Chiesa Cattolica: guerra in Vaticano contro Papa Francesco, trattato dalla destra come Hillary Clinton

Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa, ma il suo messaggio è accompagnato dal brontolio di una crisi sotterranea. Una guerra civile è in corso nella Chiesa. Uno …

Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa, ma il suo messaggio è accompagnato dal brontolio di una crisi sotterranea. Una guerra civile è in corso nella Chiesa. Uno scontro che tocca l’autorità del pontefice e il suo programma riformatore. Sono in gioco visioni opposte sul ruolo della Chiesa, il “peccato”, la salvezza delle anime. E come in tutte le guerre civili il conflitto non contempla compromessi.

Quattro cardinali hanno scelto questi giorni per mettere direttamente sotto accusa la teologia di Francesco e il suo documento postsinodale Amoris Laetitia (che apre la strada alla comunione dei divorziati risposati). I porporati imputano a Bergoglio di avere seminato tra i fedeli “incertezza, confusione e smarrimento” e chiedono di “fare chiarezza” sul documento. Alla lettera sono allegati, nello stile delle contestazioni teologiche, i cosiddetti Dubia: cioè “domande su questioni controverse”. Con un gesto, che ha il sapore di una sfida, la lettera è stata inviata “per conoscenza” anche al guardiano ufficiale dell’ortodossia, il cardinale Gerhard Mueller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede.

E’ un evento assolutamente inedito nella storia moderna del papato. E la prima cosa che colpisce è il silenzio imbarazzato delle alte gerarchie ecclesiastiche. Non un cardinale ha controbattuto pubblicamente le loro tesi, non un presidente di conferenza episcopale, non il dirigente di qualche grande associazione cattolica. E dire che, prendendo di petto il ruolo della coscienza, di cui parla Francesco, i quattro porporati affermano che in tal caso si rischia di arrivare al punto in cui diventano ipotizzabili “casi adulterio virtuoso, omicidio legale e spergiuro obbligatorio”.

Due dei porporati sono esponenti di Curia: il tedesco Walter Brandmueller, già presidente del pontificio Comitato di scienze storiche, e l’americano Raymond Burke, già presidente del tribunale della Segnatura apostolica. E due sono arcivescovi emeriti di grandi diocesi: Carlo Caffarra, caro a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e fino al 2015 alla guida di Bologna, e Joachim Meisner, un intimo di papa Ratzinger, fino al 2014 a capo della diocesi di Colonia.

Liquidare la loro lettera – a cui Francesco ha risposto indirettamente in un’intervista ad Avvenire , denunciando un “certo legalismo che può essere ideologico” – come il sussulto di quattro “ultraconservatori” significa non comprendere lo scontro sotterraneo, che si è andato sviluppando nella Chiesa cattolica nell’ultimo biennio. I quattro sono la punta di un iceberg, che si va allargando e diffondendo. Parlano anche per molti che non si espongono.

Per anni i media non hanno compreso la profondità del movimento anti-Obama, che ha portato l’8 novembre alla sconfitta della sua politica. Oggi rischiano di ripetere lo stesso errore con Francesco. Abbacinati dal suo carisma e dal consenso planetario di cui gode anche tra agnostici e non credenti, molti rimuovono la sistematica escalation di quanti tra il clero, gli episcopati, il collegio cardinalizio contestano la teologia di misericordia del pontefice.

Tra i due Sinodi c’è stato uno spostamento di accento fondamentale. Se nei passati decenni, nello scontro tra riformatori e conservatori, il pontefice rimaneva “arbitro” per la maggioranza della gerarchia ecclesiastica. Oggi, invece, il Papa è diventato parte in causa. Basta leggere l’ultima intervista del cardinale Burke: l’Amoris Laetitia, afferma, “non è Magistero perché contiene serie ambiguità che confondono i fedeli e li possono indurre all’errore e al peccato grave. Un documento che presenti questi difetti non può far parte dell’insegnamento perenne della Chiesa”.

In due anni c’è stato un crescendo di azioni di dissenso. Prima del Sinodo 2014 cinque cardinali scrissero un libro in difesa della dottrina tradizionale del matrimonio. Poi intervennero con un altro libro 11 porporati di ogni parte del mondo, fra cui personalità importanti, riconosciute tra il clero e l’episcopato. Intanto quasi 800mila cattolici, fra cui 100 vescovi, firmavano una petizione al Papa per bloccare le innovazioni. A Sinodo 2015 iniziato, 13 cardinali scrissero a Bergoglio mettendo in questione la regolarità della direzione dell’assemblea.

