Merkel vince male, difficile governare la Germania. E l’Europa

Prima, ma Cdu-Csu cala da 41,5 a 33%. Destra nazionalista Afd al 12,6% (spaccata, Petry lascia). Schultz, no coalizione 'Giamaica'?

Complicato fare il governo a Berlino, con la vittoria poco convincente di Angela Merkel. L’unica possibilità al momento è la non semplice cosiddetta “coalizione Giamaica”, dai colori dei tre partiti: nero Cdu/Csu, giallo i liberali (che tornano al Bundestag e che avevano governato con Merkel dal 2009 al 2013)  e verde per gli ambientalisti. Coalizione che riuscirebbe ad avere 348 deputati su un totale di 631.

L’autorita’ federale per le elezioni ha leggermente modificato i dati delle proiezioni finali per il rinnovo del Parlamento tedesco diffusi dall’Istituto di sondaggi Zdf. L’Unione Cdu-Csu consegue il 33% dei voti, i socialdemocratici della Spd il 20,5% e gli oltranzisti di destra della Afd il 12,6%. Ma la destra si spacca subito, Frauke Petry, co-leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (Afd), non farà parte del gruppo parlamentare del suo partito (vedi sotto).

Secondo Zdf poi, Fpd e’ al 10,4% (+5,6%); i Verdi al 9,0% (+0,6%); Linke al 9,0% (+0,4%). Se queste proiezioni fossero confermate dai risultati finali, questa sarebbe la nuova divisione dei seggi in Parlamento: Cdu-Csu 238, socialdemocratici 148, AfD 95, liberali 78, Linke 66, Verdi 65.

Angela Merkel riesce nell’impresa di conquistare il suo quarto mandato da cancelliera ma la sua vittoria coincide con il trionfale ingresso in Parlamento della destra nazionalista ed euroscettica di Afd con il 13,1%. Una vittoria amara anche per il peggior risultato del suo partito dal 1949: le proiezioni attribuiscono alla Unione (Cdu/Csu) il 32,8%, un arretramento netto rispetto al 41,5% di quattro anni fa.

Ancora peggio ha fatto l’Spd di Martin quarto mandato da cancelliera ma la sua vittoria coincide con il trionfale ingresso in Parlamento della destra nazionalista ed euroscettica di Afd con il 13,1%. attestata al 20,7%, il peggior risultato di sempre.

La AfD invece ha il vento in poppa ed è la terza forza del Paese: nel 2013 era rimasta fuori dal Parlamento con appena il 4,7%. In Parlamento invece tornano i liberali dell’Fdp con il 10,3%; la sinistra radicale della Linke si attesta al 9%; i Verdi al 9,1%. L’affluenza è in crescita, 76,5% contro il 71,5% di 4 anni fa.

Petry, l’anti-Merkel dell’Afd: “Italiani, chiudete confini a clandestini. No Moschee in Germania”

Tradotto in seggi, secondo le ultime proiezioni, la Cdu/Csu ne conquisterebbe 217, la Spd 137, l’AfD 88, l’Fdp 69, la Linke e i Verdi 60 ciascuno, su un totale di 631 e con un traguardo della maggioranza assoluta a 316.

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Germania, leader estrema destra Petry si esclude da gruppo parlamentare

Frauke Petry, co-leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (Afd), non farà parte del gruppo parlamentare del suo partito e ha lasciato una conferenza stampa senza rispondere alle domande dei giornalisti.

L‘annuncio a sorpresa arriva dopo che il partito xenofobo e antieuropeista ha sconcertato l‘establishment tedesco prendendo il 12,6% dei voti alle elezioni di ieri; il risultato sancisce l‘ingresso in parlamento di un partito di estrema destra per la prima volta in oltre mezzo secolo.

“Penso che dovremmo accettare che esiste un disaccordo sui contenuti nel partito e penso non dovremmo metterlo a tacere perché la società sta chiedendo un dibattito aperto”, ha detto Petry nel corso di una conferenza stampa congiunta con altri leader di partito.

Il partito fondato nel 2013 da un gruppo di docenti universitari contrari all‘euro è stato a lungo diviso da contrasti interni; diversi osservatori avevano predetto che le sue divisioni sarebbero state amplificate dall‘ingresso sulla scena politica nazionale.

Sempre da Berlino, questa mattina, il leader Spd Marin Schultz ha confermato che i socialdemocratici intendono sedere all‘opposizione nel Bundestag.

