America in fiamme. Proteste dilagano. Il Pentagono allerta l’esercito

I commenti incendiari di Trump aizzano la violenza. Disordini, incendi, 2 morti e centinaia di arresti e feriti a Houston, Denver, Las Vegas, Dallas, Chicago, New York e decine di città americane.

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(WSC) NEW YORK – Un agente di polizia è stato ucciso e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco durante le proteste di ieri sera a Oakland, in California. Lo riferisce la Cnn citando fonti di polizia.

Almeno 7.500 manifestanti sono scesi in strada per manifestare dopo la morte di George Floyd a Minneapolis.

Ci sono notizie di saccheggi, negozi dati alle fiamme e attacchi anche ad altri poliziotti, secondo quanto riferito dalla polizia stessa.

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Il coprifuoco imposto a partire dalla 8 di sera non è servito a niente. Nonostante l’arresto di Derek Chauvin, il poliziotto di 44 anni responsabile della morte di George Floyd (l’afroamericano soffocato con un ginocchio, ma non degli altri suoi tre colleghi) roghi e violenze hanno sconvolto Minneapolis per la quarta notte consecutiva.

Una pompa di benzina e un ufficio postale sono stati dati alle fiamme, migliaia di persone hanno continuato a inondare le strade del centro incendiando ad auto e cassonetti, senza che intervenisse né la polizia né la guardia nazionale, per ora arroccata in difesa di banche e farmacie.

La situazione è fuori controllo. E il presidente Donald Trump mobilita pure l’esercito. Sì, dal Pentagono è arrivato l’ordine di allerta ad almeno 1700 uomini della polizia militare. Già stasera potrebbero marciare sulla città da quattro differenti basi: Fort Bragg in Carolina del Nord, Fort Drumm nello stato di New York, Fort Carson in Colorado e Fort Riley in Kansas. Alle truppe è stato detto di essere pronti entro 24 ore. Una decisione estremamente rara.

La notte è stata d’altronde lunghissima in tutta l’America. La furia delle proteste si è estesa all’intera nazione:  e ci sono stati scontri in almeno dieci città, e la lista non fa che aumentare. Ad Atlanta il governatore ha dichiarato lo stato d’emergenza e chiamato 500 uomini della guardia nazionale. A New York la polizia ha picchiato e arrestato decine di dimostranti nei pressi del Barclays Center, nel cuore di Brooklyn, con gli autisti degli autobus, proprio come i colleghi di Minneapolis la sera prima si sono però rifiutati di trasportare i tanti giovani arrestati dalla polizia.

Ad ardere è l’America intera. Da Houston, Texas a Denver, Colorado. E poi Las Vegas, Dallas, Chicago. A Los Angeles sono state arrestate almeno 200 persone. E ci sono stati disordini e fermi pure a Washington: dove la folla ha intonato lo slogan che rimbomba in tutto il paese, “no justice, no peace” senza giustizia nessuna pace, proprio davanti alla Casa Bianca, portando la protesta fin nel salotto di Trump.

Morte George Floyd, proteste negli Usa. Ad Atlanta poliziotti colpiti da bomba carta lanciata da manifestanti

Dopo Minneapolis, gli  scontri più duri sono quelli di Portland, Oregon dove la folla ha prima provato a dare alle fiamme un commissariato proprio come fatto dai dimostranti a Minneapolis la sera prima: poi ha assalto uno Starbucks, la Apple, un Microsoft store. La polizia è intervenuta con i lacrimogeni e lanciato granate stordenti, quelle che fanno molto fumo e rumore. A Detroit, Michigan, è morto un ragazzo di 19 anni, ucciso da un colpo sparato sulla folla da un’auto in corsa. A Louisville, Kentucky, un reporter e il suo cameramen sono stati presi di mira, in diretta, dalla polizia che sparava con gas urticante. In questa città la protesta non riguarda solo la morte di Floyd: qui si ricorda pure Breonna Taylor, uccisa nel suo appartamento lo scorso 13 marzo dopo che la polizia vi era penetrata per errore.

Morte George Floyd, troupe Cnn arrestata in diretta durante le proteste a Minneapolis

L’America che fino a ieri litigava su lockdown e mascherine si risveglia fra le macerie di un paese più diviso che mai. L’odio non è più solo razziale, in piazza ci sono ragazzi di ogni colore. Il coprifuoco di Minneapolis ora potrebbe essere esteso a tutto il paese. Ma non servirà a niente. Se nella giornata di oggi non si farà qualcosa di concreto.

Le proteste hanno costretto la Casa Bianca al lockdown. I servizi segreti, per sicurezza, hanno deciso di chiudere la residenza presidenziale Usa anche alla stampa dotata di ‘hard pass’.

La telefonata di Trump alla famiglia

Poco prima Donald Trump aveva annunciato di aver parlato con la famiglia di George Floyd. “Comprendo il dolore, la famiglia di George ha diritto alla giustizia; è una cosa terribile, terribile”, ha detto. “Gli abitanti del Minnesota hanno diritto alla sicurezza”, ha quindi aggiunto, riferendosi alle tre notti consecutive di sommossa popolare. Anche Joe Biden, suo rivale nella corsa alla Casa Bianca, ha reso noto di aver parlato con la famiglia della vittima.

