Bankitalia, Panetta: “Inflazione giù ma l’Europa ristagna”

Impeccabile ma incolore e senza carattere il primo intervento pubblico del governatore della Banca d'Italia al congresso degli operatori finanziari a Genova:

Prima uscita pubblica del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, al 30esimo congresso di Assiom Forex a Genova.  E come ovvio, brevi cenni sull’universo dell’economia, italiana e mondiale.

Sui rischi per l’inflazione i “principali timori sollevati in passato si stanno rivelando infondati, ha detto Panetta. “Si è rivelata immotivata anche la preoccupazione circa un’ipotetica persistenza dell’inflazione di fondo: quest’ultima nei mesi recenti è diminuita facendo seguito al calo dell’inflazione complessiva, in linea con l’evidenza empirica al riguardo”, ha proseguito, rilevando che “anche il timore che l’inflazione potesse smettere di scendere dopo il rapido calo iniziale – il problema ‘dell’ultimo miglio’ – appare oramai ingiustificato: l’inflazione sta diminuendo a una velocità pari o superiore a quella a cui era aumentata”.

Panetta ha aggiunto che “resta il rischio che una dinamica ancora robusta dei salari nominali possa alimentare nuovamente l’inflazione. Questa eventualità non va sottovalutata, ma le preoccupazioni si attenuano se si leggono i dati con attenzione”.

“L’esame delle condizioni macroeconomiche indica che la disinflazione è in una fase avanzata e che il cammino verso l’obiettivo del 2 per cento prosegue con speditezza. Si sta rapidamente avvicinando il momento di un’inversione di rotta nell’orientamento della politica monetaria” ha detto ancora Panetta.

“L’esercizio di previsione che la Bce effettuerà in marzo offrirà utili elementi per valutare le prossime azioni di politica monetaria. Sarà opportuno vagliare non solo la prima mossa, ma anche le diverse opzioni per l’intero sentiero di normalizzazione monetaria. Andranno soppesati benefici e controindicazioni di un taglio dei tassi tempestivo e graduale rispetto a un allentamento tardivo e aggressivo, che potrebbe accrescere la volatilità dei mercati finanziari e dell’attività economica”, ha aggiunto.

Nell’attuale contesto di incertezza ogni congettura sul momento in cui avviare l’allentamento monetario è un esercizio sterile, oltre che irrispettoso della collegialità del Consiglio della Bce. Ciò che invece dobbiamo ora discutere è quali siano le condizioni necessarie per avviare un allentamento monetario evitando rischi per la stabilità dei prezzi e inutili danni all’economia reale”.

Debito pubblico, “dare certezze sulla sua riduzione”

Panetta ha parlato anche di debito pubblico. “La debolezza dell’economia europea si estende al nostro paese. Per intraprendere un sentiero di crescita sostenuta dobbiamo agire lungo due direzioni. Va data certezza agli investitori su una traiettoria discendente del debito pubblico” ha detto il governatore di Bankitalia, indicando che “la riduzione dei premi per il rischio che ne potrebbe derivare renderebbe meno arduo il percorso”.

Panetta ha sottolineato che “vanno stimolati gli investimenti in grado di accrescere l’innovazione e la produttività”. Il governatore di Bankitalia ha aggiunto che “in anni recenti sono emersi segnali positivi: la maggiore accumulazione di capitale, la forza del mercato del lavoro, la capacità competitiva di molte imprese sui mercati internazionali, la solidità dei bilanci bancari. Si tratta di elementi significativi, che possono svolgere un ruolo importante per rilanciare lo sviluppo dell’Italia”.

“L’economia mondiale è frenata dalla restrizione monetaria in atto in più paesi e dall’incertezza sollevata dai conflitti in corso. Stanno emergendo fratture geopolitiche a livello globale che, se non affrontate, potrebbero compromettere le prospettive di sviluppo, l’integrazione tra paesi e l’architettura multilaterale che sorregge le relazioni internazionali dal secondo dopoguerra”, ha spiegato inoltre Panetta, osservando che “in Europa l’economia non ha finora subìto una recessione profonda, ma ristagna da molti trimestri e non emergono segnali di una decisa accelerazione.

L’inflazione sta rapidamente diminuendo e i rischi per la stabilità dei prezzi si sono ridimensionati. Se la politica monetaria tardasse troppo ad accompagnare la disinflazione in atto potrebbero emergere rischi al ribasso per l’inflazione che contrasterebbero con la natura simmetrica dell’obiettivo stabilito dal Consiglio della Bce”.

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