Italia, sistema idrico da terzo mondo. Mancano anche i depuratori

Gli investimenti su uno dei settori chiave per la qualità della vita dei cittadini si limita a 30-35 euro per abitante, mentre in Occidente la media è 80-150. …

Gli investimenti su uno dei settori chiave per la qualità della vita dei cittadini si limita a 30-35 euro per abitante, mentre in Occidente la media è 80-150. Le infrastrutture mancano o sono tenute in modo “penoso”.

L’unica incoerenza che trovo è nel titolo ‘#Italiasicura’, io lo cambierei in ‘Italia insicura’ alla luce dei numeri presentati nel Rapporto. La situazione dell’Italia è più vicina al terzo mondo piuttosto che al Nord dell’Europa. Sul sistema idrico integrato il nostro Paese è in una situazione drammatica”. Lo ha detto il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, durante la presentazione a Palazzo Chigi del dossier sullo stato degli investimenti nel servizio idrico integrato, cui hanno preso parte, coordinati dal responsabile di #Italiasicura, Mauro Grassi, il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, Pier Paolo Bortoni, del direttore dell’Agenzia per la Coesione e lo Sviluppo, Ludovica Agrò, del capo della segreteria tecnica del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Laura Cavallo. Il ministro dell’Ambiente Galletti, invece, ha dato forfait all’ultimo minuto.

“All’Italia servono almeno 5 miliardi di investimenti all’anno realizzati, non programmati. Perché i piani di investimenti siamo capaci di farli tutti”, ha aggiunto Valotti, che è anche professore ordinario di Economia.

>>> Leggi il Rapporto di #Italiasicura

“Abbiamo una media di investimenti per abitanti di 30-35 euro, contro gli 80-150 dei migliori paesi europei. Al sud diventano addirittura 18 euro, cioè la metà della media italiana. Questi numeri sono impressionanti. E anche la situazione delle nostre infrastrutture è penoso”, ha proseguito il presidente di Utilitalia. Che ha poi rivelato: “Tantissime zone del Paese sono senza depuratori”, ha aggiunto, “non è una cosa normale in un Paese civile, succede in molti casi al Sud, ma sono tanti anche al Nord”.

Al convegno era presente anche il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, Pier Paolo Bortoni, che ha fornito altri dati non proprio confortanti. “Per rilanciare gli investimenti abbiamo per prima cosa chiesto agli enti d’ambito quali sono le criticità. Dalla ricognizione saltano fuori ‘tre Italie’. Il Sud e le Isole mostrano una significativa discontinuità del servizio idropotabile, cioè mancanza d’acqua o comunque non regolarità nell’erogazione, una grossa cifra in termine di perdite di rete e carenza di sistemi fognari e depurativi. Il Centro ha segnalato criticità all’assenza di misuratori dei limiti all’attività di lettura, dunque una contabilizzazione carente del flusso, dell’erogazione del servizio. Il Nord-Est e Nord-Ovest – ha concluso – hanno mostrato criticità rispetto allo stato di conservazione della rete e degli impianti”.

Tag

Partecipa alla discussione