In Europa vivono 20,7 milioni di extracomunitari

Dati Eurostat sull'immigrazione: Germania, Gb e Italia tra le mete preferite. Boeri: “Ci regalano 1 punto di Pil”.

Nel 2015 sono 4,7 milioni le persone arrivate almeno in 1 dei 28 Stati membri dell’Unione europea, mentre 2,8 milioni di migranti si sono spostati da una nazione all’altra all’interno della Ue. Sono alcuni dei dati elaborati dal servizio migrazioni di Eurostat.

In particolare l’analisi prende spunto dagli ultimi dati sull’integrazione dei migranti del 26 giugno. Secondo lo studio la metà dei migranti (2,4 milioni) è cittadino di un Paese extracomunitario, mentre al 1° gennaio 2016 il numero di cittadini extracomunitari residenti negli Stati membri dell’Ue era di 20,7 milioni (il 4,1% della popolazione Ue). Inoltre, 16 milioni di persone risultano residenti in uno Stato membro diverso da quello della cittadinanza d’origine. In termini assoluti, il numero maggiore di non-cittadini è stato trovato in Germania (8,7 milioni il 1° gennaio 2016), seguiti da Regno Unito (5,6 milioni), Italia (5 milioni), Spagna (4,4 milioni) e Francia (4,4 milioni).

In termini relativi, la classifica è molto diversa. Lo Stato membro con la più alta quota di non cittadini era il Lussemburgo, dove rappresentavano quasi la metà (47%) della sua popolazione totale. Anche in Cipro, Estonia, Lettonia, Austria, Irlanda, Belgio e Germania è stata osservata un’elevata percentuale di cittadini non residenti (almeno il 10% della popolazione residente). Nel 2016, nell’Europa a 28, secondo i dati Eurostat, poi i Paesi membri hanno concesso protezione a 710.400 richiedenti asilo.

———–

Boeri (Inps): gli immigrati ci hanno regalato l’1% del Pil

“I dati Inps ci dicono che gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e di altre prestazioni sociali. Quindi con un saldo netto di 5 miliardi per le casse dell’Inps”. Lo ha detto questa mattina Tito Boeri, presidente dell’Inps ascoltato in audizione in commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione e sulle condizioni di trattenimento dei migranti.

Boeri ha poi aggiunto che “ogni anno i contributi a fondo perduto degli immigrati valgono 300 milioni di euro, che sono entrate aggiuntive per le casse dell’Inps. Tutti gli studi scientifici sull’impatto fiscale dell’immigrazione concludono che l’impatto è positivo”.

“Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni”, ha proseguito, “gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi in pensioni. Abbiamo calcolato che fin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni. E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati valgono circa 300 milioni di euro di entrate aggiuntive nelle casse dell’Inps”.

I dati Inps evidenziano poi che gli immigrati che arrivano in Italia sono sempre più giovani: la quota degli under 25 che cominciano a contribuire all’Inps come dipendenti è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015. Se nel 2007 il 68% dei nuovi permessi di soggiorno veniva concesso a stranieri con meno di 35 anni oggi questa percentuale è salita all’80%, aggiunto poi il presidente dell’Inps.

Boeri ha quindi specificato che “il totale delle entrate che arriva dagli immigrati supera, seppur di poco, 1,2 miliardi di euro il totale delle uscite per l’immigrazione”.

I migranti sono fortemente sovra-rappresentati fra gli operai, una concentrazione che si è rafforzata nel tempo”, ha detto Boeri, sottolineando che “sono gli italiani a non fare più quei lavori. Gli unici settori dove i migranti sono sovrastimati sono costruzione, alberghi e ristorazione”. La differenza di salario tra migranti e italiani, in base ai calcoli dell’Inps, è del 15%.

Il saldo positivo portato dagli immigrati è fondamentale per mantenere in equilibrio il sistema pensionistico, ha sottolineato Boeri. “Abbiamo 3 milioni di immigrati regolari che contribuiscono ogni anno alle casse dell’Inps, lanciamo questo campanello d’allarme proprio nel momento in cui l’attenzione dell’opinione pubblica è tutta sugli sbarchi”.

Boeri ha sottolineato che “il problema dei nostri equilibri va affrontato adesso, le simulazioni lo documentano. Abbiamo bisogno adesso di cominciare a pensare seriamente a questo problema”.

Fonte: Milano Finanza

Tag

Partecipa alla discussione

3 commenti

  1.   

    Mai un fantoccio di quelli che si susseguono a capo dell’Inps che abbia parlato di divisione fra ASSISTENZA e PREVIDENZA. Questa è la cosa più seria da fare, tant’è che essendo governati da fantocci le cose serie, le più logiche non si faranno mai, e i sindacati venduti tengono ben stretti i cordoni della borsa.

  2.   

    Boeri
     Boeri però dimentica che a pesare sul suo istituto ci siano anche i fiumi di assegni sociali concessi non solo agli italiani, ma anche agli immigrati grazie ai sistemi di ricongiungimento che hanno portato a una crescita smisurata dei bisogni dello stato sociale italiano.
     

  3.   

    Sull’argomento vi rimando alle parole scritte da Benetazzo, anche io sono del parere che bene che vada ci ritroveremo tra qualche anno come la Francia con le zone de sécurité prioritaire (ZSP) nelle periferie delle nostre città. Non si può pensare di integrare tutti, è completamente irrealistico.
    http://www.eugeniobenetazzo.com/assenza-di-utilita-marginale-immigrato-in-italia/