Elezioni Usa, mercati sopravvalutano rischi a breve. Ma a lungo cambia tutto

Per Fugnoli, strategist di Kairos, ci si concentra sulla volatilità ma si sottovaluta portata dei cambiamenti di lungo termine. Se vince candidato Democratico capovolgimenti sarebbero grossi e "difficili da metabolizzare".

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(WSC) MILANO – Le elezioni Usa rappresentano certamente un fattore di incertezza per gli investitoti. Ma a detta di Alessandro Fugnoli, strategist illustre di Kairos, “i mercati sopravvalutano i rischi associati alla fase immediatamente successiva al voto”.

Ci sono rischi di brogli e di contestazioni del voto, di ricorsi e di problemi di ordine pubblico, insomma di caos. “Ma tutti questi problemi sono già incorporati nei prezzi” in vista delle elezioni presidenziali. E soprattutto – osserva Fugnoli nel suo ultimo intervento video – nelle scorse settimane il mercato ha comprato e sta comprando assicurazione contro la volatilità sotto forma di opzioni.

Come spesso accade quando un evento è previsto e ci si è assicurati dal rischio, sottolinea l’analista, la volatilità dovrebbe essere inferiore una volta che si è giocata la sfida tra Donald Trump e Joe Biden. Al contrario i mercati tendono in questa fase a sottovalutare la portata dei cambiamenti di lungo termine che una vittoria di Biden alle elezioni Usa comporterebbe.

Con Biden i cambiamenti saranno grossi e difficili da metabolizzare

Se vincesse Trump si manterrà lo status quo. Grazie alla possibilità di veto, Trump avrebbe la possibilità di smorzare le istanze più radicali del Congresso. Se invece vincesse il candidato Democratico, Biden avrebbe la forza di cambiare in profondità lo scenario americano e globale.

Nel 2018 ricordiamo che Trump tagliò le tasse di mille migliaia di dollari. Biden le vuole aumentare di 4 mila miliardi. In compenso Biden ha in programma di spendere ancora di piủ di quello che vuole spendere con le tasse federali. Gli 8 mila miliardi andrebbero agli Stati, molti dei quali sono sull’orlo della bancarotta, sulla sanità e all’ambiente.

Per chi investe secondo Fugnoli l’impatto sarebbe grande e molteplice, con quattro conseguenze principali. Innanzitutto il dollaro si indebolirebbe – “a meno che l’Europa non intenda spendere ancora di più e ancora di più di quanto fatto con il Recovery Fund”.

Elezioni Usa, capovolgimenti grossi e “difficili da metabolizzare”

Si verificherebbe inoltre un aumento dei ricavi aziendali dovuti alla spesa pubblica maggiore. Al contempo, precisa lo strategist di Kairos, si ridurrebbero i profitti per effetto dell’aumento della pressione fiscale, della re-regulation e della pressione sul costo del lavoro che si eserciterebbe con un incremento della sindacalizzazione.

In terzo luogo avremmo un aumento della pressione fiscale sul mercato finanziario stesso, per esempio con un aumento delle imposte sui capital gain. Infine si assisterebbe a un grande spostamento tra i settori di mercato verso i settori che goderanno dei sussidi e dei finanziamenti statali (ambiente e sanità, ad esempio).

“Sono cambiamenti molto impegnativi da metabolizzare per i mercati”, ma quello che deve fare ben sperare i rialzisti e che “induce a rimanere positivi” sono le politiche fiscali e monetarie ultra espansive. “Diventeranno ancora più accomodanti in caso di vittoria di Biden” e rimarranno invariate se viene invece confermato il candidato Repubblicano, stima Fugnoli.

I tassi zero e le iniezioni di liquidità senza freni, insomma, continueranno a sostenere l’azionario nei prossimi mesi.

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