Un movimento sistematico di contestazione a cui il fronte riformatore ha opposto solo timidezza. E infatti – benché molti vogliano dimenticarlo – nelle votazioni al Sinodo sulla Famiglia del 2015 sono state rigettate le tesi di una via penitenziale, che riconoscesse apertamente la possibilità della comunione ai divorziati risposati. La maggioranza tradizionalista di questo parlamento mondiale dei vescovi ha detto “no”. Nel frattempo è sorta una rete di cardinali, vescovi, preti, teologi e laici impegnati, firmatari di una “Dichiarazione di fedeltà al magistero immutabile della Chiesa sul matrimonio”. Successivamente 45 teologi hanno scritto (in forma anonima) al collegio cardinalizio, insinuando che certe interpretazioni di Amoris Laetitia potrebbero essere “eretiche”.

Il movimento anti-Bergoglio lavora sul tempo. Negli Stati Uniti l’escalation sottovalutata contro Obama ha portato alla sconfitta dei Democratici. Nella Chiesa cattolica la posta in gioco è il futuro conclave. Oggi lo storico della Chiesa Alberto Melloni parla di “isolamento” del pontefice. E Andrea Riccardi, storico anche lui, spiega che mai nel Novecento un pontefice ha trovato tanta opposizione tra gli episcopati e il clero.

Nella guerra civile in corso nella Chiesa l’obiettivo è il dopo-Francesco: non dovrà arrivare sul trono papale un uomo che porti a sviluppo le riforme iniziate.

di Marco Politi

Questo articolo e’ stato originariamente pubblicato da Il Fatto Quotidiano, che ringraziamo

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4 commenti

  1.   

     Secondo Antonio Socci il fallimento di papa Bergoglio è quello politico, visto che proprio tre temi politici ultraprogressisti caratterizzano il suo pontificato: spalancare le porte a immigraioni di massa, l’ecocastrofismo e le aperture acritiche all’Islam……
    http://www.antoniosocci.com/un-pontificato-disastroso-al-tramonto-lepoca-obamaclinton/#more-4936

  2.   

     

    Dimenticavo Sua Santita’…diffidi dalle Imitazioni e le combatta…
    Nel contempo , accolga gli sfrattati, quelli italiani e dopo, visti i numerosi immobili di cui la Chiesa dispone, gli sfollati …Dio Le rendera’ merito.
    E preghi per il successo del No…Grazie…
    Perdoni il mio sollecito, ma visto che Lei  perdona Tutti… 
    thanks in advance..!!

  3.   

     
    Col “perdono all’aborto”, El Papa autorizza la persecuzione dei medici obiettori.
    Maurizio Blondet
     
    http://www.maurizioblondet.it/col-perdono-allaborto-el-papa-autorizza-la-persecuzione-dei-medici-obiettori/
     
    Aborto, il perdono del Papa”, titola il Corriere. Ma che dico? Tutte le prime pagine dei giornali, tutte le aperture dei radio-giornali e delle tv sono per lui ed esultano con lui a grandi strilli: El Papa che ha depenalizzato l’aborto.  Perché così l’hanno voluta intendere i media. “Il via libera all’aborto facile: tanto poi basta una bella confessione e tutto è a posto”.   Lo ha tolto dai “valori non negoziabili”.  Adesso,  è negoziabile.
     
     
    Ora, vi dico subito quale sarà l’effetto di questo ennesimo atto di infinita miserikordia, malvagia e furbissima, di El Bergoglio: la persecuzione dei medici obiettori.   Corre  già da mesi sui media una campagna strisciante  contro  di loro. Una  campagna che si è valsa di falsità  mediatiche evidenti, come quando a ottobre i giornali e tv strillarono che una donna era morta a Catania perché il medico si era rifiutato  di estrarle il feto  perché obiettore: “Finchè è vivo non faccio niente”, avrebbe detto ….Solo che l’indagine ha mostrato la completa infondatezza di questa  circostanza. Pura invenzione di un gruppuscolo abortista e radicale locale.
     
