Disoccupazione Usa astronomica: le cifre non rivelate

Le richieste di sussidi sono specchio fedele dei licenziamenti? No, non danno quadro accurato della drammatica situazione: un quinto è disoccupato. Per fine maggio 49 milioni di senza lavoro.

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(WSC) MILANO – Già così le cifre ufficiali sulla disoccupazione sono clamorose: quasi 39 milioni di americani hanno perso il posto di lavoro in appena nove settimane di tempo. Il dato equivale alla popolazione di 21 stati Usa. E il numero di statunitensi disoccupati che hanno bisogno di un sussidio statale continua a crescere; la scorsa settimana è aumentato di altri 2 milioni e 400. Ma le cifre dipingono un quadro molto probabilmente meno cupo della reale situazione.

La domanda di sussidio disoccupazione sta crescendo indistintamente in tutti gli Stati Uniti a causa dei licenziamenti e delle chiusure legate al coronavirus. I dati sui sussidi però non tengono conto di chi ha rinunciato a cercare un posto di lavoro durante la crisi. E nemmeno di chi è scontento della propria situazione lavorativa, come chi per esempio è costretto a lavorare part-time per via della crisi della domanda attuale.

Tutto ciò nonostante l’allentamento delle misure di contenimento in molte parti del paese e gli aiuti senza precedenti alle aziende e famiglie delle autorità. Sono diversi, infatti, gli stati Usa che hanno concesso alle società di piccola e grande entità di riaprirsi al commercio, nella speranza che la pandemia del coronavirus sia ormai sotto controllo.

Gli analisti, tra cui gli economisti di Jefferies, speravano che le misure di sostegno alle piccole imprese e ai cittadini avrebbero favorito una diminuzione dei licenziati e un ritorno al lavoro di una parte dei disoccupati. Fino a giugno tuttavia la situazione non migliorerà, anzi, potrebbe peggiorare. Le cifre sulla disoccupazione relative a maggio dovrebbero mostrare che altri milioni di posti sono andati perduti. Senza contare la possibile revisione al ribasso dei dati di aprile.

Per gli economisti un quinto dei cittadini è disoccupato.

Stando agli ultimi dati del dipartimento del Lavoro Usa, quasi 39 milioni di americani hanno perso il lavoro in nove settimane. Il tasso ha subito un rallentamento rispetto al picco di 6,6 milioni all’inizio di aprile, ma rimane a livelli che non si vedono dalla Grande Depressione degli anni Trenta.

Le richieste settimanali di disoccupazione sono viste come uno specchio fedele dei licenziamenti, ma non danno necessariamente il quadro più accurato della reale situazione (drammatica) della disoccupazione. Una richiesta è una richiesta di indennità di disoccupazione, e non tutte le persone che vengono licenziate chiedono immediatamente l’indennità.

Al momento il tasso di disoccupazione ufficiale Usa è del 14,7%, il peggiore da quando sono iniziate le serie storiche. Un decennio di guadagni di posti di lavoro sono stati cancellati dalla pandemia in meno di due mesi. In più la maggior parte degli economisti ritiene che la cifra reale sia ben più alta. Le attese sono per una disoccupazione in rialzo ben oltre il 20% nei prossimi mesi.

Il modello elaborato dagli economisti di Jefferies prevede che altri 10 milioni e 300 mila posti verranno persi a maggio. Se ne saprà di più il 5 giugno quando viene pubblicato il report occupazionale governativo sul mese in corso. In aprile, con la perdita di altri 20 milioni e 300 mila posti, il tasso di disoccupazione è salito di oltre 10 punti percentuali, dal 4,4% al 14,7%.

In molti scopriranno che licenziamenti non erano temporanei

Tutti gli stati Usa hanno iniziato ad abolire in qualche misura le restrizioni del lockdown. Ma gli ultimi sondaggi mostrano che la maggior parte dei cittadini americani è preoccupata e non vuole ancora tornare al lavoro. Pertanto molte società americane rimangono chiuse o continuano a promuovere, ove possibile, il lavoro da casa.

“I livelli ostinatamente elevati sia dei nuovi sussidi che di quelli continuativi – sottolineano gli economisti – indicano che c’è da attendersi un altro calo record del numero di occupati nel mese di maggio“.

Un’altra economista, Diane Swonk, chief economist presso Grant Thornton, concorda e consiglia di guardare al dato delle richieste continuative di sussidio. Swonk è pessimista e ritiene che “in maggio ci sarà un altro bagno di sangue“. A cui si aggiungerà “una serie di revisioni al ribasso dei dati di aprile”.

A maggio il tasso di disoccupazione sarà ancora più elevato, “perché la gente si rimetterà a cercare lavoro. E in molti scopriranno che il licenziamento non è stato temporaneo come speravano”.

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