Ucraina, Poroshenko: offshore a Panama per agevolare Rothschild

La società offshore Prime Asset Partners Limited era stata creata non per evadere le tasse ma per porre le attività imprenditoriali dell’azienda alimentare Roshen sotto la gestione della …

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La società offshore Prime Asset Partners Limited era stata creata non per evadere le tasse ma per porre le attività imprenditoriali dell’azienda alimentare Roshen sotto la gestione della banca d’investimenti Rothschild: il presidente e imprenditore ucraino Petro Poroshenko si difende così dalle accuse piovutegli addosso dallo scandalo dei Panama Papers. Poroshenko ha inoltre dichiarato che sta preparando delle riforme che vieteranno il ricorso ai conti in società offshore in Ucraina.

“Di solito – ha dichiarato Poroshenko – si usano i conti offshore per ridurre la base fiscale, questa volta tutto è stato assolutamente diverso. Dopo che sono diventato presidente, ho subito dichiarato che avrei affidato trasparentemente tutte le mie attività imprenditoriali all’investitore più grande, cioè la banca Rothschild: questa banca – ha proseguito – non ha accettato le attività ucraine e quindi abbiamo preparato una struttura speciale a cui abbiamo affidato tutte le nostre attività e loro hanno acconsentito a gestire tutte le mie attività principali, così da separarle della mia attività politica per il periodo del mio mandato presidenziale”. Secondo Poroshenko, la sua “è una procedura assolutamente normale” e “questa è la principale differenza” tra il suo caso e quelli di “tutte le figure politiche menzionate in questa lista di Panama”.

Il mio caso è diverso da quello di altri leader coinvolti”

Poroshenko, sempre difendendosi dalle accuse, ha sostenuto che le sue società nei paradisi fiscali sono state create per “motivi di trasparenza” e per separare “gli introiti generati dall’attività imprenditoriale” dal suo ruolo politico. Durante una conferenza stampa a Tokyo, prima di incontrare il premier giapponese Shinzo Abe, il premier ucraino ha sottolineato che il suo caso “è molto diverso dagli altri, non c’è nessun legame con il bilancio dello Stato né con la mia funzione pubblica”. Roshen, il suo colosso dolciario che ha aperto nel 2014 tre società alle Isole Vergini, Cipro e Olanda, “ha sempre operato dentro la legalità e con scopi chiari e trasparenti”, ha aggiunto, mettendo l’accento sul fatto che il gruppo “non è mai stato coinvolto in nessuna attività di speculazione finanziaria né di altro tipo”.

A suo dire, diversamente dagli altri leader e personaggi di primo piano accusati nei Panama Papers di avere conti offshore all’estero, nel suo caso “non si tratta di conti opachi né associati a altre compagnie, né registrati con prestanomi”. I suoi oppositori in patria ne hanno già chiesto le dimissioni, sottolineando che le sue tre aziende sono state registrate nei paradisi fiscali nell’agosto 2014, momento di massima tensione nel sanguinoso conflitto nell’Ucraina orientale.

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