Banca d’Italia stampa denaro e acquista titoli tossici in segreto: è un finanziamento statale illegittimo

Acquisti di obbligazioni senza dare informazioni al pubblico, da parte delle banche centrali nazionali, sono riprovevoli. Violazione dello statuto Bce, e totale mancanza di trasparenza. Lo stampaggio di …

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Acquisti di obbligazioni senza dare informazioni al pubblico, da parte delle banche centrali nazionali, sono riprovevoli. Violazione dello statuto Bce, e totale mancanza di trasparenza.

Lo stampaggio di moneta in Europa è ovviamente maggiore di quanto si pensasse: le banche centrali europee, secondo un rapporto del quotidiano tedesco “Welt am Sonntag”, negli ultimi anni hanno comprato molto di più titoli di Stato e altri titoli, acquistandoli pubblicamente sul mercato. Il tutto, in parallelo alla politica monetaria ufficiale della Banca Centrale Europea (BCE) che sta pompando denaro su larga scala sui mercati finanziari e a favore delle banche centrali nazionali.

Le transazioni in titoli per conto dei singoli stati da parte delle banche centrali nazionali sono state in gran parte ignorate dagli esperti, tutti dettagli sono stati tenuti segreti ai politici, scrive il giornale tedesco. La prossima settimana, il Consiglio direttivo della BCE presieduto da Mario Draghi (nella foto in alto insieme al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco) deciderà un’estensione del Quantitive Easing da 1140 miliardi di euro che concretizza il programma di acquisto di bond.

La più rilevante delle questioni è quanti soldi sono già stati stampati dalle banche centrali, scrive il “Welt am Sonntag”. Le regole dell’Eurosistema assegnano alle banche centrali nazionali grande libertà per le proprie transazioni. Questo vale per i prestiti d’emergenza alle banche in difficoltà, che sono stati sempre il pomo della discordia in questi ultimi anni, ma anche per gli acquisti di titoli al di fuori dei programmi ufficiali della BCE.

Questa opzione è stata esercitata ampiamente durante la crisi finanziaria e la quasi rottura dell’euro, come mostrano i calcoli fatti analizzando i bilanci delle banche centrali nazionali da parte di un esperto di finanza come Daniel Hoffmann, di Berlino. Di conseguenza, in bilancio la voce sui titoli e prestiti d’emergenza è esplosa tra l’inizio del 2006 e la fine del 2012 di 214 miliardi di euro a €724 miliardi. In questo periodo, le banche centrali nazionali hanno pompato circa € 500 miliaardi di euro nei mercati – cifra che è superiore a quella del volume di tutti i programmi della BCE finora attuati.

Entro la fine del 2014, il totale era sceso leggermente a 623 miliardi di euro, soprattutto perché le banche in quel periodo hanno richiesto un minor numero di prestiti di emergenza. I banchieri centrali dei singoli paesi, tuttavia, erano attivi ma con differenze significative gli uni dagli altri, scrive il giornale tedesco. Mentre la Bundesbank non ha aumentato in modo rilevante il suo portafoglio titoli, le banche centrali di Francia, Italia e altri paesi in crisi hanno effettuato acquisti con molta cura e in modo diligente. Di questo, non si e’ mai saputo nulla.

Il Consiglio direttivo della BCE ha potuto fermare con il diritto di veto le transazioni non autorizzate, ma ovviamente quanto fatto in tutti questi anni non è servito. Quali tipi di titoli sono stati negoziati, è quindi un segreto custodito gelosamente. Mentre prestiti di emergenza alle banche assegnati a paesi come la Grecia hanno avuto un ruolo importante, di fatto spiegano solo una piccola parte del forte aumento totale.

Gli economisti vedono in modo molto critico questa operazione di stampaggio in segreto di denaro. Le attività delle banche centrali nazionali – compresa la Banca d’Italia – hanno aperto “molte questioni non precedentemente discusse e a cui è importante rispondere con urgenza”, ha commentato Hans-Werner Sinn, presidente dell’Istituto Ifo per la Ricerca Economica.

Gli acquisti di bond e altre obbligazioni da parte della BCE sono una questione controversa da anni, spiega Jörg Rocholl, Presidente della Scuola di Berlino di Economia ESMT. “Dal momento che è estremamente critico verificare se le banche centrali nazionali effettuano transazioni simili a quelle della BCE, ma attraverso la porta di servizio”.

Una maggiore trasparenza è il presupposto perché la gente abbia un minimo di fiducia nella Banca centrale. Clemens Fuest, presidente del Centro per la ricerca economica europea (ZEW), ha detto che acquisti di obbligazioni senza dare informazioni al pubblico, da parte delle banche centrali nazionali, sono fondamentalmente riprovevoli, e ha criticato anche la mancanza di trasparenza: “Sarebbe auspicabile che le banche centrali nazionali forniscano adesso i dettagli di tutti gli acquisti di obbligazioni effettuati fin qui”.

Anche più netta la critica del professore di politica monetaria Manfred Neumann: “In definitiva, si tratta di un finanziamento statale illegittimo tramite la banca centrale.”

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