Brexit: ma è vero che hanno chiuso i conti in banca agli italiani?

La rabbia degli expat a Londra. Gli istituti di credito UK hanno inviato una lettera ai loro clienti residenti nell’Ue, chiedendogli di ritirare i soldi e chiudere il conto.

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(WSC) LONDRA – Teresa Hunt è originaria di Portsmouth, ma vive da dodici anni a Siena, e la scorsa settimana ha avuto un incubo. “Ho sognato che il 26 gennaio i miei risparmi venissero messi in una busta di plastica – racconta all’HuffPost – e lasciati sul marciapiede davanti a una filiale della banca Nationwide. Non potevo fare nulla perché ero in Italia e non mi era consentito tornare in Inghilterra per via del Covid. E’ stata un’immagine terribile”. L’incubo di Teresa descrive una delle maggiori preoccupazioni degli expat britannici in Italia e nell’Ue, che nelle prossime settimane dovranno chiudere il loro conto in banca inglese a causa della Brexit.

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Gli istituti di credito hanno inviato una lettera ai loro clienti residenti nell’Ue, chiedendogli di ritirare i soldi e chiudere il conto il prima possibile. Teresa ha ricevuto l’avviso il 10 novembre, ma la lettera era datata il 28 settembre. “Hanno usato questo escamotage per fingere di avermi dato un preavviso di due mesi, che è il termine previsto dalla legge – racconta – Per fortuna avevo già appreso la notizia leggendo i giornali e seguendo i gruppi Facebook, e dunque avevo iniziato a cercare una soluzione”. Alcuni emigrati hanno creato il gruppo Facebook UK Bank Accounts & Brexit per raccontare le proprie vicissitudini e aiutarsi a vicenda.

Gli expat britannici con cui abbiamo parlato si sentono “traditi” dalle banche e temono questo effetto collaterale e sottovalutato della Brexit, che rischia di creare loro una miriade di problemi e imprevisti. “Sono assolutamente delusa dal comportamento della banca Barclays – spiega Catherine, che è originaria di Manchester ma insegna inglese a Messina da oltre trentacinque anni – Sono una cliente di Barclays da 40 anni, e ogni mese ricevo l’affitto di una vecchia casa a Manchester sul mio conto inglese. Dalla banca sono stati sgarbati.

Questo articolo è originariamente apparso su L’HuffPost.

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3 commenti

  1. peter pan

      

    Non ti sbagli, poveretti devono mangiare anche loro….  
    AhAhAhAhAh!!!! Risatina di preoccupazione.

    Originariamente inviato da Nakatomy: Caro Peter , Londra sta per diventare il cuore finanziario del mondo offshore  Manca ancora qualche tassello , penso che molto presto usciranno anche dallo standard globale dell’OCSE .  A quel punto nessuno potrà fermarli , sarà il nuovo eldorado dei grandi patrimoni  , spero di sbagliarmi  mah… Il tempo c’è lo dirà amico mio , sempre che Dio ci lasci ad entrambi  

     

  2. Nakatomy

      

    Caro Peter , Londra sta per diventare il cuore finanziario del mondo 🌎 offshore 
    Manca ancora qualche tassello , penso che molto presto usciranno anche dallo standard globale dell’OCSE . 
    A quel punto nessuno potrà fermarli , sarà il nuovo eldorado dei grandi patrimoni  , spero di sbagliarmi 
    mah…
    Il tempo c’è lo dirà amico mio , sempre che Dio ci lasci ad entrambi 🙃
     

  3. peter pan

      

    Mi sa che ci sarà un annetto di caos finchè le cose non si saranno chiarite e sistemate, sia per gli stranieri in Inghilterra che i britannici all’estero. La cosa più importante è l’aspetto sanità; se si va in Inghilterra una bella assicurazione per eventuali ricoveri, altrimenti ti pelano vivo, ma forse varrà anche per loro in Europa.
    Fortunatamente mia moglie, Gallese di nascita, mi ha affidato tutti i suoi risparmi da sempre, niente conti in Inghilterra. Si fida di me e dei miei due assistenti,  Antonio Gatto e Giuseppe Volpe….