Nuova voluntary disclosure, rientro capitali evasi e guerra al contante

Per chi farà ricorso all'emersione lo schema previsto dalla task force guidata da Colao richiede l'esborso di una imposta sostitutiva tra il 10 e il 15%.

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(WSC) ROMA – Condono fiscale no, un nuovo tipo di voluntary disclosure per fare cassa e rimpatriare capitali depositati all’estero si. È questa in estrema sintesi la visione del governo italiano sul tema del rientro di capitali evasi.

“Questo governo non farà mai condoni. La voluntary disclosure è una cosa diversa, si tratta di applicare aliquota giusta e semmai non applicare interessi e sanzioni”, ha precisato Roberto Gualtieri, ministro del Tesoro, durante la trasmissione “Porta a Porta”.

Gualtieri ha sottolineato che una misura di voluntary disclosure simile è stata già attuata da governi di centro sinistra in passato. Si tratta di una soluzione “seria su cui si può lavorare”. Sulla sanatoria sul contante, ipotizzata nel piano della task force capitana da Vittorio Colao, la faccenda è più complessa.

“Il contante che non è nei conti è una cosa più delicata che merita un approfondimento”, assicura il titolare del dicastero di Economia e Finanze, aggiungendo un no laconico al condono, mentre sulla voluntary disclosure “ragioneremo e approfondiremo”.

Nel documento “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” presentato a inizio settimana e preparato da unna task force di esperti in materia guidata da Colao è presente una nuova versione della sanatoria dei capitali all’estero, una piattaforma per la moneta fiscale, il potenziamento dei pagamenti elettronici e un condono sul contante nelle cassette di sicurezza e frutto di nero.

Sì a una voluntary disclosure sul rientro dei capitali all'estero, no a un condono per il contante in nero.
Gualtieri è favorevole a una voluntary disclosure sul rientro dei capitali all’estero ma è contrario a un condono per il contante in nero

Con voluntary disclosure diritto a imposta sostitutiva del 10-15%

Il ricavato sarà utilizzato per finanziare la strategia di rilancio del paese. Sono previsti per esempio interventi su scuola e infrastrutture e capitali di rischio della società di cui è azionista di controllo la persona che effettua la voluntary disclosure.

Lo schema di Colao prevede l’esborso di una imposta sostitutiva tra il 10 e il 15% in modo da rendere attrattiva l’emersione. La condizione posta è l’obbligo di investimento di una parte significativa dell’ammontare, tra il 40 e il 60%, per cinque anni in strumenti “che supportino la strategia di rilancio del Paese”.

In certi casi verrebbero addirittura condonati anche i reati di riciclaggio e autoriciclaggio. Per esempio qualora il punteggio di un “requisito di coerenza” del contribuente previsto dal piano superi una determinata soglia. Il coefficiente si stabilisce in base al valore complessivo del contante e dei valori oggetto di regolarizzazione e qualifica professione e attività lavorativa svolta dal contribuente che vuole regolarizzare la sua posizione.

Guerra al contante in Ue e pagamenti elettronici potenziati

Nell’ipotesi di superamento del “requisito di coerenza” allora non sarà necessario fornire spiegazione sulla provenienza delle somme. In caso contrario per meritare un trattamento di favore in ambito penale l’evasore che partecipa alla nuova voluntary disclosure è obbligato invece a dimostrare la provenienza dei valorioggetto della regolarizzazione.

Nel testo è presente anche un invito a fare pressione presso le istituzioni europee per mettere fuori circolo le banconote sopra i 100 euro. Non si entra nel dettaglio per la voluntary disclosure dei capitali all’estero, ma i media mainstream italiani stimano che si tratterà di una riedizione delle precedenti sanatorie.

Come ha fatto anche il Portogallo, con l’ampliamento delle deduzioni e detrazioni dall’Irpef per i pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante, l’obiettivo è introdurre misure di incentivazione dei pagamenti elettronici. In parallelo c’è l’intenzione di istituire crediti d’imposta per gli esercenti che utilizzano pagamenti elettronici. Questo ridurrebbe le commissioni dei pos per gli stessi negozianti.

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