Staino: «Fossi in Renzi, sarei più modesto. C’è un’altissima probabilità che perda il referendum»

«Il Pd è diventato una porcilaia». Ma come, Staino? Il Partito democratico una porcilaia? «Ma sì, sono molto preoccupato. Si è perso il dna del nostro essere di …

«Il Pd è diventato una porcilaia».

Ma come, Staino? Il Partito democratico una porcilaia?
«Ma sì, sono molto preoccupato. Si è perso il dna del nostro essere di sinistra».

Renzi vira troppo a destra?
«No, sto parlando della sinistra dem. Gente come Cuperlo dovrebbe avere lo stile di Berlinguer. Invece sono i peggiori: hanno distrutto il dialogo».

Loro dicono che l’ha distrutto Renzi il dialogo.
«Con Fassina che minaccia: o cambiate questo articolo o me ne vado? Avessero fatto così negli anni Cinquanta, con Togliatti, sarebbero già in Siberia».

La minoranza fa la minoranza.
«Se sei minoranza devi essere responsabile. E invece Cofferati ha buttato la Liguria in braccio ai leghisti e ora si prende le maledizioni».

Anche lei è spesso sotto accusa.
«Cos’è questa rabbia, questa cattiveria? Ci son compagni che mi trattano da fascista, ma che roba è?».

È considerato «renziano».
«Si è arrivati a usare l’aggettivo renziano come sinonimo di merdoso, traditore, figlio di puttana. Ma perché? Io non sono renziano, come non sono stato prodiano, pur avendo appoggiato Prodi. Ma c’è qualcosa di meglio a sinistra di Renzi? Preferite Salvini o Grillo? Io scelgo Renzi, dov’è l’assassinio, dov’è il tradimento?».

L’alleanza con Verdini?
«Renzi si sarà pure venduto a Verdini, ma il primo a chiamare i Cecchi Gori, i Mastella, i Di Pietro, personaggi ambigui e tremendi, è stato D’Alema».

Che ora non ha ruoli.
«Ma è lì come un avvoltoio, non vede l’ora di tornare. Non lo voglio, serve gente nuova, cervelli nuovi, anime nuove».

Il nome Verdini a lei non provoca nessun fremito?
«Abbiamo storie diverse, ma non mi scandalizzo se cerchiamo i suoi voti. Abbiamo avuto Dini al governo. Dini!».

Per il ministro Boschi chi vota no al referendum vota come CasaPound.
«Avrebbe potuto dire: “Per voi, chi vota sì è come Verdini; io potrei dire lo stesso di chi vota no, che è come CasaPound. Ma non lo dico”».

L’Anpi, comunque, non l’ha presa bene.
«L’Anpi sta utilizzando il nome sacrosanto dei partigiani per fare una politica bertinottiana, rifondarola».

E Renzi?
«Fossi in lui, sarei più modesto. C’è un’altissima percentuale di probabilità che perda il referendum. Sta rischiando grosso».

Lei voterà a favore?
«Certo, rischiamo di finire nella spazzatura della destra europea. Vogliamo darci altre martellate sulle cosce? È una pazzia».

Giachetti le piace?
«È serio, modesto e radicale. Con il Vaticano qui, aiuta».

E Sala?
«Avrei preferito un altro. Ma quando si è imbecilli come a sinistra, che si moltiplicano i candidati, poi si perde. E allora ciucciatevi Sala».

Il Pd ha subito una mutazione genetica?
«Fassino e D’Alema hanno fatto il Pd perché pensavano di mangiarsi la Margherita. E invece sono stati mangiati».

Anche Veltroni?
«Tanto di cappello. Almeno ha lasciato davvero. E ha scritto bei libri e bei film. Non vedo l’ora che se ne vadano Bersani e soprattutto D’Alema».

L’accuseranno di essere sdraiato.
«Le mie vignette non sono sdraiate. E neanche l’Unità. Fossi direttore, un provocatore come Rondolino non lo prenderei. Ma perché Cuperlo ha rifiutato la direzione de l’Unità? Te la sei fatta addosso, Gianni? Troppo comodo».

Alessandro Trocino

Questa intervista e’ stata originariamente pubblicata da Corriere della Sera

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