Francia, Macron: hacker diffondono email private e documenti fake

La denuncia arriva dallo staff del candidato all’Eliseo. L’attacco viene descritto come “un’operazione che in modo manifesto tenta una destabilizzazione della democrazia come si è già visto negli …

La denuncia arriva dallo staff del candidato all’Eliseo. L’attacco viene descritto come “un’operazione che in modo manifesto tenta una destabilizzazione della democrazia come si è già visto negli Stati Uniti durante la campagna elettorale”.

Stando a quanto emerso si tratterebbe di nove gigabyte di dati, pubblicati, da un utente che si fa chiamare EMLEAKS, su una piattaforma usata per condividere documenti in maniera anonima, “Pastebin”.

Lo staff della campagna elettorale di Emmanuel Macron ha denunciato un “massiccio attacco di hacker” dopo una fuga di documenti. Lo scrive la Bbc.

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Nella tarda serata di venerdì sarebbero state postate online una gran quantità di mail collegate alla campagna del candidato all’Eliseo.

Pubblicate mail e documenti falsificati

A finire sotto attacco sarebbero state varie caselle di posta elettronica di alcuni responsabili della campagna elettorale di Macron.

Le mail originali sarebbero poi state pubblicate assieme a materiale falsificato.

Gli autori di questa operazione “chiaramente volevano minare la campagna a poche ore dal secondo turno”, fa sapere lo staff di Macron.

“Tentativo di destabilizzare le elezioni”

L’attacco viende descritto dall’entourage del candidato di En Marche! come “un’operazione che in modo manifesto tenta una destabilizzazione della democrazia come si è già visto negli Stati Uniti durante la campagna elettorale”.

“Non si tratta in effetti di una semplice operazione di pirateria informatica – prosegue il comunicato – ma di un tentativo di destabilizzare le elezioni presidenziali francesi”.

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Francia, i #Macronleaks partiti da un forum di dibattito di estrema destra Usa

Secondo un noto analista i files poi rilanciati da sostenitori di Le Pen

I primi sospetti sono stati subito per la Russia, ma l’attacco hacker sferrato contro la campagna elettorale di Emmanuel Macron potrebbe essere partito dagli Usa. Questa, almeno, è l’opinione di Ben Nimmo, un reputato ricercatore dell’Atlantic Council Digital Forensic Research, basato in Gran Bretagna, specializzato in guerra ibrida e sicurezza interna.

Come riferiscono vari media britannici, le sue prime ricostruzioni sulla pubblicazione di files rubati dalle email dell’entourage del candidato centrista all’Eliseo rivelano che dietro i primi tentativi di diffusione sui social network c’è un gruppo di estrema destra americano molto attivo su internet. Poi i social vicini alla leader del Front National Marine Le Pen hanno rilanciato e promosso la propagazione dei files, già battezzati #Macronleaks.

I dati, che secondo la campagna di Macron sono un mix di informazioni reali e false, sono spuntati ieri sera su 4chan, un forum di dibatitto online molto popolare tra i seguaci dell’estrema destra statunitense. Un utente anonimo a un certo punto ha fornito un link su Pastebin, sostenendo di averlo ricevuto in giornata: “ora ve lo giro, amici miei”, ha scritto.

L’hashtag #MacronLeaks è presto decollato, promosso tra l’altro da Jack Posobiec, un attivista pro-Trump, che ha tuttavia sostenuto di essersi limitato a rilanciare quanto aveva visto su 4chan, dove da giorni circolano informazioni non verificate su un presunto conto offshore di Macron nei Caraibi. Informazioni che Le Pen ha trasformato in “voci” da citare durante il dibattito tv con il suo avversario, mercoledì scorso. Il candidato di En Marche! ha allora sporto denuncia per “falso e propagazione di false notizie con l’obiettivo di influenzare il voto”. Le Pen ha commentato di non sentirsi “affatto” nel mirino della denuncia.

Oggi la Commissione nazionale di controllo della campagna presidenziale ha ammonito i media, invitandoli a “non dare conto dei contenuti” dei documenti pubblicati dagli hacker, ricordando che “la diffusione di false informazioni è passibile di essere perseguita a norma di legge”. (Askanews)

 

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4 commenti

  1.   

    Altro pericolo da non sottovalutare del cosidetto “copione”: guerra immediata alla Russia madre di tutte le fake news!

  2.   

        Speriamo che non sia la prima pagina del copione: “basta news perchè se non emesse da NOI Organismi Supremi sono tutte false e basta anche con queste votazioni” che, come disse king george, ai cittadini di non si devono far votare certe cose, al massimo, aggiungo io, se smaniano di votare che votino alle primarie del Partito Dittatura che là il risultato è certo e soprattutto per votare pagano.

  3.   

    Quando le notizie non piacciono vengono classificate ” false”
    Da ciò posso dedurre che anche questa notizia sarà tacciata per non veritiera
    http://freewestmedia.com/2017/02/15/soros-pouring-money-into-google-macron-to-stop-le-pen/

  4.   

    Toh guarda caso stesso copione della Clinton. Una settimana prima delle elezioni la Clinton la davano vincente con oltre il 70% dei consensi, poi sappiamo come è andata a finire. Macron, il gerontologo, dieci giorni fa lo davano vincente con il 72% dei consensi, adesso è sceso al 68% e se va avanti così farà la fine della Clinton, e come la Clinton quando ha cominciato a vedersela brutta ha denunciato hacker, spie, fake news . Il parallelismo tra le due campagne elettorali fa pensare ad una stessa regia, stessi autori, stessi direttori d’orchestra. Vedremo come andrà a finire….