Brexit, tonfo delle Borse: sterlina a picco, petrolio a $47 oro su

Si chiude con un altro tonfo la seconda seduta della Borsa nell’era post Brexit, in una giornata nervosa e volatile. L’indice Ftse Mib accusa un -3,94% a 15.103 punti, …

Si chiude con un altro tonfo la seconda seduta della Borsa nell’era post Brexit, in una giornata nervosa e volatile. L’indice Ftse Mib accusa un -3,94% a 15.103 punti, con l’All Share sul -4,07%. Dall’inizio dell’anno la perdita è del 29,5%. Nel mirino ancora una volta i titoli bancari, vero ventre molle dell’intero listino, parafulmine su cui si scarica gran parte dell’offerta.

Piazza Affari naviga a vista, con gli operatori che faticano a individuare una direzione di marcia, un’incertezza che potrebbe continuare per lungo tempo in assenza di una chiara comprensione degli effetti reali del Brexit. Dopo la sforbiciata del 12% di venerdì 24 giugno il listino ha tentato lunedì 27 una reazione, segnando un rialzo dell’1% nella prima mezz’ora di contrattazioni, ma subito dopo è andato in negativo senza più riprendersi. Il clima anzi si è fatto pesante nel pomeriggio, con lo spread che è tornato a salire e parecchie banche e titoli finanziari sospesi per ribasso, sui timori di una contrazione dei margini. Milano ha seguito la sorte degli altri mercati europei, tutti in difficoltà a parte qualche segno di maggior tenuta di Madrid dopo le elezioni.

Gilt sotto l’1% per la prima volta nella storia

Il rendimento del Gilt decennale britannico è sceso sotto l’1% per la prima volta nella storia. Lo rileva Bloomberg precisando che il rendimento del titolo di stato a 10 anni è sceso di 9 punti base, allo 0,993%, il valore più basso dal 1989, ovvero da quando è iniziata la rilevazione.

Asia rimbalza Tokyo +2,39%

Rimbalzano i listini orientali in avvio di settimana e dopo il venerdì nero della Brexit ed il voto spagnolo senza una maggioranza di governo. Gran finale per Tokyo (+2,39%), mentre Shanghai guadagna l’1,45% a differenza di Hong Kong (-0,54%). Tiene Sidney (+0,47%), chiusura stabile per Seul (+0,08%). In arrivo dati dagli Usa (bilancia commerciale, fiducia dei manager ed indice Fed di Dallas).

Tokyo, chiusura in rialzo (+2,39%)

La Borsa di Tokyo ha terminato la prima seduta della settimana col segno più, dopo il crollo di venerdì, mentre non ha conosciuto pausa il declino della sterlina sui mercati asiatici: l’indice Nikkei ha messo a segno un rialzo del 2,39%, guadagnando 357 punti a quota 15.309,21. Lo yen si è apprezzato ulteriormente con il dollaro, assestandosi poco sopra quota 101, mentre la sterlina ha continuato a deprezzarsi sullo yen da venerdì scorso, malgrado le parole del ministro delle Finanze nipponico Taro Aso, questa mattina, su possibili misure di intervento per stabilizzare i mercati valutari.

Yuan a 6,6402 dollari, minimi 5 anni e mezzo

Lo yuan sconta l’effetto Brexit e le incertezze correlate scivolando ai minimi degli ultimi 5 anni e mezzo sul dollaro: il renminbi, la cui parità sul biglietto verde è stata fissata oggi a 6,6375, ha toccato quota 6,6402, il livello intraday più basso da dicembre 2010 e in calo dello 0,2% dalla chiusura di venerdì. Il dollaro si rafforza sulle piazze asiatiche, con la sterlina che resta sempre sotto pressione dopo il tracollo di venerdì, ai minimi degli ultimi 31 anni.

Petrolio a 47 dollari

Anche il Petrolio è ancora in calo sui mercati dopo il forte ribasso di venerdì 24. Nell’incertezza dei mercati a seguito della Brexit il greggio Wti del Texas arretra attorno a quota 47 dollari al barile con un calo di 70 centesimi. Perde terreno anche il Brent a 48,34 dollari al barile.

Il prezzo dell’oro non accenna a scendere

Non arresta la corsa nemmeno il prezzo dell’oro a seguito dell’afflusso degli investitori sui beni rifugio per via della Brexit. Il metallo con consegna immediata avanza dell’1,5% a 1335,5 dollari l’oncia dopo il balzo dell’8% visto venerdì. Partenza poco mossa anche per lo spread fra Btp e Bund tedesco, mentre continua l’incertezza. Il differenziale segna quota 163 punti contro i 160 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all’1,55%.

Asiatici, euro e sterlina in forte affanno

Euro e sterlina ancora sotto pressione sui mercati asiatici per le incertezze legate alla Brexit. La moneta unica europea è scivolata sotto quota 1,10 nei confronti del biglietto verde e viene indicata a 1,0984 dollari rispetto agli 1,1112 dollari di venerdì. Proseguono le vendite anche sulla sterlina che scende a 1,3356 dollari rispetto agli 1,3670 dollari della fine della scorsa settimana.

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