Già partita la corsa al Quirinale: favoriti Cartabia e Draghi

Se prevalesse la ministra della Giustizia, che fare dell'ex presidente della BCE dopo il 2023? Rimandarlo in pensione a Città della Pieve? Nell'altra ipotesi si andrebbe a elezioni anticipate l'anno prossimo.

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di Paolo Mazzanti (direttore di Askanews)

“Per il Quirinale sarei felice se fosse una donna”. Letta è troppo accorto per non capire che una battuta così, buttata la venerdì scorso durante un’intervista on line, non poteva non creare scompiglio negli aruspici quirinalizi e nei diversi papabili piddini, tutti rigorosamente uomini. Perché auspicare una donna al Quirinale significa innanzitutto escludere Draghi, che fino a prova contraria è maschio e finora era il predestinato a succedere a Mattarella. Concetto rafforzato quando Letta ha detto che il governo deve andare avanti fino alla fine della legislatura, nella primavera 2023. E Draghi al Quirinale nel febbraio 2022, come forse vorrebbe il centrodestra, significherebbe crisi di governo e molto probabilmente elezioni anticipate.

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La donna cui pensa Letta non può che essere la ministra e già presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia (difficile possa pensare all’altra “quirinabile”, la presidente del Senato Casellati di Fi), che ha appena ottenuto un successo facendo arrestare i nostri terroristi in Francia e ora si accinge a realizzare la riforma della giustizia: se ci riuscisse, appianando i roventi contrasti tra i partiti e rimettendo in riga il Csm flagellato dagli scandali, avrebbe le carte in regola per il Colle.

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Tutto bene, ma c’è un ma. Che fare di Draghi dopo il 2023? Rimandarlo in pensione a Città della Pieve? Sarebbe uno spreco, col Pnrr in fase di attuazione. Forse Letta pensa a lui come candidato premier del centrosinistra, sulle orme di Prodi, l’unico che ha battuto per due volte il centrodestra. Ma davvero i politici rinuncerebbero a Palazzo Chigi per altri 5 anni, fino al 2028? Non è detto: nel 2024 scadono le istituzioni europee e Draghi sarebbe il candidato ideale per succedere alla Von der Leyen alla Commissione o a Michel al Consiglio. E così Draghi tornerebbe in Europa… e Palazzo Chigi ai politici.

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