Libia minaccia l’Italia: “Portate via le vostre navi”. E Pinotti…

Il ministro della Difesa: “Dite il falso”. “Accusa infondata rivolta all’Italia per un mai avvenuto sconfinamento nelle acque territoriali”. Il governo libico di Tobruk ha denunciato che tre …

Il ministro della Difesa: “Dite il falso”. “Accusa infondata rivolta all’Italia per un mai avvenuto sconfinamento nelle acque territoriali”.

Il governo libico di Tobruk ha denunciato che tre navi da guerra italiane sono entrate nelle ultime ore nelle acque territoriali libiche senza l’autorizzazione e ha avvertito che “utilizzera’ ogni mezzo” per proteggere la sua sovranita’. Secondo il governo di Tobruk, che e’ quello riconosciuto a livello internazionale, le tre navi italiane sono state avvistate al largo della costa di Bengasi nella notte tra sabato e domenica.  I tre mezzi navali probabilmente fanno parte della forza navale messa in campo dai Paesi Ue per contrastare il traffico di esseri umani verso le coste italiane. Le nostre navi, che stanno pattugliando il Mediterraneo nell’ambito di due missioni erano in acque internazionali ben oltre le acque territoriali libiche”. Lo ha ribadito ad “Agora’” su Raitre il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, spiegando che “l’unica nave intorno a Bengasi, la De la Penne, era a circa 20 miglia, 8 in piu’ di quelle sancite da tutti i trattati internazionali per delimitare le acque territoriali”. E che la stessa De la Penne “non ha registrato alcun sorvolo di caccia libici”.

Per il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, “l’accusa, infondata, rivolta all’Italia per un mai avvenuto sconfinamento delle navi, aveva un chiaro significato politico: creare confusione in vista del pronunciamento del Parlamento di Tobruk sul progetto di coesione istituzionale, che porti finalmente la Libia a un governo di unita’ nazionale”.

Intervistato a “Voci del mattino”, Radio1 Rai, Della Vedova ha ricordato che “l’Italia e’ in prima linea nel progetto che mira a dare finalmente un governo unitario alla Libia e in questo senso si e’ voluto colpire il nostro Paese anche attraverso il vile atto vandalico compiuto nel cimitero italiano”. “Siamo il simbolo di una comunita’ internazionale che vuole portare avanti un progetto di pace e di ripresa istituzionale in Libia, primo passo verso una rinascita civile, democratica ed economica del Paese”, ha spiegato Della Vedova. “Nervi saldi, dunque”, ha ribadito. “perche’ come ci insegnano le esperienze passate, la via politica e diplomatica, fondata sull’accordo tra tutte le forze in campo, e’ l’unica soluzione percorribile. La via militare lascerebbe sul terreno i guasti tipici degli scontri militari e non sanerebbe alcuno dei problemi esistenti. Certo, chi sostiene questa tesi non vede di buon occhio lo sforzo delle Nazioni Unite, della Comunita’ internazionale, dell’Italia in primis, per dare vita a una Libia pacificata e governata da un solo organismo istituzionale, una Libia unita. In questa situazione di disgregazione e incertezza, infatti, la Libia rischia di diventare sempre piu’ un corridoio libero per i trafficanti di esseri umani”. (AGI)

Tag

Partecipa alla discussione