Fuga da Fisher Investments, anche Goldman Sachs rinuncia

Otto tra fondi pensione e banche gettano la spugna: ecco cosa ha scatenato il panico degli investitori istituzionali.

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È fuga degli investitori istituzionali da Fisher Investments. Anche Goldman Sachs ha deciso di chiudere le posizioni. Secondo quanto riferito da fonti informate sui fatti all’emittente CNBC, la banca d’affari ha ritirato investimenti per 234 milioni di dollari.

Sia Goldman Sachs, sia Fisher Investments per il momento non hanno rilasciato commenti. In totale, 2 miliardi e 700 milioni di dollari sono stati ritirati dal gruppo, famoso perché permette a chiunque di investire nei mercati azionari.

L’azienda di consulenza è gestita dal suo fondatore ed executive chairman, Kenneth Lawrence Fisher, un analista americano noto al grande pubblico Usa perché ha scritto editoriali sui mercati per Forbes dal 1984 al 2017 per la rubrica “Portfolio Strategy”. È proprio lui la causa dei “mali” del suo gruppo.

Fisher Investments, cosa ha scatenato panico istituzionali

La società, che ha sedi anche fuori dagli Stati Uniti, in Inghilterra, Germania, Australia, Giappone e Dubai, ha pagato un paio di uscite infelici del veterano investito. A scatenare la serie di riscatti sono stati i commenti sessisti di Ken Fisher, 3 miliardi e 900 milioni di dollari di patrimonio stimato, durante una conferenza dell’industria del risparmio gestito tenuta lo scorso 8 ottobre.

Intervistato durante la conferenza del Tiburon CEO Summit a San Francisco, all’hotel The Ritz Carlton, Fisher ha parlato di genitali, osservando che tentare di “conquistare nuovi clienti è come provare a infilarsi tra le gambe di una ragazza“.

Gli addii e le defezioni sono state numerose da allora. Giovedì 24 ottobre, ultimi in ordine di tempo, il piano pensionistico delle forze dei vigili del fuoco e di polizia di Los Angeles – un fondo da 24 miliardi di dollari in gestione – ha deciso che non voleva più essere cliente di Fisher, che gestiva $522 milioni.

Il consiglio dei commissari del piano pensionistico ha chiesto a Fisher di presenziare all’assemblea, che è stata trasmessa in diretta sul Web, ma l’investitore non si è presentato. Nel complesso Fisher Investments ha perso più di 2 miliardi e 700 milioni nelle ultime settimane.

Come si vede bene nella tabella sopra riportata, otto grossi clienti istituzionali – sei dei quali sono fondi pensionistici pubblici – hanno abbandonato la società di consulenza e investimenti. Fisher Investments aveva in gestione 94 miliardi di dollari di asset fino alla fine dell’anno scorso, secondo le cifre a disposizione della SEC, l’autorità di controllo dei mercati Usa.

Banche e fondi danno il benservito: addio a $2,7 miliardi

Secondo il gruppo, la somma di attivi in gestione ha toccato i 112 miliardi di dollari il 30 settembre di quest’anno. La gestione di Fisher Investments, fondata 40 anni fa nel 1979, è totale. Nel senso che gli asset manager si occupano di tutto per il cliente. La commissione richiesta è dell’1,5% per portafogli inferiori o pari a 500 mila dollari.

La sua fama è dovuta alla popolarità di Ken Fisher. Il 58enne financial advisor si è costruito con il tempo una reputazione quale preparato consulente finanziario su scala globale. Fisher non ha scritto solo per Forbes, ma anche per USA Today, il Financial Times, il Telegraaf olandese e tante altre testate specializzate.

Tra le 200 persone più ricche d’America, Fisher è stato inserito per gli ultimi 30 anni dalla rinomata rivista Investment Advisor nella classifica dei 30 massimi esperti del settore della consulenza finanziaria.

In una delle tante pubblicità che si trovano su Internet e su YouTube, anche in Italia siamo pieni, per promuovere i servizi del gruppo, si dice che i membri del comitato delle politiche di investimento hanno più di 100 anni di esperienza messi insieme. Anche una tale reputazione non basta, tuttavia, quando l’amministratore delegato si lascia andare a dichiarazioni inappropriate e offensive.

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