Spionaggio & Privacy: sul web i dati di 200 milioni di elettori usati da Trump

Upgard ha avuto accesso a nomi, data di nascita, indirizzi, telefoni e dati di profiling religioso ed etnico, usati dal team Trump.

Falla individuata in un “database malconfigurato” contenente “dati personali sensibili” gestiti dalla Deep Root Analytics e utilizzati dal Comitato Nazionale Repubblicano durante la fase pre-elettorale.

Una società di consulenza e marketing che ha lavorato per la campagna elettorale di Donald Trump ha raccolto i dati personali di 198 milioni di cittadini americani, ovvero di oltre il 60% degli aventi diritto al voto.

La pratica non è senza precedenti, ma in questo caso viene evidenziata la portata della mappatura elettorale sulla base di profili personali, utilizzata da Trump per arrivare alla Casa Bianca, contenuta in qualcosa come l’equivalente di 10 miliardi di pagine di testo.

Inoltre, il fatto che una falla nel sistema di database abbia esposto questi dati al pubblico costituisce una potenziale violazione dei diritti alla privacy degli elettori, anche questa senza precedenti, data l’estensione della registrazione dei dati.

Un aspetto evidenziato da molti media statunitensi.

La falla è stata individuata dai ricercatori di una società di consulenza, la Upguard, che hanno rivelato di avere individuato un “database malconfigurato” contenente “dati personali sensibili” gestiti dalla Deep Root Analytics e utilizzati dal Comitato Nazionale Repubblicano durante la fase pre-elettorale.

In pratica, in un post, gli informatici della Upgard spiegano di aver potuto accedere a nomi, data di nascita, indirizzi, numeri telefonici ma anche dati di profiling religioso ed etnico, usati dal team di Trump.

Secondo la società di marketing ingaggiata dai repubblicani, solo un ricercatore di Upguard ha avuto accesso ai dati dall’esterno, via web. (Askanews)

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