Crisi Governo, Conte accetta dimissioni ministre di Renzi

Ma non sale al Quirinale, quindi il premier tenta di sostituire i posti vacanti o andare in Parlamento. I retroscena e tutti gli scenari possibili. "Italia Viva ha scelto la crisi, grave danno al Paese". Centrodestra: "Conte si dimetta, poi la via maestra sarà il voto". Pd e M5S compatti: "Si va avanti".

(WSC) ROMA – La tentazione dello showdown in Aula. Di raccontare al Paese l’azione del governo e la «contro-azione» di Italia Viva. Di uscire anche di scena, «ma a testa alta». Giuseppe Conte, alle prese con la sua seconda crisi di governo in poco più di due anni, potrebbe adottare una linea non non dissimile rispetto a quando fu Matteo Salvini a staccare la spina. La partita, questa volta, è, però ancora più complicata. Matteo Renzi non ha chiuso tutte le porte al capo del governo ed è, tradizionalmente, un abile giocatore di poker, tanto che ci ipotizza perfino un appoggio esterno di Iv al premier. Ma chi ha dimestichezza con «l’Avvocato del Popolo» si dice convinto che la linea della fiducia, tra Conte e il leader di Iv, si è ormai usurata.

Mattarella non è Napolitano

Di fatto, il capo del governo è a un bivio. Per evitare lo showdown parlamentare e la sfiducia in Aula potrebbe rimettere il mandato e aprire ufficialmente un tavolo di maggioranza, come chiesto da Renzi, per dar vita eventualmente ad un Conte-ter. Ma se il premier non si fidava, figurarsi dopo una conferenza stampa che il leader di Iv ha improntato contro di lui e che ha tenuto dopo aver avuto zero contatti con Palazzi Chigi. «Ma se non mi chiama, con chi lo faccio l’accordo?», lamentava Renzi con i cronisti alla Camera. Del resto, a far tornare Conte sui suoi passi rispetto alla linea dura sono stati tre fattori: il pressing del Pd a mantenere intatta la maggioranza attuale, i paletti del Colle a un nuovo governo con i Responsabili, l’incerto sostegno di una fetta del M5S, quella più delusa dal governo Conte-bis.

Ora che Renzi ha aperto di fatto la crisi, le cose cambiano. È, in primis, il fallimento di chi aveva cercato di mediare fino all’ultimo. Non a caso al Nazareno parlare di irritazione sarebbe troppo poco, per un Pd che, ancora in queste ore, guarda alla responsabilità di fronte ad un Paese in crisi e all’effetto domino che l’instabilità politica può avere nelle cancellerie mondiali. Tanto che, sui cellulari dei Dem, girano vorticosamente gli screenshot del racconto della crisi sul Financial Times. La seconda conseguenza della mossa di Renzi è l’irrigidimento della posizione del premier. E il ritorno, se vogliamo, della suggestione Responsabili. A Palazzo Madama e Montecitorio i sommovimenti non si contano. Alcune fonti parlamentari parlano di un gruppo di centro, al Senato, che si aggancerebbe all’Udc. Alla Camera cinque M5S nel pomeriggio sono passati alla componente Centro Democratico del gruppo Misto. E c’è un dato che forse non sfugge a Palazzo Chigi: se Conte, da premier in carica quale è tuttora, andasse in Aula a chiedere la verifica della fiducia nei suoi riguardi e quella fiducia la ottenesse, seppur con il sostegno dei «volenterosi», il presidente della Repubblica potrebbe fare ben poco.

È un rischio, perché senza i numeri in Aula Conte non avrebbe più la possibilità di tornare a Palazzo Chigi e si aprirebbe, per l’Italia, la possibilità di un governo istituzionale. Con che premier? Qualcuno, nei palazzi romani, qualcuno fa l’esempio di di Romano Prodi, gran tessitore dei rapporti con l’Europa. La scommessa di Renzi sta, d’altra parte, proprio nella difficoltà di fare un governo con i Responsabili e nell’impossibilità, che l’ex premier ripete a microfoni accesi e spenti, di tornare subito al voto. Per il leader di Iv gli scenari sono quattro: il Conte-ter dopo le dimissioni formali del premier e l’apertura di un tavolo sul programma; un nuovo governo con la medesima maggioranza e un premier che sia del Pd o perfino Luigi Di Maio; un premier istituzionale; un premier sostenuto dal centrodestra con Iv all’opposizione.

Di certo, a Renzi, l’apertura «fatta in piazza» da Conte non è bastato. Frenetici sono stati i contatti tra l’ex premier e Dario Franceschini, che ha provato a mediare fino a pochi minuti prima della conferenza stampa. Ma non è bastato. E in un M5S a dir poco imbufalito con Renzi, intanto, si affaccia l’ipotesi di un governo istituzionale in nome della stabilità

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Giuseppe Conte ha accettato le dimissioni dall’esecutivo dei ministri Bellanova e Bonetti annunciate dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Per il presidente del Consiglio, il partito dell’ex premier “si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo” che sta procurando “un notevole danno al Paese nel pieno di una pandemia“. Conte ha poi informato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri”, ha dichiarato Conte aprendo il Cdm.

