cibo sono scesi allo 0,8% (a luglio era allo 0,9). E la prossima settimana si riunirà la Banca centrale europea, che dovrà discutere se confermare o meno le politiche volute da Mario Draghi, avallate da buona parte dell’establishement europeo, ora sono al centro degli attacchi degli economisti più influenti.

Il sentimento comune è che i numeri di agosto non sono sufficienti per chiedere un altro taglio dei tassi o un’accelerata agli acquisti di ulteriori asset da parte della Bce. Anzi, insistere sul piano Draghi può innescare solo l’ennesimo “allentamento verbale” della pressione sull’Eurozona.

Soprattutto se in combinato disposto con i dati non incoraggianti sull’occupazione, le previsioni dicono che i salari cresceranno in maniera insignificante e il Pil del Vecchio continente rallenterà pericolosamente nel prossimo trimestre.

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