Mercati: borsa Usa e tassi bond in calo. Doccia fredda per il bluff Trump

All’inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani si attestano in rialzo, proseguendo sulla strada imboccata ieri, con i rendimenti, che si muovono …

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All’inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani si attestano in rialzo, proseguendo sulla strada imboccata ieri, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in calo.

Gli investitori si spostano su terreni considerati piu’ sicuri sulla scia delle crescenti preoccupazioni che l’amministrazione Trump non sia effettivamente in grado di portare avanti la propria agenda economica.

Proprio questo sta pesando sull’azionario, facendo calare Wall Street. I rendimenti decennali, benchmark del settore, sono in calo al 2,41%, contro il 2,434% della chiusura di ieri

Questo l’andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all’1,26% Titoli a 5 anni, rendimenti in discesa al 1,94%

Titoli a 30 anni, rendimenti in frenata al 3,03%. (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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I futures sull’azionario Usa scambiano in ribasso dello 0,1-0,2%, preannunciando una partenza in calo con i listini americani reduci dalla peggior seduta dall’elezione di Donald Trump.
Le difficoltà della nuova amministrazione Usa nel far approvare la riforma sanitaria ha fatto sorgere qualche dubbio sull’effettiva capacità del neo presidente americano di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Comincia a diffondersi tra gli operatori, infatti, la convinzione che la riforma fiscale, gli incrementi di spesa per infrastrutture e i piani per la deregulation potrebbero richiedere più tempo per essere implementati, rispetto a quanto inizialmente preventivato.
Timori che pesano sul dollaro, che tenta un recupero sull’euro con l’EUR/USD in area 1,08, ma continua a perdere terreno nei confronti dello yen, con l’USD/JPY sceso ulteriormente a 111,3. Giornata scarna di appuntamenti macro rilevanti, con la sola diffusione dei dati sulle vendite di abitazioni esistenti di febbraio.
Per quanto riguarda l’azionario, NIKE perde oltre il 5% nel premarket dopo aver presentato ieri ricavi trimestrali inferiori alle attese. In rialzo del 2,6% negli scambi pre-borsa, invece, FEDEX che ha si riportato utili trimestrali sotto le stime, ma si è dimostrata ottimista sui margini a breve termine.
Crolla nel premarket del 12% SEARS HOLDINGS dopo aver espresso timori sulla propria capacità di proseguire l’attività dopo anni di perdite e vendite in calo. Infine, la cinese Sinopec ha chiuso l’acquisto del 75% degli asset sudafricani di CHEVRON, per circa 900 milioni di dollari.
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