     
    Pura  propaganda di regime. Del regime di totalitarismo della dissoluzione in cui viviamo, e  che ha fretta di disconoscere il diritto delle coscienze che si rifiutano di uccidere: come? L’aborto è legale, e loro disobbediscono a una “legge  dello Stato” rifiutandosi di praticarlo.  Già insinuano apertamente: non  obiettano per motivi morali, ma “per fare carriera”, per qualche motivo abietto, che “lo Stato” dovrà pur scoprire e smascherare – frugando in quelle coscienze,  per vedere cosa nascondono. La coscienza non è più inviolabile e insindacabile.
     
     
    Da oggi, il totalitarismo avrà un’arma decisiva contro questi medici: Ma come osate? In nome di  quale “morale” volete sottrarvi al dovere verso lo Stato? Il Papa ha sdoganato l’aborto, lo ha “spostato nello scaffale più basso”, e voi invece  vi intestardite? Lui ha miserikordia e voi no! Non sarete mica tradizionalisti, conservatori! Trumpiani, magari!  Lasciatevi frugare nella coscienza. Obbedite alla legge dello Stato, altrimenti – licenziati dal servizio sanitario nazionale.  Niente più stipendio.
     
     
    Naturalmente, è umano, molti cederanno. Non ci sarà che un piccolo  gruppo che non potrà più “né vendere né comprare”   perché non ha il marchio della Bestia. Non facciano conto sulla miserikordia di El Papa: non l’ha usata per gli ottocento Francescani dell’Immacolata, non l’ha usata per padre Manelli – a proposito: persino la giustizia civile lo ha assolto dalle calunnie che gli hanno sparato addosso gli ecclesiastici avversari, come mai non viene reintegrato nei suoi diritti divini e sacerdotali? – non ha alcuna misericordia coi preti che i suoi vescovi progressisti disincardinano e lasciano privi di ogni sussistenza. Questa è la misericordia  di El Papa.

    Peraltro, a spese di queste anime mediche,  Bergoglio ha attuato una mossa astuta, da quel consumato demagogo  sovversivo che è, volto a rafforzare il suo potere rivoluzionario: i media sono tutti con lui   contro i “conservatori”, contro “i legalisti che pongono condizioni alla misericordia” – in chiaro, nella guerra che scatena contro i quattro cardinali che gli hanno chiesto di chiarire i passi dubbi della  sua pseudo-enciclica Amoris Laetitia, con un sì o un no, e non avendo avuto risposta, hanno reso pubblico il loro dissenso.  Con un certo coraggio, dal momento che El Papa è vendicativo, ed usa i poteri che ha dentro al Chiesa gerarchica come un dittatore staliniano: “senza alcun limite legale”.  Come quei dittatori , pensa che siccome il diritto  “mette limiti alla misericordia”, ha abolito il diritto nella Chiesa: chi è perseguitato non ha più una istanza cui appellarsi per avere giustizia, per provare la sua innocenza.
     
     
    Per la Scaraffia,  con questo degradazione dell’aborto  da gravissimo peccato ad infrazione, “la chiesa smette di essere una agenzia   dispensatrice di norme e diventa una madre che accoglie i peccatori reduci da tante sofferenze”.
     
     
    Come se la Chiesa dei duemila anni precedenti non avesse mai accolto i peccatori. La Chiesa dispensatrice di norme ha convertito miliardi di esseri umani al Cristo, ha generato decine di milioni di anime sante. La Chiesa “tutta misericordia” di Bergoglio  toglie diritti, si allea al totalitarismo per perseguitare i medici  che hanno una coscienza.  Confermando la sua riduzione a strumento dello stato totalitario globale in fieri.
     

  4.   

     

    In effetti il Gesuita Bergoglio desta scalpore, per quello che dice e per quello che non dice. L’altro giorno esprimeva il perdono per  chi compie l’aborto ..Non e’ il Papa che deve perdonare: deve solo far rispettare la Legge di Dio, che non prevede aborti.
    Allora puo’ continuare dicendo che gli assassini, devono essere perdonati, gli stupratori, i crimini di guerra… i terroristi perfino. Nel viaggio negli Usa ha trattato Obama come un benefattore : doveva scomunicarlo..!! Il Perdono e’ solo di DIO.
    Per certo si trova nel mezzo di interessi e pressioni enormi; per questo la Chiesa dovrebbe essere povera, senza banchieri, proprieta’ e burocrati inutili .
    Cristo ha detto: Lascia tutto e seguimi… Vada in Siria e difenda i Cristiani e la sua Chiesa..