Salvini, uomo per tutte le stagioni. Vola in Israele per una Lega filo-ebrea e anti-islam

Volo El Al LY386. Matteo Salvini è in viaggio verso Israele, la prima volta in veste ufficiale. Grande eccitazione nella squadra che si porta dietro, i due vicesegretari …

Volo El Al LY386. Matteo Salvini è in viaggio verso Israele, la prima volta in veste ufficiale. Grande eccitazione nella squadra che si porta dietro, i due vicesegretari federali Giorgetti e Fontana, il capogruppo della Lega in commissione Esteri Gianluca Pini (nella foto). Una missione saltata nel dicembre scorso e riproposta oggi.

Perché Salvini ci tiene molto ad Israele, al suo «modello di convivenza nel rispetto dell’ordine e della legalità» e perché Israele dimostra di voler conoscere questo quarantenne che parla il linguaggio dei falchi al governo. L’agenda degli incontri l’ha preparata in un mese Pini che ha scelto incontri con membri della Knesset dal curriculum solido in materia di intelligence, sicurezza, strategia anti-terrorismo. Salvini ha le loro biografie ma in aereo legge Diabolik. Non indossa la felpa, ma una giacca nuova cui è rimasta l’imbastitura sul fondo (lo nota un passeggero) e ironizza sul suo inglese scarso: «Lo parlo come Renzi…». Il primo appuntamento a Gerusalemme dura un’ora ed è musica per le orecchie leghiste.

Tzachi Hanegbi, da giovane un parà, è il presidente della commissione Esteri e Difesa del Parlamento israeliano ma è stato ministro della Giustizia, dell’Interno, supervisor delle politiche di intelligence a stretto contatto con Mossad e Shin Bet. Salvini e i suoi si sentono a casa quando dice che «Putin è un uomo geniale, che in Libia bisogna andare a sporcarsi le mani subito anche via terra, che l’Europa sta perdendo tempo con la sua politica antiterrore». Esulta Salvini. Dal canto suo, Hanegbi ricambia: «Ringrazio la Lega Nord di essere qui».

Sintonia umana e politica. L’attuale governo guidato da Netanyahu è in assoluto il più a destra degli ultimi 40 anni e sopravvive con un solo voto di maggioranza, appeso al contributo di partiti ultraortodossi. A Salvini si guarda con interesse, il centrodestra è scoperto e «loro – dice il leader della Lega – vogliono ampliare l’orizzonte».

Naturalmente non bisogna frequentare cattive compagnie e così, in Italia, è meglio tenersi alla larga dai camerati di Casa Pound: «E’ da febbraio dell’anno scorso che non abbiamo più contatti con loro», assicura Salvini, amico di Israele. Al secondo incontro, con Ayoub Kara, deputato druso, la musica di violino sale di tono. Kara è un altro che, visti gli interlocutori, non si perde in convenevoli: «L’Europa ha commesso un grave errore, che pagherà nei prossimi anni, ad accettare i rifugiati. Se l’Unione Europea sostenesse Israele farebbe del bene a se stessa».

Seduti a cerchio nell’ufficio di Kara, i leghisti atterrati a Gerusalemme, sorridono soddisfatti. Pini, il più anglofono, commenta: «Noi siamo assolutamente d’accordo su tutta la linea». Questione di pelle. Kara è un sostenitore di Moshe Feiglin, detto «il profeta della furia», uno che dice cose del tipo: «Non puoi insegnare a una scimmia a parlare e a un arabo ad essere democratico».

Ma questo forse Salvini non lo sa. Il suo nuovo ruolo di aspirante leader del centrodestra accreditato all’estero lo entusiasma. Prossima tappa, annuncia, gli Stati Uniti e forse un Giappone di mezzo. Ci sono passati tutti, i candidati statisti, nel circuito dei viaggi ai raggi x, dove ti fanno gli esami del sangue per capire che tipo sei e se possono contare su di te. Il druso Kara affida a Salvini un messaggio: «L’Italia deve spingere l’Arabia Saudita ad avvicinarsi ad Israele…».

 Funzione anti Iran, roba di alta politica. E Salvini, ormai entrato nel ruolo, non si permette una sbavatura. Ha una felpa contro la Fornero in valigia, non sa se la metterà. La sera, cena offerta dall’ambasciatore in un ristorante. Oggi incontro con il custode di Terra Santa, Padre Pizzaballa e con il Nunzio Apostolico, monsignor Lazzarotto, alto esponente della Santa Sede, un’altra prima volta per Salvini.

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“I nuovi nazisti sono quelli che ammazzano in nome di Allah”. Lo ha detto Matteo Salvini al termine della visita al Museo della Shoah a Gerusalemme aggiungendo che “nessuno deve voltarsi mai più dall’altra parte”, come avvenne allora, anche “di fronte ai nuovi folli che spargono sangue innocente”. La Shoah deve “far parte della nostra identità di uomini” ha poi spiegato sottolineando che la tragedia avvenne “quando la maggioranza silenziosa rimase silenziosa”. Per questo ha auspicato che quella maggioranza non resti oggi senza voce di fronte “al nuovo pericolo che si chiama estremismo islamico”. Il leader della Lega ha osservato che “non c’e’ un ritorno dell’antisemitismo, sepolto dalla storia”. “Ci sono – ha continuato – episodi limitati che vanno condannati con estrema durezza e stroncati sul nascere. I nuovi pericoli sono altrove”. “Se Hitler allora fosse stato fermato, non ci sarebbero stati 6 milioni di morti. Se oggi qualcuno pensa che con i nuovi nazisti si possa dialogare, mi ricorda – ha concluso – l’Europa degli anni ’30”.

La situazione dei cristiani in Medio Oriente e in particolare in Terra Santa è stato il tema principale dell’incontro tra Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa in procinto di lasciare fra undici giorni la sede, e il leader della Lega Matteo Salvini. “Un argomento – ha sottolineato Salvini – di cui si parla sempre troppo poco. I pellegrinaggi dall’Italia ad esempio – ha aggiunto – negli ultimi due anni, come mi ha riferito il Custode, sono più che dimezzati a causa della crisi economica ma anche della paura per la situazione dei Luoghi. L’Italia è ora al terzo posto, dopo Usa e Polonia”. Salvini ha quindi definito “bello” l’incontro avuto con Pizzaballa, augurandosi di poterlo rivedere presto a Milano.

“Mi piacerebbe – ha detto ancora Salvini riferendo dell’incontro avuto con il ministro della sicurezza Gilad Erdan –  riproporre anche in Italia l’idea del servizio militare obbligatorio come avviene in Israele: un’idea utile – ha spiegato – sia per la sicurezza sia come rieducazione civica”.

 

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