Manovra: sgravi fiscali al 50% per l’assunzione degli under 35. E nulla più

Nella legge di Bilancio il governo prevede solo sgravi, niente ritocco delle pensioni (“non sono una priorità”) e aspettativa di vita.

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La legge di Bilancio che il governo si appresta a varare, al massimo mercoledì, non avrà particolari colpi di scena. Lo ha confermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, incontrando i sindacati.

Al centro ci saranno gli sgravi fiscali per le assunzioni degli under 35, che dal 2018 potranno contare su una decontribuzione strutturale del 50% degli oneri previdenziali per tre anni. Lo sgravio arriva al 100% per i giovani assunti al Sud, mentre resta la conferma dell’apprendistato in forma duale con dotazione di 85 milioni di euro.

Le pensioni, invece, “non sono una priorità” della prossima finanziaria. È stato sempre Poletti a rivelarlo alle confederazioni, durante la riunione operativa. Una scelta che ha fatto saltare dalla sedia i rappresentanti sindacali, tanto che Susanna Camusso, leader della Cgil ha dichiarato: “C’è grande preoccupazione, in particolare per la mancanza di risposte sulla previdenza”, perché “molte questioni non hanno ricadute immediate di spesa sulla manovra 2018, ma richiedono pure scelte politiche”. Ad esempio sull’aumento dell’età rispetto all’aspettativa di vita “serve un atto normativo che sospenda l’automatismo. Vogliamo che il Consiglio dei ministri assuma questo impegno”.

L’unica ‘concessione’ che il governo ha fatto sulla previdenza è la rivalutazione delle pensioni, in essere avverà dal 1° gennaio 2019, con il cosiddetto ‘sistema Prodi’. Ma sull’aspettativa di vita “non ha maturato ancora alcuna decisione”.

I sindacati, dal canto loro, hanno ribadito la richiesta avanzata all’Esecutivo di bloccare il meccanismo automatico di innalzamento dell’età pensionabile in base alle aspettative di vita. E adesso aspettano risposte.

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    48° SEGNALE DELLA RIPRESA: PIÙ TASSE PER UN’OTTANTINA DI MILIARDI!https://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/48-segnale-della-ripresa-piu-tasse-per-unottantina-di-miliardi-304195.html
    di LUIGI CORTINOVIS
    “E poi, per far ripartire l’Italia, serve abbassare le tasse e noi le abbasserremo”. Quante volte avete sentito questa banalità? UN falso, sempre!

    Infatti, si prevede una bella stangata fiscale da quasi 81 miliardi di euro tra il 2017 e il 2020 per le imprese. Nei prossimi quattro anni le tasse saliranno di 80,9 miliardi: dai 786 miliardi del 2016, quest’anno si arriverà a 803 miliardi per poi salire progressivamente fino agli 867 miliardi del 2020, con una impennata complessiva del 10,29%.
     
    ecc…