Snapchat cambia: nuovo nome e occhiali “Spectacles” per registrare mini video Memories

Ha conquistato fiducia tra gli utenti della rete. Ha scalato posizioni nella classifica degli usi e delle preferenze, in un mondo dominato da Facebook, Twitter, Instagram e dai …

Ha conquistato fiducia tra gli utenti della rete. Ha scalato posizioni nella classifica degli usi e delle preferenze, in un mondo dominato da Facebook, Twitter, Instagram e dai PokemonGo. Ora Snapchat è una realtà natura, citata da capi di Stato e di governo, da analisti, manager ed economisti. E l’azienda si prepara a cambiare pelle, con un nuovo nome e un paio di occhiali futuristici.

Snapchat ha scelto l’ultimo week end di settembre 2016 per presentare la sua ultima grande novità: Evan Spiegel, Ceo dell’appena ridenominata Snap Inc, ha infatti presentato a Los Angeles gli Spectacles, occhiali da sole in grado di registrare mini video della durata massima di 10 secondi, da trasformare in aggiornamenti “Memories” sulla app di casa.

Seppur non si tratti del primo prodotto fisico lanciato dall’azienda (in passato ci sono stati anche un mazzo di carte, uno zainetto, un forma cubetti di ghiaccio, un telo da mare e dei peluche) gli Spectacles si apprestano a tracciare un importante spartiacque nella storia di Snapchat, in grado di dare una forte scossa all’intero ecosistema di servizi di short video sharing. Ma vediamo nel dettaglio le novità di Snap.

Poiché l’azienda proprietaria dell’app Snapchat ha ampliato così significativamente il ventaglio di servizi e prodotti offerti, contestualmente al lancio degli Spectacles i vertici hanno optato per un renaming che potesse distinguere l’azienda stessa dai suoi prodotti: ecco quindi la nascita di Snap Inc (che, è bene ricordarlo, secondo il WSJ vale attualmente tra i 16 e i 22 miliardi di dollari). L’azienda si presenta come una camera company.

Gli Spectacles saranno disponibili in un’unica taglia e in tre colori – nero, corallo e foglia di the. La telecamera si attiva tramite un bottone posto sopra alla lente sinistra: premendolo si attiva la registrazione, della durata di 10 secondi, al termine dei quali si può decidere se aggiungerne altri 10 o 20 ripremendo il tasto rispettivamente una o due volte.

Gli occhiali si connettono all’app Snapchat via Wi-Fi (per dispositivi Android) o Bluetooth (con iOS), e caricano i video direttamente nel formato “Memories”. Il formato dei filmati è definito “circolare”: la videocamera degli Spectales registra infatti con un angolo di visione di 115 gradi (simile a quello della nostra vista), e producono video visionabili a tutto schermo sia nel formato orizzontale che in quello verticale.

Gli occhiali sono dotati anche di una memoria interna (non si sa ancora quanto capiente) per salvare una certa quantità di video in assenza di uno smartphone al quale inviarli.

Gli Spectacles non sono ancora disponibili sul mercato: sembra verranno lanciati entro l’anno, al costo di 130$, ma solo in numero limitato. L’azienda vuole infatti testare l’accoglienza del prodotto prima di implementare una produzione su larga scala.

Come ben sappiamo, Snapchat è particolarmente amata dal pubblico più giovane. Secondo molti, il successo dell’app tra gli adolescenti è dovuta alla sua capacità di offrire un’esperienza più spensierata e meno impegnativa di quanto non avvenga con altri servizi, come Facebook o Instagram. Inviare contenuti che non esisteranno più nell’arco di un brevissimo tempo significa poter comunicare, anche se ciò può sembrare paradossale, in maniera più naturale (benché mediata) e soprattutto scevra dai rischi rappresentati dall’insorgenza di pericolosi e purtroppo attualissimi hate speech o fastidiosi troll.

Gli Spectacles si pongono come l’estensione naturale e materiale di questa filosofia: semplici occhiali da sole che, all’occorrenza, possono trasformarsi in una videocamera che registra ciò che i nostri stessi occhi stanno vedendo, mentre le nostre mani sono impegnate in varie attività che non comprendono il sorreggere smartphone.

La promessa di questo brand, benché non ancora formalizzata, può risultare certamente appetibile ad un pubblico molto ampio e non di soli teenager (riuscite ad immaginare di partecipare ad un concerto senza che i vostri occhi debbano attraversare decine di schermi prima di raggiungere il palco?).

Chiunque si trovi nel campo visivo di un paio di Spectacles saprà quando stanno registrando grazie all’accensione di una spia luminosa sul fronte. Ma questa misura di prevenzione basterà a evitare l’insorgere di polemiche riguardanti il tema della privacy?

Uno dei motivi per i quali Google rinunciò al lancio sul mercato dei suoi Glass sembra proprio legato alla natura invasiva della tecnologia in spazi pubblici, dove è praticamente impossibile individuarne utilizzi sospetti.

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