L’autopsia: “Non è morto per asfissia”

Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento”: sono i risultati dell’autopsia su George Floyd: un agente bianco gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per 9 minuti. “Gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”, dice il referto medico.

La famiglia di Floyd ha annunciato di volere una autopsia indipendente dopo che quella del medico legale della contea di Heppepin. Il rapporto afferma che Chauvin ha tenuto il ginocchio sul collo di Floyd per otto minuti e 46 secondi, compresi i tre minuti nei quali Floyd non è diventato più reattivo. Quasi due minuti prima di togliere il ginocchio, gli altri ufficiali hanno controllato il polso destro del signor Floyd senza riuscire a trovare il battito. Floyd è stato poi portato al centro medico della contea di Hennepin in un’ambulanza ed è stato dichiarato morto circa un’ora dopo.

Il manuale della polizia del Minnesota afferma che gli ufficiali sono addestrati su come comprimere il collo di un detenuto senza applicare una pressione diretta sulle vie aeree. Questa è considerata un’opzione di forza non mortale.Un morto a Detroit

Un morto e una quarantina di arresti, è il primo bilancio di una notte di scontri a Detroit. Il capo della polizia, James Craig, ha confermato al Detroit News l’uccisione di un ragazzo di 19 anni ucciso vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square.

La sparatoria è avvenuta quando qualcuno in una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne, secondo la polizia. L’assassino è fuggito dalla scena del crimine; la vittima è stata trasportata all’ospedale, dove è stata dichiarata morta. La polizia ha detto che le circostanze della sparatoria sono sotto inchiesta. Secondo quanto riporta l’Associated Press il diciannovenne è morto per degli spari provenienti da un Suv. Il ragazzo è morto in ospedale.

Proteste in tutto il Paese

Il Governatore dello Stato Tim Walz ha chiesto su Twitter ai suoi concittadini: “Per favore, andate a casa… La situazione è diventata pericolosa”. Ma in tutto il Paese le proteste continuano. Acnhe il sindaco di Atlanta ha lanciato un appello: “Questa non è una protesta. Questo non è nello spirito di Martin Luther King Jr. State disonorando la nostra città. State disonorando la vita di George Floyd”.

Nel distretto di Brooklyn a New York, i manifestanti si sono scontrati con la polizia, lanciando proiettili, dando fuoco e distruggendo veicoli della polizia. Numerosi ufficiali sono rimasti feriti e sono stati fatti molti arresti. Il sindaco Bill de Blasio ha twittato: “Non vogliamo più vedere un’altra notte come questa”. Dallas, gli ufficiali hanno lanciato bombole di gas e lacrimogeni dopo essere attaccati con pietre. I manifestanti hanno bloccato le strade a Los Angeles e anche a Oakland, dove le finestre sono state distrutte.

La situazione dal punto di vista legale

Chauvin è stato accusato di omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado per il suo ruolo nella morte di Floyd. La famiglia del signor Floyd e il loro avvocato, Benjamin Crump, hanno affermato che questa cosa è positiva anche se è arrivata “in ritardo”. La famiglia ha affermato di volere un’accusa di omicidio di primo grado più grave, nonché l’arresto degli altri tre ufficiali coinvolti.

Il procuratore della contea di Hennepin, Mike Freeman, ha dichiarato di “anticipare le accuse” per gli altri ufficiali, ma non offrirà maggiori dettagli. Freeman ha detto che il suo ufficio “ha trattato questo caso con la stessa rapidità con cui ci sono state presentate le prove”. Secondo la denuncia penale, Chauvin ha agito con “una mente depravata, senza riguardo per la vita umana”.

Louisville, polizia spara proiettili urticanti contro reporter in diretta

Un altro reporter attaccato dalla polizia americana mentre copre le rivolte che da Minneapolis si stanno allargando in tutta l’America per l’assassinio di George Floyd. E’ successo a Louisville, in Kentucky, dove una reporter di una televisione locale ed il suo cameraman sono stati presi di mira da un poliziotto che stava sparando proiettili con all’interno gas urticante al peperoncino.

Durante il collegamento con Wave 3 News, affiliata della Cbs, Kaitlin Rust ha gridato : “mi stanno sparando!”, mostrando le immagini di un poliziotto che puntava la pistola con i proiettili urticanti contro il cameraman. “Sono solo proiettili al peperoncino”, ha poi aggiunto ribadendo che “stavano sparando direttamente contro di noi”.

Nelle proteste di due notti fa a Louisville spari sono stati esplosi contro sette persone, due delle quali sono ricoverate in ospedale. Nella città la protesta si concentra non solo sul caso Floyd ma anche su quello di Breonna Taylor, uccisa nel suo appartamento lo scorso 13 marzo durante una perquisizione nel da parte di agenti in borghese che avevano un mandato per un uomo che non abitava più in quell’edificio. L’Fbi ha aperto un’inchiesta sul caso.

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