Bond, Eurizon: basta catenaccio, è giunta l’ora di passare all’attacco

Default societari in aumento, ma secondo il gestore Paolo Bernardelli in vista della ripresa bisogna approfittare dei rendimenti appetibili di alcune obbligazioni societarie dell'area euro, specie quelle "green". Sui Btp la posizione è contrarian.

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(WSC) MILANO – La pandemia del nuovo coronavirus e la successiva crisi economica hanno gettato il mondo finanziario in tumulto, creando una situazione complicata per investitori e gestori di fondi. Creando grandi pericoli ma anche ghiotte opportunità nel mercato dei bond, specie se societari. “I tassi di default sono in aumento“, osserva in un’intervista Paolo Bernardelli, responsabile Fixed Income & FX di Eurizon. Ma i bazooka monetari e fiscali impediranno alla situazione di degenerare.

“Quello che è successo nella prima metà dell’anno sarà ricordato per sempre. Le conseguenze devastanti della pandemia di coronavirus, legate principalmente alle misure di lockdown adottate da molti Paesi, o la mancanza o il ritardo nell’attuazione di tali misure, sono ora visibili nei dati economici globali”.

La crisi è la più profonda della storia recente. “A livello mondiale, il contesto economico è peggiorato in modo drastico. Il numero di disoccupati e delle richieste di sussidio hanno raggiunto nuovi massimi nei Paesi industrializzati ed emergenti. Inoltre nel primo trimestre i dati sulla crescita del PIL sono stati pessimi in tutto il mondo e probabilmente lo saranno anche nel secondo trimestre”.

Principali beneficiari sui mercati: obbligazioni societarie e “green”

Allo stesso tempo, il money manager bocconiano, ex trader e analista di Sanpaolo Finance, attesta che la Bce e le altre banche centrali stanno facendo un buon lavoro per alimentare il battito del cuore dell’economia, ossia le famiglie e le imprese. Una volta che le loro misure avranno effetto e che prenderà piede una ripresa economica, Bernardelli ritiene che molte obbligazioni societarie trarranno maggiore beneficio di altri asset.

In questo momento di massima volatilità sui mercati, il suo portafoglio di corporate bond è costituito principalmente da obbligazioni “green”. Inoltre il money manager dice di preferire le obbligazioni indicizzate all‘inflazione, “perché è probabile che i tassi di inflazione aumentino“.

Infine, il gestore accoglie con favore il pacchetto di stimolo economico “Next Generation EU” varato dall’UE. ÈE un passo importante verso una nuova Europa” solidare e più unita, nonché verso la mutualizzazione del debito.

Banche centrali scongiureranno grave ciclo di default

L’estrema volatilità del prezzo del petrolio, dovuta ad un aumento dell’offerta seguito da un drastico taglio da parte dell’OPEC, ha causato ulteriori problemi. Le azioni delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve, sono state senza precedenti, con particolare attenzione alla liquidità del mercato e al sostegno alle imprese e alle famiglie per evitare un grave ciclo di default.

L’Epsilon Fund – Euro Bond, lanciato nel gennaio 2007 e da allora gestito da Bernardelli con il supporto dei suoi colleghi del team Eurizon Fixed Income, punta a fare meglio del JP Morgan EMU GBI, con un rischio limitato a una volatilità con tracking error del 2,5%.

Il fondo ha iniziato il 2020 con un rischi bassi rispetto al benchmark di riferimento, sia in termini di durata che di posizionamento in vari paesi dell’Eurozona. Il portafoglio presentava una forte esposizione ai titoli del Tesoro statunitense ed era invece sottopesato lato obbligazioni dell’area euro.

Dopo aver fatto catenaccio, è giunta l’ora d passare all’attacco

Per quanto riguarda l’area cosiddetta periferica dell’Eurozona, il Fondo ha una esposizione limitata alle obbligazioni portoghesi e spagnole e neutrale sulle obbligazioni italiane. “All’inizio dell’anno non avevamo in portafoglio obbligazioni societarie e l’unica posizione in titoli a spread era in obbligazioni cinesi in renminbi”, rivela.

“Grazie a questa allocazione difensiva, l’impatto delle turbolenze e dell’allargamento degli spread che abbiamo avuto a febbraio e marzo è stato limitato”. Ma ora è giunto il momento di passare all’attacco.

Non va dimenticato che il fondo si basa fondamentalmente su titoli governativi europei. “Concediamo, a seconda delle opportunità che si presentano, un’esposizione a titoli di Stato non europei solo se siamo fermamente convinti che le posizioni al di fuori del benchmark siano di alto valore“.

Ad esempio, continua il gestore, “abbiamo beneficiato della riduzione dello spread tra i titoli di Stato statunitensi e quelli della zona euro. Abbiamo ora chiuso la posizione lunga aperta in dollari e l’abbiamo convertita in una posizione di “break-even dell’inflazione“.

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