“Ho provato fino all’ultimo” – “Ho provato fino all’ultimo minuto utile a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto”, ha proseguito il numero uno di Palazzo Chigi. “Ancora due giorni fa e oggi ho ribadito che avevo preparato un lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery, in serata le misure anti-Covid, la proroga dello stato di emergenza, giovedì lo scostamento di bilancio”.

“Non mi sono mai sottratto al confronto, ma il terreno è minato” – Conte ha poi affermato: “Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto, anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili”.

“Ho aperto a un tavolo di legislatura, ma sono arrivate le dimissioni di Iv” – Il Paese “sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo, ho offerto la disponibilità a un tavolo di legislatura, eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Conte ha cercato Renzi nei giorni scorsi: “Nessuna risposta” – Fonti di maggioranza rivelano che Conte nei giorni scorsi avrebbe cercato al telefono Matteo Renzi, con telefonate e anche messaggi, a cui non avrebbe mai ricevuto risposta.

Renzi: “Nessuna pregiudiziale su Conte” – “Un nuovo governo Conte? Non abbiamo veti su nessuno, né pregiudizi su alcuno – ha affermato Matteo Renzi -. Andare in Parlamento non è una concessione ma un elemento fondamentale. Se vorrà venire, ci troverà in Parlamento. A lui la scelta. Ma come non c’è alcun veto o pregiudizio da parte nostra, sia chiaro che sia per questa maggioranza che per una eventuale forma diversa non c’è un solo nome per Palazzo Chigi. Chi dice ‘o tizio o voto’ è irresponsabile”.

La lettera delle ministre di Italia Viva a Conte: “Dimissioni per dignità e libertà” – “Lasciare un incarico di governo richiede lunghissime, dolorose e assai profonde considerazioni. Abbiamo deciso di rimettere il mandato in nome della dignità e della nobiltà della politica e della nostra libertà e responsabilità individuale”. Lo scrivono nella lettera di dimissioni, inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. “Il nostro obiettivo non è ottenere un incarico di governo in più, ma avere un’azione di governo più efficace per gli italiani. Se per uscire da questo immobilismo serve un atto di responsabilità, siamo i primi a compiere questo passo, augurandoci che possano così realizzarsi le condizioni per una nuova e diversa fase per il nostro Paese, guidata da un governo capace di rispondere prontamente ai bisogni dei nostri cittadini, famiglie e imprese”.

Orlando: “Governo senza Conte difficile da spiegare a italiani” – Al fianco di Giuseppe Conte si sono schierati diversi esponenti delle forze politiche, a partire dal vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. “Un governo senza Conte? Noi non siamo disponibili ad andare oltre il perimetro di questa coalizione: tutte le iniziative che assumeremo le assumeremo in rapporto con Conte e gli alleati della maggioranza. Crediamo che agli italiani sia difficile spiegare perche’ dovremmo abbandonare Conte. Mi pare un salto nel vuoto senza giustificazione”.

Franceschini: “L’attacco a Conte è all’intero governo” – In Consiglio dei ministri il ministro Dario Franceschini, capodelegazione del Pd, haribadito “che chi attacca il presidente del Consiglio attacca l’intero governo e Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento più difficile della storia repubblicana”.

Crimi e Bonafede: “M5s è per il bene del Paese, avanti con Conte” – Anche il capo politico del M5s, Vito Crimi, ha confermato il suo appoggio al premier. “In questo momento di crisi non può esserci altro pensiero che continuare a lavorare per il bene del Paese e dei cittadini. Il M5s c’è e farà la sua parte. Andiamo avanti con Conte”. Sostegno ribadito anche dal capodelegazione 5 Stelle Alfonso Bonafede: “Si va avanti con Giuseppe Conte.

Zingaretti: “C’è un Paese da ricostruire, avanti con Conte” – Anche il leader del Pd, Nicola Zingaretti, ha rinnovato il suo sostegno a Conte: “In questi mesi durissimi l’Italia ha potuto contare sul grande impegno di Giuseppe Conte e della squadra di governo. Ora c’è un Paese da ricostruire, avanti con Conte”.

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2 commenti

  1.   

    Sarà che sono di una altra razza ma i motivi per i quali conte dovrebbe rimanere secondo quanto scrivi son più ignobili di quelli di Renzi. Certo alle elezioni si potrebbe competere l ho già scritto io e se vince la sinistra ce li teniamo. Ma combattuta sul campo mica nei palazzi. Fra i motivi di una vittoria della sinistra ti sei scordato lo spread, cosi ignobilmente usato contro berlusconi.  

