Governo, chi parla di ‘tesoretto’ è in malafede. Non ci sono soldi

La risoluzione di maggioranza sul Def ha ricevuto il sì dell’Aula della Camera ed è stata approvata con 328 sì e 159 no. Via libera anche alla spending review …

La risoluzione di maggioranza sul Def ha ricevuto il sì dell’Aula della Camera ed è stata approvata con 328 sì e 159 no. Via libera anche alla spending review per neutralizzare le clausole di salvaguardia ma assicurando che sia ‘selettiva’, senza intaccare ‘protezioni sociali e servizi’.

Il documento impegna anche il governo a valutare se introdurre ‘elementi di flessibilità’ sull’accesso all’età pensionabile, e se proseguire negli sgravi contributivi per i neoassunti anche dopo il 2015. Per coprire l’uso del ‘tesoretto’ saranno ‘congelate’ risorse già stanziate in bilancio, “in attesa di registrare” in autunno, con l’assestamento, tale margine (da 1,6 miliardi). E’ quanto si impegna a fare il governo nella risoluzione sul Def, che prevede “prudenzialmente l’accantonamento” di queste risorse.

Nella bozza della risoluzione di maggioranza, che Camera e Senato votano in giornata, non si specifica in quale direzione vada impiegato il ‘tesoretto’, ma impegna il governo “a conseguire i saldi di finanza pubblica nei termini indicati nel quadro programmatico” del Def, “in particolare a realizzare un rapporto tra deficit e prodotto interno lordo pari al 2,6 per cento nel 2015” e “utilizzando nel 2015 lo spazio di manovra rispetto all’andamento tendenziale dei conti pubblici per rafforzare l’implementazione delle riforme strutturali già avviate, nel limite dell’obiettivo programmatico indicato, e disponendo, prudenzialmente e in attesa di registrare tale margine con la presentazione del disegno di legge di assestamento, l’accantonamento di corrispondenti risorse nel bilancio dello Stato”.

Restano le polemiche sul tesoretto. Per Brunetta l’accantonamento ‘è l’ennesimo imbroglio di Renzi’, per Vendola il ‘tesoretto’ non c’è’. Il viceministro Morando ammonisce: ‘Non possiamo cullarci sulla ripresina. Fare le riforme o non avremo una ripresa stabile e duratura’.

All’inizio della discussione in Aula a Montecitorio il relatore Paolo Tancredi ha avuto un malore. Il parlamentare di Ap stava tenendo la relazione sul Def, del quale è relatore, quando ha detto di non sentirsi bene. La seduta è stata sospesa e Tancredi è stato portato in infermeria. Poco dopo la seduta è ripresa. Tancredi si è ripreso e sta bene.

Tra i nodi aperti del provvedimento quello dei dirigenti delle Entrateche una recente sentenza della Corte Costituzionale ha ‘retrocesso’ mettendo a rischio gli atti da loro firmati e che entra a forza nella discussione sul Def. La commissione Finanze di Montecitorio infatti ha espresso un parere positivo al documento ma a patto che il Governo si impegni a risolvere in fretta il problema, proprio mentre l’Agenzia ancora una volta ribadisce che tutti gli atti siglati in passato restano validi. Le Entrate intervengono dopo notizie di stampa che davano per vinto un ricorso di un contribuente e definiscono “errate” e prive di alcun collegamento con la sentenza della Consulta le ricostruzioni secondo cui la Commissione tributaria provinciale di Milano avrebbe annullato un atto di accertamento in quanto sottoscritto da un funzionario incaricato di funzioni dirigenziali decaduto per effetto della sentenza. La nullità, spiega l’Agenzia, sta invece nella mancata prova, “in questo singolo giudizio”, dell’appartenenza del funzionario alla carriera direttiva. E che gli atti siano validi lo conferma anche il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, tra i più critici, nella veste di segretario di Scelta Civica, sull’intera vicenda. I deputati intanto chiedono che si arrivi a una soluzione “in tempi brevi”, amministrativa e “se necessario, normativa, che consentano di assicurare la piena efficacia nell’azione delle Agenzie, nonché il raggiungimento degli obiettivi di gettito indicati dal Def.

Nella risoluzione ci potrebbe essere invece un invito a rendere più incisiva la spending review, insieme a quello di garantire che la local tax non porti aumenti della tassazione. Mentre si riflette se inserire anche alcuni dei ‘desiderata’ espressi dalle commissioni e con forte consenso tra i parlamentari, come un proseguimento della politica di sgravi fiscali per i neoassunti (la commissione Lavoro della Camera chiede ad esempio di renderli strutturali) o misure di flessibilità in uscita per le pensioni, o particolare attenzione alle fasce più deboli, a partire dagli incapienti. Oltre al ddl di riforma della scuola si starebbe inoltre valutando di collegare al Def, per dare tempi certi per l’approvazione, anche al ddl Concorrenza.

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