L’Spd si sfila, ipotesi “Coalizione Giamaica”

Angela Merkel, malgrado il netto arretramento dell’Unione tra Cdu ed i cugini conservatori bavaresi della Csu, procede comunque verso un quarto mandato di cancelliere. Questa volta a sostenerla non ci saranno però i socialisti della Spd, che hanno subito comunicato di escludere una nuova Grosse Koalition. L’unica possibilità al momento è la non semplice cosiddetta “coalizione Giamaica”, dai colori dei tre partiti: nero Cdu/Csu, giallo i liberali (che tornano al Bundestag e che avevano governato con Merkel dal 2009 al 2013)  e verde per gli ambientalisti. Coalizione che riuscirebbe ad avere 348 deputati su un totale di 631.

Rebus governo in Germania. Merkel non si arrende al no di Schulz
 Angela Merkel

Merkel e Lindner fanno appello alla “responsabilità”dei socialisti

Il problema è che Verdi e Liberali hanno posizioni inconciliabili su molti punti, dall’Ue alla protezione dell’ambiente. Per questo Merkel non vuole rinunciare all’ipotesi di una seconda Grosse Koalitione. Il cancelliere ed il leader dei Liberali dell’Fdp, Christian Lindner, in uno scambio di opinioni, accuse e recriminazioni post voto in tv, hanno fatto entrambi appello “al senso di reponsabilità dei socialisti.

I due leader hanno proposto a Schulz, se non vuole la riedizione del governo uscente, di allargare la “coalizione Giamaica” anche all’Spd. Ma Schulz si è limitato a garantire il sostegno dei suoi ministri all’attuale governo che continuerà a gestire al potere fino alla nascita del prossimo esecutivo. Il progetto di Merkel è quindi una sorta di governo di unità nazionale che isoli gli estremisti sia a destra che a sinistra.

Rebus governo in Germania. Merkel non si arrende al no di Schulz
 Martin Schulz

Per Schulz è “un giorno amaro”

“L’obiettivo delle elezioni è fallito, oggi è un giorno amaro per l’Spd”, ha commentato Martin Schulz. “Grazie davvero per lo spirito”, è l’inizio del suo discorso, accolto da applausi, presso la sede dell’Spd di Berlino. “Oggi è stato un giorno difficile, abbiamo perso”, ha proseguito, “siamo meno di quanto avessimo pensato. Tolleranza e rispetto, ci batteremo contro gli estremismi per il mantenimento di questi valori nel nostro Paese. Abbiamo raggiunto molti obiettivi sociali importanti durante questi quattro anni di governo, come ad esempio l’istituzione del salario orario minimo”.

Boom dell’Afd, i nazionalisti entrano al Bundestag

​Festeggia invece l’estrema destra di Afd. “Da oggi nel Bundestag c’è un nuovo partito di opposizione, cambieremo questo Paese”, ha affermato Alexander Gauland, candidato alla Cancelleria dei nazionalisti, “combatteremo contro Angela Merkel o contro chiunque sarà al governo”. La leaderAlice Weidel ha, da parte sua, promesso una “opposizione ragionevole”:

Rebus governo in Germania. Merkel non si arrende al no di Schulz
 Alexander Gauland

Merkel: “Speravo in un risultato migliore”

“Speravo in un risultato migliore”, è il primo commento di Angela Merkel che, dalla sede della Cdu, ha riconosciuto che “dopo 12 anni la vittoria non era scontata”. Merkel ha riconosciuto che il risultato di Afd è “una grossa sfida” e si è impegnata a lavorare per una “Europa più forte” e a recuperare gli elettori delusi che hanno scelto i nazionalisti, promettendo una lotta all’immigrazione clandestina. “Siamo la prima forza, formeremo il governo, nessun governo puo’ essere formato contro di noi”, ha avvertito.

Afd già spaccata: la leader Petry lascia partito e non entra in Bundestag

Si sono appena chiuse le urne in Germania e l’Afd, la formazione di estrema destra divenuta la terza forza del panorama politico tedesco, registra già una prima frattura interna. Frauke Petry, l’ex leader di Afd, ha annunciato che non entrerà nel Bundestag e lascerà il partito.

La frattura sembrerebbe dovuta alle diverse posizioni sulle tendenze razziste di quello che è ormai il terzo partito più forte della Camera. Petry ha invocato una “ragionevole politica conservatrice” sulle questioni che “domineranno in futuro”, “non le affermazioni assenti che abbiamo sentito in passato”.

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