Tringali: “Euro e Draghi, Italia verso una nuova crisi”

“Moneta unica e trattati UE impediranno al Paese di difendersi“. "Il premier intenzionato a chiudere gli aiuti. In un suo Report ufficiale descrive l’imminente futuro: drammatica crisi di solvibilità".

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intervista di Francesco Puppato

(WSC) ROMA – Con Fabrizio Tringali, scienziato politico, delegato sindacale FIOM ed autore dei saggi “La trappola dell’euro”, “Liberiamoci dall’euro, per un’altra Europa”, coautore del blog Badiale & Tringali (tutti i libri sono scritti a quattro mani con Marino Badiale, ordinario di matematica presso l’Università di Torino) abbiamo parlato del nuovo governo Draghi.

E’ appena nato il governo Draghi, sostanzialmente un banchiere europeista; crede sia la persona giusta per guidare il Paese?

“Beh, è certamente il primo della classe. Della loro classe, naturalmente. E di cosa ha bisogno oggi la loro classe? Non è necessario esprimere ipotesi astratte o tantomeno invocare complotti. E’ tutto alla luce del sole.

Nei giorni scorsi, come probabilmente sarà accaduto ad ogni italiano che ha un conto corrente, ho ricevuto dalla mia banca un’informativa sull’imminente entrata in vigore delle nuove norme europee sull’insolvenza. Da oggi basterà una piccola esposizione verso la banca per essere automaticamente classificati come cattivi pagatori. Sottolineo automaticamente. Prima le soglie erano più alte e, soprattutto, vi era un certo margine di manovra, da parte della banca. Ora invece la dichiarazione di default diviene automatica, così come il blocco degli addebiti automatici. Per un’azienda, significa stop al pagamento degli stipendi dei dipendenti.

Guarda caso, Mario Draghi ha appena pubblicato un autorevole Report, firmato insieme all’ex presidente della banca centrale indiana, in cui avverte che stiamo per essere colpiti da una nuova grande ondata di crisi, che diversamente dal passato non sarà relativa alla liquidità, ma assumerà la forma di crisi di solvibilità.

La drammaticità di quanto sta per avvenire non è ancora percepita perché l’azione della BCE sta mascherando la gravità situazione reale. Ma questa azione sta per esaurirsi.

Ecco cosa vuole la classe cui appartiene Draghi: chiudere i rubinetti della BCE, che ancora acquista titoli dei Paesi in difficoltà. La decisione è stata presa molto tempo fa, ma la pandemia ne ha rallentato l’attuazione. Oggi siamo al redde rationem”.

Quindi, se la seguo correttamente, intende che passeremo dal rischio di liquidità a quello di solvibilità?

“Secondo Draghi non è un rischio, ma una certezza. Siamo, dice, sul bordo di un precipizio. E credo proprio che dica la verità. La classe dominante non può tollerare che l’intervento pubblico freni ciò che in base alla loro ideologia è giusto che accada: fallimenti, licenziamenti, povertà.

Ripeto, è tutto scritto e dichiarato alla luce del sole. Il report di Draghi è pubblico (urly.it/3bm94), i rischi derivanti dalle nuove norme europee sono noti, si veda lo studio di Unimpresa: https://www.unimpresa.it/banche-unimpresa-per-italia-soglia-arretrati-scende-da-5-a-1/39813

Draghi in Parlamento è stato molto chiaro: sarà il suo governo a decidere chi salvare e chi no. Non sappiamo sulla base di quali criteri. E quello che più è spaventoso è che secondo la loro classe, quello che accadrà sarà giusto, perché permetterà di allocare le risorse in modo più efficiente. Per loro sono ‘risorse’ anche le persone. E infatti l’ideologia, che domina anche il linguaggio, impone che nelle realtà economiche non esistano persone, ma ‘risorse umane’.

Per Draghi e la sua classe è giusto che lo Stato non intervenga nell’economia e lasci fallire le proprie aziende. I cui lavoratori magari saranno costretti a emigrare in altri Paesi, lasciando casa e affetti. Sono ‘risorse’ da riallocare. Questa è la ragione della libera circolazione di merci, capitali e persone, che sono gli assi portanti della moneta unica e dei trattati che istituiscono l’Unione Europea”.

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2 commenti

  1. DonChi

      

    Se uno guarda la realtà e i fondamentali dell’economia, c’è di che non dormire la notte.
    Draghi poi è uno del “sistema” bravo e capace per il sistema, appunto, e sa quel che dice.
    Dice poche cose, ma quando parla sa bene di cosa e perchè! Quindi, io andrei piano a prendere sottogamba questo articolo. Mica solo per le cose descritte. Se devo dire, di mio, io sento un formicolio micidiale sottopelle, simile SOLTANTO a quello avvertito con la bolla del 2008.
    NON riesco più a stare sul mercato, senza tenerne conto…
    Mutui sub-prime e derivati! Confronto ad oggi, le cose sono assolutamente peggio, perchè lo stesso castello finanziario è stato costruito su una base economica che ha crepe grandi così. E si vedrà presto.
    E a differenza del 2008 oltre al castello di carta finanziario, ne hanno alzato uno peggiore, quello del DEBITO. E proprio per questo stavolta l’ombtrello pubblico sarebbe scarico, perchè aggiungere altro debito sarebbe come buttare benzina sul fuoco. Non dice nulla il tremolio in corso sulla semplice paura dell’inflazione, che tutti dicono per nulla attuale?
     

  2. peter pan

      

    “Per Draghi e la sua classe è giusto che lo Stato non intervenga nell’economia e lasci fallire le proprie aziende. I cui lavoratori magari saranno costretti a emigrare in altri Paesi, lasciando casa e affetti.” 
    Beh! in tutto questo non vedo niente di male, mi domando soltanto se abbiamo sufficienti barconi per spedire tutta questa gentaglia fallita al di là dell’atlantico…. sì, perchè se Atene piange Sparta non ride di certo.
    E’ vero che riempiremo i vuoti (e magari useremo le barche gentilmente dismesse da loro) con tunisini, marocchini, ecc. ecc. ecc.  però pur sempre avremo qualche ripercussione. Non credete?
    Cioè, ma questo signore si rende conto di quello che scrive?
    Però chi sono io per giudicare, lasciamolo fare a chi ci capisce più di me. Io sono solo  un vecchio europeista…