    Originariamente inviato da DonChi:


     

    ...eccola di nuovo La crisi di governo, scodellata con affanno e sfrontatezza da un politico che usa la politica come mani di poker. Naturalmente ha ammantato il suo gesto di nobiltà, rivendicando più democrazia nel goveno, ma questo per lui significa CONTARE più degli altri anche se ha solo il 2% di consensi! Quando governava lui, poi, non ascoltava neanche gli organismi democratici del suo partito, tanto da costringere BERSANI, di sicuro un moderato, a lasciare la casa madre… Al dunque: quello che non deve fare CONTE è smontare. Se si dimette faranno di sicuro un altro governo senza di lui pur di non andare alle elezioni subito. E Renzi avrà avuto quel che vuole, restando di nuovo in maggioranza con lo stesso potere di ricatto sul Recovery e sull’elezione del nuovo Presidente della repubblica. E adesso sanno che fa sul serio! Dio ce ne guardi. Piuttosto CONTE  tenga duro, e chieda di andare in parlamento per il voto di sfiducia. A quel punto vorrei vedere la pattuglia renziana, che potrebbe essere asfaltata, restare lì intatta. Se votassero contro, allora si passerebbe a un altro governo. Ma con dignità e chiarezza. Con Renzi al guinzaglio, o senza. Al peggio il governo istituzionale per andare al voto a Giugno. E di qui ad allora…  Ebbene sia. A quel punto ci sarebbe obbligatoriamente un centrosinistra con alleanza organica fra i PD e M5S, con Conte a guidare lo schieramento. Già competitiva solo per questo. Poi la campagna elettorale si svolgerebbe sull’antieuropeismo di SALVINI&MELONI, le acrobazie del Cavaliere per tenere i piedi in due scarpe… e se dall’europa un qualche rigorista nordico dicesse in piena campagna elettorale che col cavolo si danno 220 miliardi a un governo sovranista di destra, e anche anti europeista, alleato di Le Pen e Orban. Legittimo? anche di più! Le elezioni in pieno tracollo ( e forse con disordini) di Trump, il rischio di perdere i finanziamenti europei, la pandemia in corso e lo scandaloso comportamento della destra a fronte del contagio, soprattutto il negazionasmo neanche tanto velato di Salvini sui vaccini… Potrebbero giocarsela eccome! Vorrei vedere, dentro questa terribile situazione, i clientes meridinali votare contro un governo che sta facendo il possibile, per metterici il nordista CELTICO, che a questo punto sarebbe addirittura candidato alla Presidenza del consiglio. …proprio colui che vuole a tutti i costi le elezioni in questa situazione… SI PUò FARE… SI PUò FARE!  

     

  2.   

    ...eccola di nuovo
    La crisi di governo, scodellata con affanno e sfrontatezza da un politico che usa la politica come mani di poker.
    Naturalmente ha ammantato il suo gesto di nobiltà, rivendicando più democrazia nel goveno, ma questo per lui significa CONTARE più degli altri anche se ha solo il 2% di consensi! Quando governava lui, poi, non ascoltava neanche gli organismi democratici del suo partito, tanto da costringere BERSANI, di sicuro un moderato, a lasciare la casa madre…
    Al dunque: quello che non deve fare CONTE è smontare. Se si dimette faranno di sicuro un altro governo senza di lui pur di non andare alle elezioni subito. E Renzi avrà avuto quel che vuole, restando di nuovo in maggioranza con lo stesso potere di ricatto sul Recovery e sull’elezione del nuovo Presidente della repubblica. E adesso sanno che fa sul serio! Dio ce ne guardi.
    Piuttosto CONTE  tenga duro, e chieda di andare in parlamento per il voto di sfiducia. A quel punto vorrei vedere la pattuglia renziana, che potrebbe essere asfaltata, restare lì intatta. Se votassero contro, allora si passerebbe a un altro governo. Ma con dignità e chiarezza. Con Renzi al guinzaglio, o senza. Al peggio il governo istituzionale per andare al voto a Giugno. E di qui ad allora…  Ebbene sia.
    A quel punto ci sarebbe obbligatoriamente un centrosinistra con alleanza organica fra i PD e M5S, con Conte a guidare lo schieramento. Già competitiva solo per questo.
    Poi la campagna elettorale si svolgerebbe sull’antieuropeismo di SALVINI&MELONI, le acrobazie del Cavaliere per tenere i piedi in due scarpe… e se dall’europa un qualche rigorista nordico dicesse in piena campagna elettorale che col cavolo si danno 220 miliardi a un governo sovranista di destra, e anche anti europeista, alleato di Le Pen e Orban.
    Legittimo? anche di più! Le elezioni in pieno tracollo ( e forse con disordini) di Trump, il rischio di perdere i finanziamenti europei, la pandemia in corso e lo scandaloso comportamento della destra a fronte del contagio, soprattutto il negazionasmo neanche tanto velato di Salvini sui vaccini…
    Potrebbero giocarsela eccome! Vorrei vedere, dentro questa terribile situazione, i clientes meridinali votare contro un governo che sta facendo il possibile, per metterici il nordista CELTICO, che a questo punto sarebbe addirittura candidato alla Presidenza del consiglio.
    …proprio colui che vuole a tutti i costi le elezioni in questa situazione…
    SI PUò FARE… SI PUò FARE!