Se il Covid fa traballare il governo Conte

di Paolo Mazzanti - Lega e Fdi soffiano sul fuoco delle proteste, chiedono la riapertura di tutto, ma non specificano che cosa si dovrebbe fare per contenere il virus. Palazzo Chigi dovrebbe varare la “cabina di regia” con le opposizioni? E Mattarella...

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di Paolo Mazzanti

(WSC) ROMA – Ci mancherebbe solo la crisi di governo per completare il quadro del caos pandemico nazionale. Eppure i nostri politici si distinguono per irresponsabilità e opportunismo sciacallesco, soprattutto ora che i disagi per le chiusure gonfiano il dissenso sociale nelle piazze e aprono crepe nel consenso del premier: Renzi e Bellanova sparano a zero contro il nuovo Dpcm dopo averlo evidentemente approvato nelle riunioni di maggioranza. I grillini ostentano perplessità sulle chiusure e il loro viceministro alla Salute Sileri, che è medico, esplicita i suoi distinguo e lascia filtrare la notizia che non si ricandiderà e potrebbe andare a lavorare con Zangrillo, il teorico della “morte clinica” del Covid 19.

Lega e Fdi soffiano sul fuoco delle proteste, chiedono la riapertura di tutto, ma non specificano che cosa si dovrebbe fare per contenere il virus. Salvini ha proposto un Comitato tecnico scientifico “parlamentare” (con scienziati lottizzati tra i partiti?), la Meloni si dichiara disponibile a “collaborare”, ma chiede ricattatoriamente che dopo l’epidemia si vada subito a votare, senza sapere quando l’epidemia finirà, ma ben sapendo invece che nessuno, meno che mai Mattarella, potrebbe garantirle in anticipo lo scioglimento del Parlamento che in agosto sarà per di più blindato dal semestre bianco, cioè i sei mesi prima della scadenza del mandato, nei quali il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere. Lo stesso Mattarella, per riportare un po’ di ragionevolezza, ha dovuto ricordare che il vero nemico è il Covid, non il governo, l’opposizione o questo o quel leader.

Per uscire dal turbine caotico, fossi in Conte convocherei una riunione con tutti i leader politici, opposizioni comprese, squadernerei le analisi, i grafici e le drammatiche proiezioni epidemiologiche (60 mila ricoverati, 5.400 in terapia intensiva, 500 morti al giorno) entro novembre se il Dpcm non dovesse funzionare e chiederei a tutti che cosa andrebbe fatto per abbassare i contagi ed evitare il disastro sanitario. E trasmetterei la riunione in streaming.

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