Facebook lancia “Storie” per battere la concorrenza di Snapchat

Facebook a caccia di Millennials si mette sulle orme di Snapchat. E lancia a livello mondiale le “Storie”, consentendo di fatto ai suoi “amici” di pubblicare foto e …

Facebook a caccia di Millennials si mette sulle orme di Snapchat. E lancia a livello mondiale le “Storie”, consentendo di fatto ai suoi “amici” di pubblicare foto e video che scompaiono in 24 ore, e di rivederle con una serie di effetti speciali, per i quali starebbe lavorando anche con alcuni studio cinematografici. Per Snapchat si tratta di una doccia fredda: i titoli della società arrivano a perdere in Borsa oltre il 3%, con gli analisti che temono la potenza di Facebook e dei suoi quasi due miliardi di utenti.

La società di Mark Zuckerberg è stata riluttante a prendere consapevolezza di Snapchat fino a poco tempo fa. Ma negli ultimi mesi si è assistito a un netto cambio di rotta, con Facebook che ha imboccato la stessa strada di Snapchat di fatto “promuovendo” le sue idee.

«È stata una pioniera: le storie sono diventate un formato per i video e le foto sui social media», ammette Conor Hayes, manager di Facebook. La funzione “Storie” è stata introdotta in alcuni paesi nelle scorse settimane per effettuare dei test. Ora invece è disponibile per tutti gli utenti “mobile” di Facebook che sono più di un miliardo.

Le “Storie” saranno disponibili sulle varie piattaforme Facebook, quali Instagram, Messenger e WhatsApp, ma le foto e i video non potranno essere inviate simultaneamente fra le diverse app. Per Facebook l’introduzione di Storie rappresenta un’occasione importante per rafforzarsi nella raccolta pubblicitaria, approfittando anche delle difficoltà di Google con YouTube. Nelle Storie su Instagram, Facebook già introduce pubblicità e per ampliare il suo pubblico è un’occasione importante.

Uno scatto in avanti di Facebook sulla pubblicità potrebbe arrivare mentre c’è una fuga da Google degli inserzionisti dopo lo scandalo delle pubblicità vicino a messaggi di incitamento all’odio. Le scuse ufficiali di Google e l’impegno a perfezionare l’algoritmo che ne valuta il collocamento sulla piattaforma Youtube non sono bastate a molti colossi, che hanno ritirato temporaneamente i loro spot. (ats ans/JC)

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