Grande rotazione in arrivo: “Borse di corsa anche l’anno prossimo”

JP Morgan: malgrado le incertezze, anche il 2020 sarà positivo. Ma stavolta a fare da traino non saranno gli istituzionali.

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Nonostante le molteplici incertezze macro economiche e le tensioni geopolitiche, anche il 2020 dovrebbe essere positivo per le Borse. È il pronostico degli strategist di JP Morgan.

Secondo loro l’anno prossimo sarà caratterizzato da una “grande rotazione” dei portafogli. Significa che i singoli investitori si stano bruscamente spostando dai fondi obbligazionari a quelli azionari. L’ultima volta che si è presentato un fenomeno del genere correva l’anno 2013.

Gli analisti della banca Usa definiscono “sconcertante” la “posizione estremamente cauta” tenuta dagli investitori retail quest’anno. Tale comportamento ha agito da freno per i mercati azionari. Ma la musica cambierà da gennaio, stando a un report della banca.

In precedenza, JP Morgan ha sostenuto che il comportamento eccessivamente prudente degli investitori ha lasciato i mercati azionari vulnerabili e “alla mercé degli investitori istituzionali“. Adesso prevede un cambiamento di rotta, che porterà a persino maggiori guadagni nel 2020 per le Borse.

Dopo il 2019 dominato dai Bond, il 2020 sarà l’anno delle Borse

Ad anni di elevati flussi in entrata verso i fondi obbligazionari, come il 2012 e il 2017 – e ora il 2019 -, hanno fatto solitamente seguito deboli flussi per i Bond l’anno successivo.

Secondo l’analista di JP Morgan Nikolaos Panigirtzoglou, visto che “quest’anno si è dimostrato un anno positivo per i mercati azionari, aiutati dagli acquisti degli investitori istituzionali, nel 2020 gli investitori al dettaglio dovrebbero rispondere all’andamento del mercato azionario di quest’anno”.

Di conseguenza, questa categoria di investitori acquisterà con forza fondi azionari l’anno prossimo. Ciò ci dice che il 2020 potrebbe essere un altro anno molo solido per i titoli azionari. Con la differenza che stavolta a guidare la performance positiva saranno i trader retail piuttosto che quelli istituzionali.

Lo strategist riconosce che questa sua tesi dovrà superare “una sfida importante”. Ossia quella delle posizioni già elevate nell’azionario da parte degli investitori al dettaglio. Panigirtzoglou ritiene che la sua posizione sia tuttavia giustificata dal fatto che i rendimenti garantiti dalla liquidità e dai titoli obbligazionari siano decisamente inferiori rispetto a prima.

È l’effetto delle misure accomodanti e dei tagli dei tassirivelatisi deleteri per alcuni protagonisti del mondo degli investimenti – attuati dalla banca centrale. D’altronde il vento sta già cambiando, con il mercato che si sta dileguando da un mercato obbligazionario ancora inspiegabilmente affollato.

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